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CASO STUDIO

Errata diagnosi e asportazione di un polmone sano – Milano

Durata del caso

0 mesi

Risarcimento

0
La Sig.ra Francesca, 52 anni, era stata ricoverata presso un ospedale pubblico di Milano per sottoporsi a una presunta neoplasia polmonare, diagnosticata a seguito di una serie di esami strumentali interpretati in modo errato. Durante l’intervento chirurgico, i medici decisero di procedere con l’asportazione totale di un polmone. Successivi accertamenti rivelarono che il tessuto rimosso era completamente sano, e che la diagnosi iniziale era frutto di un errore clinico e diagnostico grave.

Obiettivo e sfida legale

L’obiettivo principale del nostro team era dimostrare la responsabilità dell’ospedale e dell’équipe sanitaria per aver sottoposto la paziente a un intervento demolitivo inutile, con conseguenze permanenti sulla qualità della vita.

Le principali sfide legali affrontate:

  • accertare la catena di errori diagnostici che ha portato all’intervento;

  • analizzare la documentazione clinica e radiologica per verificare l’assenza di un tumore maligno;

  • contrastare la tesi difensiva che attribuiva la scelta chirurgica a un “errore di valutazione in buona fede”.

Approccio e metodologia

Il team di Aiuto Malasanità ha sviluppato una strategia tecnico-legale approfondita, fondata su consulenze di specialisti in pneumologia, oncologia e chirurgia toracica.

Le attività principali:

  • nomina di un medico legale e di consulenti specialistici per riesaminare referti e immagini TAC;

  • confronto con la consulenza tecnica d’ufficio (CTU) nominata dal Giudice;

  • redazione di una relazione medico-legale che dimostrava la totale assenza di criteri diagnostici per procedere all’asportazione;

  • partecipazione al tavolo conciliativo con struttura, azienda sanitaria e assicurazione.

L’esito del confronto tecnico è stato decisivo: la CTU ha riconosciuto un errore diagnostico evitabile e la conseguente responsabilità del personale medico.

Risultati e decisione finale

A seguito della CTU, le parti hanno raggiunto una proposta conciliativa accolta da tutte le parti coinvolte. L’ospedale ha riconosciuto la propria responsabilità e ha corrisposto un risarcimento di € 330.000 in favore della Sig.ra Francesca.

“La Sig.ra Francesca ha visto riconosciuta la responsabilità del personale medico dell’ospedale, che l’aveva sottoposta a un intervento non necessario. Se fosse stata eseguita una diagnosi corretta, il polmone sarebbe stato salvato.”

Questo caso evidenzia quanto la precisione diagnostica sia fondamentale prima di intraprendere interventi chirurgici invasivi. Un errore nella valutazione di esami e referti può compromettere in modo irreversibile la salute di una persona.

Grazie all’intervento del nostro team legale e medico, la Sig.ra Francesca ha ottenuto giustizia e il riconoscimento ufficiale della responsabilità sanitaria.