Uso della Ventosa Ostetrica nel Parto: Potenziali Rischi e Conseguenze Legali 

Ventosa Ostetrica nel Parto: Potenziali Rischi e Conseguenze Legali

In oltre 40 anni di esperienza come ginecologo al San Filippo Neri di Roma, ho visto come la ventosa ostetrica possa essere un valido aiuto nel parto. Questo strumento, usato correttamente, agevola la nascita in situazioni specifiche, ad esempio in un travaglio prolungato o quando il bambino è in una posizione difficile. Tuttavia, un suo uso improprio può portare a conseguenze gravi, come danni al cuoio capelluto del neonato o lesioni al perineo della madre. Ricordo un caso in cui una manovra non corretta ha causato un trauma cranico al neonato, che fortunatamente si è risolto senza gravi conseguenze a lungo termine per il piccolo Jacopo. In situazioni di negligenza medica dimostrata, è tuo diritto e quello dei tuoi familiari richiedere un risarcimento. È fondamentale essere informati sui rischi e le procedure appropriate per tutelare la salute di madre e bambino.

Argomenti Trattati

  1. Come Utilizzare Correttamente la Ventosa Ostetrica
  2. Rischi nell’Uso della Ventosa Ostetrica
  3. Ventosa Ostetrica e Lesioni nel Neonato
  4. Ventosa Ostetrica e Lesioni nella Madre
  5. Quando l’Uso della Ventosa Ostetrica è Indicato
  6. Conclusioni

1.Come Utilizzare Correttamente la Ventosa Ostetrica

L’uso corretto della ventosa ostetrica durante il Parto Operativo Vaginale (POV) richiede il rispetto di procedure standard e una conoscenza approfondita delle sue tecniche, dei suoi limiti, di possibili rischi e complicanze. Ecco una sintesi delle raccomandazioni standard per l’uso della ventosa ostetrica:

1.1 Prima del Parto

  • Valutazione delle Indicazioni e Controindicazioni: Per prima cosa bisogna assicurarsi che le indicazioni per il Parto Operativo Vaginale siano valide (controllare le alterazioni del CTG, verificare l’arresto della progressione della parte presentata) e che non ci siano controindicazioni (ad esempio epoca gestazionale < 32 settimane, dilatazione cervicale non completa, parte presentata non impegnata).
  • Informare la Paziente: Spiegare la procedura alla paziente e ottenere il suo consenso, che può essere anche dato verbalmente a seconda della situazione. Prima di procedere con l’uso della ventosa, è essenziale che il medico acquisisca il consenso informato della madre, dopo averne accuratamente spiegato i potenziali rischi e benefici. Le informazioni fornite alla madre devono essere chiare, complete e facilmente comprensibili, per permetterle di prendere una decisione informata e consapevole riguardo all’uso della ventosa.
  • Preparazione dell’Ambiente e del Personale: Assicurarsi che la procedura sia eseguita da un operatore esperto in un ambiente adeguato (sala parto, ecc.), con l’equipe anestesiologica allertata e pronta ad intervenire se necessario.
  • Verifica delle Condizioni: Assicurarsi che la vescica della paziente sia vuota, che la dilatazione sia completa, che le membrane siano rotte, e che la presentazione sia cefalica. Determinare il livello e l’indice di posizione della parte presentata.

1.2 Durante il Parto

  • Posizionamento Corretto della Coppetta: La coppetta deve essere inserita delicatamente e posizionata in modo corretto sul punto di flessione della testa fetale, inoltre, è fondamentale assicurarsi che non ci sia tessuto delle pareti vaginali intrappolato tra la coppetta e la testa del feto.
  • Sigillatura e Trazione: Una volta posizionata, bisogna sigillare la coppetta creando il vuoto aumentando la pressione fino a circa 600 mmHg. Le trazioni vanno effettuate in concomitanza con le contrazioni e le spinte materne, seguendo l’orientamento corretto rispetto alla posizione del feto.
  • Monitoraggio e Valutazione: Durante il parto bisogna monitorare attentamente il progresso delle trazioni ed essere pronti a interrompere la procedura se necessario (ad esempio dopo due distacchi della coppetta o in mancanza di progressione nonostante le trazioni effettuate).

1.3 Dopo il Parto

  • Monitoraggio Neonatale: Dopo la nascita, vanno valutate con attenzione le condizioni del neonato, in particolare il punto di applicazione della ventosa per eventuali complicanze.
  • Documentazione: Bisogna registrare accuratamente nella cartella clinica tutti i dettagli della procedura, comprese le indicazioni, il numero di trazioni e distacchi, e le condizioni del neonato.
  • Discussione: il personale presente dovrebbe partecipare ad un briefing post-parto per discutere gli aspetti  della procedura e proporre eventuali miglioramenti futuri.

