Placenta Previa e Lesioni Neonatali

lacenta Previa e Lesioni Neonatali

Durante le ultime fasi della gravidanza può presentarsi un fenomeno noto come placenta previa. Questa condizione si verifica quando la placenta, l’organo vitale che fornisce ossigeno e nutrimento al tuo bambino, si posiziona, in modo atipico, vicino o completamente sopra l’orifizio cervicale interno, il canale attraverso cui il bambino dovrebbe nascere. In una gravidanza tipica, la placenta si attacca alla parte superiore o laterale dell’utero, ma nella placenta previa, si trova nella parte inferiore, ostacolando potenzialmente il passaggio naturale del bambino.

Questo posizionamento anormale della placenta può portare a complicazioni significative e a lesioni neonatali. Durante il parto vaginale, l’apertura del collo dell’utero e le contrazioni possono causare lacerazioni della placenta. Queste lacerazioni possono risultare in emorragie severe, mettendo in pericolo anche la salute della madre.

Per questo motivo, quando viene diagnosticata una placenta previa nelle fasi avanzate della gravidanza, si raccomanda spesso il parto cesareo. Il taglio cesareo è un intervento chirurgico che evita il passaggio del bambino attraverso il canale del parto, riducendo così il rischio di emorragie.

Per esemplificare, ti faccio l’esempio di una mia paziente, Marta, una futura mamma alla sua 35ª settimana di gravidanza. Durante un controllo di routine, abbiamo scoperto che aveva una placenta previa marginale, con la placenta parzialmente sovrapposta all’orifizio cervicale. Data questa diagnosi, abbiamo sempre monitorato Marta per segni di sanguinamento e programmato con largo anticipo un parto cesareo per garantire la sicurezza sia della madre che della bambina che portava in grembo.

Argomenti Trattati

  1. Cos’è la Placenta Previa
  2. Rischi in Caso di Placenta Previa
  3. Segni e Gestione della Placenta Previa
  4. I Fattori di Rischio in Caso di Placenta Previa
  5. Negligenza nei Casi di Placenta Previa
  6. Placenta Previa e Lesioni Neonatali
  7. Consigli medico legali
  8. Conclusioni

1.Cos’è la Placenta Previa

La placenta gioca un ruolo fondamentale durante la gravidanza, agendo come un ponte vitale tra te e il tuo bambino. Questo organo essenziale, al quale è attaccato il cordone ombelicale, fornisce nutrimento e ossigeno al tuo piccolo. Normalmente, la placenta si impianta nella parte superiore o laterale dell’utero, posizionandosi idealmente per supportare la crescita e lo sviluppo del bambino senza ostacolare il parto.

Tuttavia, in circa 1 caso su 200, si verifica una condizione nota come placenta previa. In questi casi, la placenta si trova anormalmente bassa nell’utero, nel segmento inferiore, vicino o coprendo completamente l’orifizio cervicale interno – il canale attraverso cui il bambino nasce: se l’uscita è bloccata o parzialmente ostruita, ciò può presentare significative complicazioni durante il travaglio.

Esistono due tipi principali di placenta previa: parziale, dove la placenta copre solo in parte l’orifizio cervicale, e totale, dove la copertura dell’orifizio cervicale è completa. Un interessante aspetto della placenta previa è la sua capacità di ‘migrare’ durante la gravidanza. In molti casi, una placenta inizialmente bassa si sposta verso l’alto man mano che l’utero si espande, allontanandosi dall’orifizio cervicale.

Se ti viene diagnosticata una placenta previa, il monitoraggio della frequenza cardiaca fetale e le ecografie regolari diventano strumenti importanti per assicurare la tua sicurezza ed evitare lesioni neonatali al tuo bambino. In qualità di ginecologo con 40 anni di esperienza in ospedale, ti consiglio di tenere sotto controllo qualsiasi variazione e di consultare il tuo medico per una gestione ottimale di questa condizione.

2.Rischi in Caso di Placenta Previa

La placenta previa è una condizione gestazionale che richiede attenzione e comprensione. Nelle prime fasi della gravidanza, la diagnosi di placenta previa potrebbe non destare preoccupazioni immediate, poiché, come ben evidenziato anche nelle Linee Guida pubblicate dall’Associazione AOGOI, la placenta ha la tendenza naturale a ‘migrare’. Con l’avanzare della gravidanza, la placenta si sposta verso l’alto, allontanandosi dal collo dell’utero. Questo processo è noto come ‘migrazione della placenta’ ed è un fenomeno abbastanza comune e positivo.

