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CASO STUDIO

Mancata diagnosi in pronto soccorso – Roma

Durata del caso

0 mesi

Risarcimento

0 €
Il Sig. Vincenzo si era recato al pronto soccorso di un ospedale pubblico di Roma lamentando forti dolori al petto e al braccio sinistro, chiari segnali di un possibile evento cardiaco. Nonostante la gravità dei sintomi, venne assegnato al triage con codice verde e lasciato in attesa per oltre dodici ore senza alcun controllo diagnostico. Durante la notte, il paziente fu colto da un arresto cardiaco e, nonostante i tentativi di rianimazione, perse la vita.

Obiettivo e sfida legale

L’obiettivo della nostra difesa era dimostrare la responsabilità diretta della struttura sanitaria per omessa diagnosi e mancata tempestività negli interventi salvavita.

Le principali difficoltà del caso riguardavano:

  • la ricostruzione dettagliata del tempo di attesa e della condotta del personale sanitario;

  • la dimostrazione del nesso causale tra la mancata diagnosi e il decesso;

  • la gestione difensiva dell’ospedale, che attribuiva la morte a una patologia improvvisa e inevitabile.

Approccio e metodologia

Il team di Aiuto Malasanità ha elaborato una strategia medico-legale completa, fondata su analisi tecniche e testimonianze chiave.

Le attività principali:

  • acquisizione e revisione della documentazione sanitaria e del triage;

  • consulenza medico-legale con specialisti in cardiologia e medicina d’urgenza;

  • confronto con la consulenza tecnica d’ufficio (CTU) nominata dal Tribunale;

  • ricostruzione della sequenza temporale degli eventi con analisi dei protocolli di emergenza non rispettati.

L’accuratezza del lavoro peritale e la solidità della ricostruzione giuridica hanno permesso di ribaltare la difesa dell’ospedale, confermando la grave omissione diagnostica.

Risultati e decisione finale

Il Tribunale ha riconosciuto la responsabilità della struttura sanitaria per negligenza e imperizia, condannandola al pagamento di un risarcimento di € 975.000 in favore della sorella e dei due nipoti del Sig. Vincenzo.

La sentenza ha sottolineato l’importanza di una corretta valutazione dei sintomi in fase di triage, ribadendo l’obbligo di tempestività nei casi di sospetto infarto.

“Giustizia è stata fatta per la sorella e i due nipoti del Sig. Vincenzo, che hanno finalmente ottenuto il riconoscimento delle gravi omissioni mediche.”

Questo caso rappresenta una testimonianza importante dell’impatto che una mancata diagnosi tempestiva può avere sulla vita di una persona e dei suoi familiari.

L’impegno dei nostri avvocati specializzati in malasanità ha permesso di ottenere giustizia e di affermare, ancora una volta, che la tutela della salute e della vita è un diritto inviolabile.