È fondamentale seguire queste raccomandazioni per garantire la sicurezza e l’efficacia dell’uso della ventosa ostetrica, minimizzando i rischi sia per la madre sia per il neonato.

2.Rischi nell’Uso della Ventosa Ostetrica 

L’uso di strumenti come la ventosa ostetrica deve essere valutato attentamente da personale medico qualificato.

La ventosa ostetrica, uno strumento a forma di coppa progettato per assistere il parto, facilita l’estrazione della testa del neonato attraverso il canale del parto. Viene utilizzata nella seconda fase del travaglio quando il parto non è sufficientemente avanzato. Può essere un’alternativa all’uso del forcipe o al taglio cesareo e chiaramente non è indicata nel caso di parto podalico o pretermine. L’uso di questo dispositivo è generalmente sicuro se usato con competenza e rispettando le indicazioni raccomandate. Inoltre, in molti casi, non risulta necessaria l’episiotomia e le madri mantengono un ruolo attivo nel parto. Non è richiesto l’uso dell’anestesia ed è meno probabile che traumatizzi la madre rispetto all’uso del forcipe o al taglio cesareo.

Tuttavia, l’uso della ventosa ostetrica non è esente da rischi. In alcuni casi, specialmente se usata in modo improprio o senza l’adeguata esperienza, può portare a lesioni sia per la madre che per il bambino. Il bambino appena nato avrà una protuberanza temporanea sulla testa chiamata “chignon”. È possibile anche la formazione di un cefaloematoma e, potenzialmente, una pericolosa emorragia subgaleale. C’è un rischio maggiore di  insuccesso del parto e una maggiore probabilità di trauma perineale rispetto al parto con l’uso del forcipe. 

Inoltre, la ventosa ostetrica viene talvolta utilizzata durante il travaglio per accelerare il parto. Questo strumento dovrebbe essere impiegato solo in situazioni specifiche e ben definite come indicato nelle Raccomandazioni SIGO AGOI AGUI per il Parto Operativo Vaginale: come in un travaglio che non progredisce nonostante le contrazioni regolari, in presenza di segni di stress fetale rilevati dal cardiofrequenzimetro o da anomalie nel pH del siero fetale, o quando la madre soffre di condizioni che limitano la sua capacità di spingere senza rischi, come nel caso di stenosi della valvola aortica.

È fondamentale per le future mamme essere consapevoli che, in caso di danni causati da un uso della ventosa ostetrica non corretto, è loro diritto richiedere un risarcimento per lesioni. 

Ecco alcune circostanze in cui l’uso della ventosa ostetrica potrebbe essere rischioso:

  • Medico Inesperto: Un medico o un operatore sanitario che non ha sufficiente esperienza o formazione nell’uso della ventosa ostetrica potrebbe non applicare correttamente lo strumento. Questo può portare ad un’applicazione scorretta della ventosa sulla testa del neonato e, di conseguenza, a lesioni o complicanze.
  • Feto di Età Gestazionale Inferiore a 36 Settimane: I neonati nati prima delle 36 settimane di gestazione sono più vulnerabili a lesioni perché hanno tessuti più delicati, compreso il cranio. L’uso della ventosa in questi casi può aumentare il rischio di lesioni come emorragie intracraniche o deformazioni craniche.
  • Posizione Fetale Non Chiara o Disallineamento: Se la posizione del feto non è chiara o c’è un disallineamento (ad esempio, la testa del feto non è allineata correttamente con il canale del parto), l’uso della ventosa potrebbe non essere efficace o sicuro.
  • Discrepanza tra le Dimensioni del Feto e del Bacino Materno: Se il feto è troppo grande rispetto al bacino materno, l’uso della ventosa potrebbe non essere sufficiente per facilitare il parto e potrebbe comportare un rischio maggiore di lesioni per entrambi.
  • Anomalie Fetali: Se il feto ha anomalie, come deformità craniche o edema, l’uso della ventosa potrebbe non essere appropriato e potrebbe aumentare il rischio di complicazioni.
  • Condizioni Particolari: Condizioni come Osteopenia o Disturbi Emorragici nel Feto possono rendere il cranio del feto più vulnerabile a lesioni durante l’uso della ventosa.
  • Precedente Tentativo Fallito di Parto con Forcipe: Se c’è stato un tentativo fallito di parto con l’uso del forcipe, l’uso successivo della ventosa aumenta significativamente il rischio di complicazioni, poiché il feto potrebbe già aver subito stress o lesioni.

In ogni situazione di parto operativo, è fondamentale valutare attentamente tutte le opzioni e assicurarsi che il personale medico abbia l’esperienza e la formazione necessarie per utilizzare in modo sicuro e corretto gli strumenti ostetrici.