Tuttavia, in casi più rari ma significativi, la placenta previa persiste nelle fasi avanzate della gravidanza. Se la placenta rimane posizionata vicino all’orifizio cervicale o lo copre completamente, diventa necessario considerare il parto cesareo. Questa scelta si basa sulla prevenzione di possibili emorragie durante un parto vaginale, che potrebbero mettere a rischio sia la madre che il bambino.

Le complicazioni associate alla placenta previa vanno oltre il rischio di emorragie.

  • Tra queste, il parto prematuro è una delle più critiche. In presenza di emorragie gravi, potrebbe essere necessario un parto cesareo d’emergenza prima del termine della gravidanza. Questo mette il neonato a rischio di problemi respiratori, basso peso alla nascita e, in casi più gravi, condizioni come la tetraparesi spastica.
  • Le presentazioni anomale, come la presentazione podalica, sono un’altra possibile complicanza. Dopo un parto cesareo, si interviene per far espellere la placenta e si somministra ossitocina per indurre contrazioni uterine, finalizzate a prevenire emorragie post-parto. Tuttavia, nella placenta previa, dove la placenta è posizionata nella parte bassa dell’utero, le contrazioni possono non essere sufficientemente efficaci per fermare le emorragie.
  • Un’altra complicazione grave è la placenta accreta, in cui la placenta aderisce troppo strettamente alla parete uterina e non si stacca facilmente. Questo può portare a un’emorragia intensa, che richiede trasfusioni multiple e talvolta un’isterectomia per controllare la perdita di sangue.
  • Infine, il distacco prematuro della placenta dall’utero è un rischio aggiuntivo, che può presentarsi in alcuni casi di placenta previa.

3.Segni e Gestione della Placenta Previa

Come ginecologo esperto, voglio sottolineare che il primo indicatore significativo di questa condizione è la comparsa di sanguinamenti vaginali dopo la ventesima settimana di gravidanza. L’entità di queste perdite di sangue può variare notevolmente, spaziando da lievi macchie a flussi abbondanti. Un aspetto peculiare di questi sanguinamenti è che possono interrompersi spontaneamente, ma non è raro che ricompaiano giorni o settimane dopo, rendendo imprescindibile un monitoraggio attento della situazione. Qualora sia presente una placenta previa, l’ecografia diventa uno strumento diagnostico chiave perché l’esame pelvico, in particolare l’esame cervicale digitale, è controindicato in quanto può aumentare il sanguinamento, causando talvolta un improvviso sanguinamento massivo. Anche se la placenta previa causa sanguinamento indolore più spesso rispetto al distacco di placenta, la differenziazione clinica non è possibile. Per distinguere le due forme è spesso necessaria l’ecografia. L’ecografia transvaginale è un metodo accurato, sicuro per visualizzare la posizione della placenta e confermare la diagnosi di placenta previa. Altri indicatori di placenta previa possono essere l’utero non dolente, ma rilassato e morbido, e le presentazioni anomale del feto

Il trattamento della placenta previa varia in base alla fase della gravidanza e all’intensità dei sanguinamenti. Se ti trovi al di sotto delle 37 settimane di gestazione (definita come ‘pre-termine’) e non stai sperimentando perdite attive, o se queste si sono fermate, il parto immediato potrebbe non essere necessario. In questi casi, è possibile gestire la situazione con un monitoraggio attento e, se necessario, con un trattamento ambulatoriale.

D’altra parte, se sei al di sopra delle 37 settimane di gestazione e mostri segni di travaglio o continui a sperimentare sanguinamenti, l’intervento immediato diventa una priorità. In queste circostanze, il parto cesareo è spesso la scelta più sicura per proteggere sia la madre che il bambino. Il taglio cesareo consente di evitare il passaggio del bambino attraverso il canale del parto, riducendo così il rischio di emorragie pericolose per la vita.

4.I Fattori di Rischio in Caso di Placenta Previa

Comprendere i fattori di rischio associati alla placenta previa è essenziale per una gestione efficace della tua gravidanza. Sebbene la causa esatta della placenta previa non sia ancora completamente compresa dalla comunità medica, diversi studi hanno identificato fattori che possono aumentare il rischio di sviluppare questa condizione.

  1. Precedenti gravidanze: Primo tra tutti, se hai già avuto più di un figlio in passato, il tuo rischio di placenta previa aumenta. Questo può essere dovuto a cambiamenti nella morfologia uterina causati da precedenti gravidanze.
  2. Allo stesso modo, le gravidanze multiple, come i gemelli o i trigemini, sono associate a un rischio maggiore di placenta previa. Questo può essere spiegato dal fatto che l’utero deve adattarsi per ospitare più di un feto, influenzando il modo in cui la placenta si impianta.
  3. Interventi chirurgici all’utero pregressi, come un precedente parto cesareo, la rimozione di fibromi o un raschiamento, possono alterare la struttura interna dell’utero e influenzare la posizione della placenta in gravidanze future. Se hai una storia di placenta previa in una precedente gravidanza, il rischio si presenta nuovamente in gravidanze successive.
  4. L’età materna avanzata è un altro fattore di rischio importante. Donne con più di 35 anni hanno una probabilità maggiore di sviluppare placenta previa. Ciò può essere dovuto a variazioni nelle condizioni uterine che si verificano con l’avanzare dell’età.
  5. Gli aborti spontanei ricorrenti sono anch’essi un fattore di rischio. Ogni evento abortivo può causare cambiamenti nel rivestimento uterino, influenzando l’adesione e la posizione della placenta nelle gravidanze successive.
  6. Infine, il fumo di sigaretta è stato correlato a un aumento del rischio di placenta previa. Il fumo può influenzare la vascolarizzazione e la salute del tessuto uterino, fattori critici per l’impianto e la posizione della placenta.

5.Negligenza nei Casi di Placenta Previa

La placenta previa non diagnosticata o trattata in modo inappropriato può avere conseguenze serie, sia per la madre che per il bambino.

Un esempio di negligenza in questo contesto può essere la mancata esecuzione di un’ecografia necessaria. L’ecografia è fondamentale per identificare la posizione della placenta, e la sua omissione può impedire la diagnosi tempestiva della placenta previa, mettendo potenzialmente a rischio la vita di madre e figlio.

Un altro grave errore è la mancanza nel monitoraggio adeguato del feto in presenza di placenta previa. Questo può causare gravi lesioni neonatali, può portare a ipossia fetale o asfissia neonatale, una condizione in cui il bambino non riceve ossigeno sufficiente. L’ipossia fetale può avere effetti devastanti sullo sviluppo neurologico del bambino.

Consideriamo il caso di un tentativo di parto vaginale in presenza di una placenta previa completa. Questa scelta può provocare emorragie severe, mettendo in pericolo sia la madre che il bambino. La pratica standard raccomanda il parto cesareo in questi casi per evitare rischi eccessivi.

Inoltre, l’esecuzione di un esame cervicale digitale in una situazione di placenta previa nota può causare sanguinamento significativo e rappresenta una grave negligenza. Questo tipo di esame dovrebbe essere evitato per non disturbare la placenta.

Infine, il ritardo nell’esecuzione del parto cesareo in casi di placenta previa diagnosticata può essere una decisione critica. Un intervento tempestivo può fare la differenza tra un esito positivo e uno negativo per madre e bambino.

6.Placenta Previa e Lesioni Neonatali

Se, a causa di errori nella diagnosi o nel trattamento della placenta previa, il tuo bambino ha subito una lesione cerebrale di tipo permanente, saranno risarcibili i seguenti danni:

  • Danno alla salute del bambino: in considerazione del fatto che i bambini affetti da lesioni cerebrali permanenti hanno gradi di invalidità elevatissimi, il danno avrà spesso un importo vicino o pari al massimo liquidabile in base alle tabelle sul risarcimento del danno
  • Danno alla salute dei genitori: il danno alla salute subito da genitori comprende il danno psico-fisico ed alla vita di relazione, il pregiudizio alla carriera professionale e il danno alla sfera sessuale (rifiuto psicologico alla procreazione)
  • Danno economico del bambino (perdita della capacità di produrre reddito): si tratta della perdita della capacità di produrre reddito da parte del soggetto affetto dalla condizione menomativa. L’importo di tale danno sarà pari alla retribuzione che il soggetto avrebbe potuto percepire nel corso della sua vita lavorativa se non fosse stato affetto dalla lesione
  • Danno economico dei genitori (spese future per la cura ed assistenza del figlio): si tratta delle spese per cure ed assistenza che la famiglia del bambino dovrà sostenere durante tutta la vita del bambino. Tale danno raggiunge importi spesso maggiori della somma dei danni alla salute e del danno economico del bambino.