3.Ventosa Ostetrica e Lesioni nel Neonato

L’utilizzo della ventosa ostetrica, sebbene possa essere vitale per la sicurezza del parto in alcuni casi, non è esente da rischi. Tra le possibili lesioni alla nascita nel bambino causate dall’uso della ventosa, alcune delle più gravi includono:

  • Paralisi Cerebrale Infantile: Questa condizione può derivare da un danno cerebrale subito durante il parto, spesso causato da ossigenazione inadeguata o da traumi fisici. La paralisi cerebrale può portare a vari gradi di disabilità fisica e, in alcuni casi, a deficit cognitivi. Sintomi che abbiamo imparato a riconoscere in questo articolo.
  • Danni Cerebrali: L’applicazione impropria della ventosa può esercitare una pressione eccessiva sul cranio del neonato, potenzialmente causando danni cerebrali che variano da lievi a gravi, influenzando lo sviluppo neurologico del bambino.
  • Lesioni al Viso, alla Testa o al Cuoio Capelluto: Queste possono variare da lievi abrasioni e contusioni a gravi lacerazioni e ematomi. Il cuoio capelluto, in particolare, può subire tagli o abrasioni durante l’applicazione della ventosa.
  • Paralisi Facciale: La pressione esercitata dalla ventosa può danneggiare i nervi facciali del neonato, potenzialmente causando una paralisi temporanea o permanente di una parte del viso.
  • Emorragia Subgaleale: Si tratta di un sanguinamento tra il cuoio capelluto e il cranio. Questa condizione può essere pericolosa, poiché l’accumulo di sangue può esercitare pressione sul cervello del neonato.
  • Trauma Oculare: Sebbene raro, il trauma agli occhi può verificarsi a causa della pressione esercitata dalla ventosa, con possibili conseguenze sulla vista del neonato.
  • Frattura del Collo: In casi estremamente rari, l’applicazione della ventosa può causare una frattura delle vertebre cervicali, con possibili gravi conseguenze sulla mobilità e sulla funzione nervosa.
  • Danni al Midollo Spinale: Questi danni possono derivare da una manipolazione eccessivamente vigorosa durante l’utilizzo della ventosa, con possibili conseguenze a lungo termine sulla funzionalità motoria e sensoriale.
  • Morte: In casi estremamente gravi e fortunatamente rari, l’uso improprio della ventosa ostetrica può portare a esiti fatali, a causa di gravi danni cerebrali o altre complicazioni critiche.

È fondamentale che il personale medico sia adeguatamente formato e che le decisioni riguardo all’uso della ventosa ostetrica siano prese con estrema cautela, considerando sempre i potenziali rischi e benefici. Inoltre, i genitori devono essere informati in maniera trasparente e completa riguardo a tutte le possibili complicazioni associate all’uso di questo strumento.

4.Ventosa Ostetrica e Lesioni nella Madre

Nel contesto del parto assistito con ventosa ostetrica, è fondamentale considerare non solo le implicazioni per il neonato, ma anche le potenziali lesioni e complicazioni per la madre. Durante i miei anni di pratica come ginecologo, ho visto varie lesioni materne associate all’uso della ventosa, tra cui:

  • Perdita di Sangue/Anemia: L’utilizzo della ventosa può aumentare il rischio di sanguinamento, portando a volte a significativa perdita di sangue. Questo può causare anemia post-partum, richiedendo talvolta trasfusioni o altri interventi medici.
  • Problemi alla Vescica: Durante il parto, la pressione esercitata dalla ventosa può danneggiare i tessuti e i nervi vicini alla vescica, portando a problemi come difficoltà nel controllo della minzione o infezioni urinarie ricorrenti.
  • Incontinenza Urinaria e/o Fecale a Breve o Lungo Termine: La pressione e la tensione sul pavimento pelvico durante l’uso della ventosa possono provocare danni ai muscoli e ai nervi, causando incontinenza urinaria o fecale. Questi problemi possono variare in intensità e durata, da temporanei a più persistenti.
  • Rottura dell’Utero: Sebbene raro, l’uso della ventosa può contribuire alla rottura uterina, una complicazione grave che può mettere in pericolo la vita e influenzare la fertilità futura della donna.
  • Lesione del Perineo: Il trauma al perineo è una delle complicanze più comuni, che può portare a infezioni, dolore cronico, problemi sessuali, formazione di cicatrici e la necessità di riparazioni chirurgiche.
  • Danni alla Muscolatura Urogenitale: Il danno ai muscoli pelvici può portare all’indebolimento o al prolasso degli organi pelvici, una condizione in cui gli organi, come l’utero, la vescica o il retto, scivolano dalla loro posizione normale. Il trattamento può includere la fisioterapia pelvica o, nei casi più gravi, la chirurgia, il cosiddetto Cerchiaggio, che però ha un tasso significativo di fallimento o di recidiva.