7.Consigli medico legali

In caso di placenta previa, una condizione in cui la placenta copre parzialmente o totalmente l’orifizio cervicale interno, è importante seguire alcuni consigli medico-legali per garantire la sicurezza e il benessere sia della madre che del nascituro. Ecco alcune raccomandazioni basate sulla mia personale esperienza e sulle linee guida:

  • Documentazione Dettagliata: È fondamentale che i professionisti sanitari documentino accuratamente ogni aspetto dell’assistenza fornita, inclusa la diagnosi, le decisioni prese, le procedure eseguite, e le istruzioni date alla paziente. Questa documentazione dovrebbe includere anche i risultati degli esami diagnostici, come l’ecografia, che hanno condotto alla diagnosi di placenta previa.
  • Comunicazione Chiara con la Paziente: È essenziale informare la paziente in modo chiaro e comprensibile riguardo alla sua condizione, ai possibili rischi, alle opzioni di trattamento e ai piani di assistenza. Il consenso informato deve essere ottenuto per tutte le procedure rilevanti.
  • Monitoraggio Attento: Le pazienti con placenta previa richiedono un monitoraggio attento per rilevare segni di sanguinamento e altri possibili problemi. Questo può includere ricoveri ospedalieri per monitoraggio stretto, soprattutto in prossimità della data del parto o in caso di sanguinamento.
  • Piani di Emergenza: È importante avere un piano di emergenza in caso di sanguinamento massivo o altre complicazioni. Questo dovrebbe includere la prontezza per un parto cesareo d’emergenza se necessario.
  • Collaborazione Multidisciplinare: La gestione della placenta previa spesso richiede un approccio multidisciplinare che può includere ostetrici, ginecologi, neonatologi e anestesisti. La collaborazione e la comunicazione tra i vari specialisti sono cruciali per garantire una gestione ottimale.
  • Rispetto delle Linee Guida e delle Raccomandazioni: Seguire le raccomandazioni delle linee guida nazionali e internazionali sulla gestione della placenta previa, adattandole al contesto locale e alle esigenze individuali della paziente.
  • Preparazione per il Parto: Considerare il tipo di parto più appropriato in base alla posizione della placenta, allo stato della madre e del feto, e ad altri fattori rilevanti. In molti casi, il parto cesareo è la scelta più sicura.
  • Conservazione delle Prove: In caso di eventi avversi, è importante conservare tutte le prove, compresi i documenti medici e le registrazioni, che possono essere utili per la revisione dei casi e per eventuali procedimenti legali.

Ricorda che la sicurezza tua e del tuo bambino è la priorità in ogni decisione e azione intrapresa. Seguire queste raccomandazioni può aiutare a minimizzare i rischi e a fornire l’assistenza più sicura e appropriata.

8.Conclusione

Se hai il sospetto che tu o il tuo bambino possiate aver subito danni a causa di errori medici durante la gestione di un caso di placenta previa, è fondamentale ricevere sostegno e assistenza adeguati. Per questo motivo, ti invitiamo a considerare la possibilità di consultare un avvocato specializzato in casi di malasanità. Questo può essere un passo importante per comprendere meglio i tuoi diritti e per esplorare le opzioni disponibili. Puoi facilmente contattare un avvocato compilando un modulo online o chiamando il nostro numero verde gratuito 800100222. Il nostro team di avvocati, con l’appoggio di esperti medici neonatologi e ginecologi, è pronto ad aiutarti nella valutazione del tuo caso, per determinare se hai diritto a un eventuale risarcimento. Desideriamo rassicurarti che la consulenza iniziale è offerta senza costi e che gli onorari legali sono dovuti solo in caso di ottenimento di un risarcimento. Questo approccio assicura che il servizio sia accessibile a tutti, indipendentemente dalla situazione economica. Il nostro servizio legale è a tua disposizione su tutto il territorio nazionale, per offrirti supporto e assistenza in questo momento difficile.

Autore

  • Prof. Dott. Giovanni de Felice

    Prof. Dott. Giovanni de Felice Specialista in Ginecologia ed Ostetricia Specialista in Endocrinologia e Sterilità Coniugale, Già docente presso la Scuola Medica Ospedaliera per la specializzazione in Ostetricia e Ginecologia, Già primario e responsabile del modulo di ostetricia presso l’Ospedale San Filippo Neri di Roma.


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