Uno dei casi che ho gestito personalmente riguardava una madre vicina ai 40 anni, Federica, che ha subito un grave prolasso uterino a seguito di un parto con ventosa. Questo ha richiesto un intervento chirurgico di sostegno, seguito da un lungo periodo di recupero e riabilitazione.

In conclusione, mentre la ventosa ostetrica può essere uno strumento utile in alcune situazioni di parto, è essenziale un’attenta valutazione dei rischi e una comunicazione chiara e onesta con la paziente riguardo alle potenziali complicazioni. La decisione di utilizzare la ventosa deve sempre essere presa considerando la sicurezza e il benessere sia della madre sia del bambino.

5.Quando l’Uso della Ventosa Ostetrica è Indicato

L’uso della ventosa ostetrica è particolarmente efficace e raccomandato in diverse situazioni specifiche durante il parto, a condizione che vengano rispettate tutte le indicazioni e le procedure appropriate. Ecco alcune delle situazioni in cui il suo utilizzo risulta più vantaggioso:

  • Travaglio Prolungato: In caso di un secondo stadio del travaglio (la fase di spinta) prolungato, la ventosa ostetrica può essere utilizzata per assistere il parto e prevenire l’esaurimento materno.
  • Madre Affaticata: Quando la madre non riesce a spingere efficacemente a causa della fatica, dell’uso dell’epidurale, o di altre condizioni mediche, la ventosa può aiutare a guidare il neonato attraverso il canale del parto.
  • Distress Fetale: In situazioni dove il feto mostra segni di distress (rilevati ad esempio da anomalie nel monitoraggio cardiaco fetale), la ventosa può essere impiegata per accelerare il parto e ridurre il tempo di esposizione del feto a condizioni stressanti.
  • Mancata Progressione del Parto: Se il parto non procede come previsto, con arresto o rallentamento della discesa del feto nel canale del parto, la ventosa ostetrica può fornire l’assistenza necessaria per completare il parto vaginalmente.
  • Posizione Occipito-Posteriore del Feto: In alcuni casi, la ventosa può essere utile per assistere il parto quando il feto si trova in una posizione occipito-posteriore (la testa del feto rivolta verso la schiena della madre), una posizione che può complicare il parto naturale.
  • Necessità di Ridurre lo Sforzo Materno: In situazioni in cui è necessario ridurre lo sforzo fisico della madre durante il parto, ad esempio in caso di problemi cardiaci o altre condizioni di salute, la ventosa può offrire un supporto importante.

Ricordo il caso di Marta, una donna di 37 anni, si trovava nel secondo stadio del travaglio, la fase di spinta, da circa due ore. Il suo travaglio era iniziato naturalmente e stava procedendo senza complicazioni, ma durante il secondo stadio, il progresso si era rallentato. Il monitoraggio cardiotocografico (CTG) mostrava lievi segni di distress fetale, con alcune decelerazioni del battito cardiaco del bambino, ma senza altri segni di allarme. Dopo una valutazione attenta, ho deciso di utilizzare la ventosa ostetrica, anche perchè la paziente era visibilmente stanca, e nonostante le sue spinte, il bambino non stava avanzando efficacemente nel canale del parto. Siccome la posizione del feto era favorevole e non c’erano controindicazioni all’uso della ventosa ho proposto a Marta di utilizzare questo aiuto e lei ha accettato. E’ nato un bel maschietto e il decorso post-partum di madre e neonato è seguito senza difficoltà.

È importante sottolineare che l’uso della ventosa ostetrica deve essere sempre deciso e gestito da personale medico qualificato, considerando le specifiche circostanze cliniche della madre e del feto. Il personale deve essere adeguatamente formato nell’uso di questo strumento e nelle tecniche di parto operativo.

6.Conclusione

Se tu o il tuo bambino avete subito danni durante il parto a causa di errori medici, è fondamentale sapere che hai delle opzioni legali. Il team di Aiuto Malasanità è operativo in tutta Italia e lavora a stretto contatto con consulenti ginecologi e neonatologi per valutare accuratamente il tuo caso e garantirti la maggiore tranquillità possibile: non dovrai anticipare alcuna spesa perchè l’onorario sarà dovuto solo in caso di successo della causa.

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Autore

  • Prof. Dott. Giovanni de Felice

    Prof. Dott. Giovanni de Felice Specialista in Ginecologia ed Ostetricia Specialista in Endocrinologia e Sterilità Coniugale, Già docente presso la Scuola Medica Ospedaliera per la specializzazione in Ostetricia e Ginecologia, Già primario e responsabile del modulo di ostetricia presso l’Ospedale San Filippo Neri di Roma.


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