Bradicardia Fetale e Malasanità

Bradicardia Fetale e Malasanità

In qualità di ginecologo con oltre 40 anni di esperienza presso l’ospedale San Filippo Neri di Roma, ho assistito numerose volte alla condizione nota come bradicardia fetale, un termine medico che descrive una riduzione significativa dei battiti cardiaci del feto. Questa condizione, critica per il bambino ancora nell’utero, si manifesta quando la frequenza cardiaca scende al di sotto dei limiti normali, solitamente tra 110 e 160 battiti al minuto. Durante il travaglio e il parto, monitoriamo attentamente il cuore del feto per intercettare tempestivamente eventuali anomalie, come appunto una bradicardia, che può richiedere un intervento immediato, talvolta un taglio cesareo d’emergenza. La mancata o tardiva identificazione di questa condizione può causare seri rischi per la salute del neonato, portando a situazioni in cui la famiglia potrebbe richiedere un risarcimento per danni da malasanità. 

Argomenti Trattati

  1. Cos’è la Bradicardia Fetale
  2. Cause della Bradicardia Fetale
  3. Monitoraggio della Bradicardia Fetale
  4. Conseguenze del Monitoraggio Errato
  5. Gestione e Trattamento della Bradicardia Fetale
  6. Conclusioni

1.Cos’è la Bradicardia Fetale

Secondo L’American College of Obstetrics and Gynecology la bradicardia fetale è definita come una frequenza cardiaca fetale inferiore a 110 battiti/min (bpm) (Macones et al., 2010) e, più in generale, secondo uno studio pubblicato nel 2016 (Wacker-Gussmann et al., 2016) una frequenza cardiaca <100 bpm può essere presente nel 5% dei feti con aritmia.

Il termine “bradicardia” significa letteralmente “cuore lento” e la bradicardia fetale può rappresentare la prima e unica evidenza di una malattia cardiaca del bambino quando ancora si trova nel grembo materno.

Durante il travaglio e il parto la bradicardia fetale descrive una condizione caratterizzata da una riduzione significativa della frequenza dei battiti cardiaci del feto, che può scendere a 30-20 battiti al minuto o anche meno.

Nella pratica clinica monitoriamo attentamente la frequenza cardiaca fetale, che normalmente varia tra 110 e 160 battiti al minuto. La bradicardia fetale si verifica quando questa frequenza scende sotto i 110 battiti per diversi minuti, o peggio ancora, sotto i 100 battiti per più di tre minuti. Questo calo può essere il primo segno che il feto sta vivendo una sofferenza, spesso causata da una ridotta o insufficiente fornitura di ossigeno al cervello. Un esempio concreto di questa situazione si è verificato nel mio reparto quando abbiamo dovuto eseguire un cesareo d’urgenza su una gestante il cui feto presentava una bradicardia persistente. Questo intervento tempestivo ha salvato la vita del piccolo Daniele.

In tali circostanze, l’intervento immediato dell’equipe medica è fondamentale. Una bradicardia fetale non gestita correttamente può portare a gravi conseguenze per la salute del neonato, incluso il rischio di ipossia, ossia una carenza di ossigeno che può causare danni cerebrali. Questa situazione richiede una valutazione attenta e spesso un parto cesareo, scelto per garantire la sicurezza e il benessere del bambino e della madre.

2.Cause della Bradicardia Fetale

La bradicardia fetale, ovvero la riduzione della frequenza cardiaca del feto, può essere scatenata da diverse cause, legate sia alla salute della madre che a complicazioni durante il travaglio, ma può anche essere un sintomo principale di una malattia genetica ereditaria e, pertanto, in caso di diagnosi di bradicardia fetale dovrebbero essere presi in considerazione anche i test genetici, come indicato in uno studio del 2022.

Molteplici sono i fattori che possono portare alla bradicardia fetale, una condizione seria che necessita di attenzione immediata durante il travaglio e il parto. Tra i fattori di rischio relativi alla salute materna, è importante considerare:

1. Infezioni nella Madre: Le infezioni durante la gravidanza, specialmente se non trattate, possono influenzare direttamente la salute del feto. Infezioni urinarie, vaginosi batteriche, o infezioni sistemiche come la listeriosi, possono attraversare la barriera placentare, causando stress fetale che si manifesta come bradicardia.

2. Febbre Materna: Una febbre elevata nella madre può rappresentare uno stress significativo per il feto. La febbre può essere un indicatore di un’infezione sottostante, la quale può compromettere l’ambiente uterino.

3. Diabete Gestazionale: Il diabete gestazionale può causare alterazioni nel flusso sanguigno e nell’apporto di nutrienti al feto, potenzialmente portando a bradicardia. Questa condizione può anche causare un’eccessiva crescita del feto, che può creare ulteriori complicazioni durante il travaglio.

4. Preeclampsia: Caratterizzata da ipertensione e proteine nelle urine, la preeclampsia può ridurre il flusso sanguigno all’utero, limitando l’apporto di ossigeno e nutrienti al feto, e causando segni di sofferenza fetale, inclusa la bradicardia.

5. Reazioni Avverse all’Anestesia: Farmaci come quelli usati per l’epidurale possono, in rari casi, influenzare la frequenza cardiaca fetale. Anche se sono generalmente sicuri, è essenziale monitorare sia la madre che il feto durante il loro uso.

3. Complicazioni durante il Travaglio

  • Rottura dell’Utero: La rottura uterina è un evento raro ma estremamente serio che può accadere durante il travaglio. Può essere causata da vari fattori, come cicatrici da precedenti cesarei o traumi. La rottura dell’utero può portare a un’emorragia interna nella madre e a una drastica riduzione del flusso sanguigno al feto, causando bradicardia. Ho assistito un caso in cui una paziente, Veronica, con precedente cesareo ha sviluppato una rottura uterina durante il tentativo di parto vaginale. L’intervento immediato ha salvato sia la madre che il bambino, nonostante il feto avesse mostrato segni di bradicardia a causa della riduzione del flusso sanguigno.
  • Distacco della Placenta: Il distacco prematuro della placenta è una condizione in cui la placenta si stacca dalla parete uterina prima del parto, che può presentarsi, ad esempio, in seguito a un lieve trauma addominale. Ciò può causare sanguinamento e ridurre l’apporto di ossigeno e nutrienti al feto, provocando bradicardia fetale.
  • Compressione del Cordone Ombelicale: La compressione del cordone ombelicale può accadere se il cordone si trova in una posizione sfavorevole, come attorno al collo del feto o tra il feto e il canale del parto. Questo può ridurre o interrompere il flusso di sangue e ossigeno al feto causando bradicardia, ad esempio durante le contrazioni si possono osservare episodi intermittenti di bradicardia.

Questi fattori evidenziano l’importanza di un attento monitoraggio e di una gestione proattiva durante il travaglio, per prevenire e trattare tempestivamente la bradicardia fetale, riducendo il rischio di conseguenze gravi per il neonato.

3.Monitoraggio della Bradicardia Fetale

Due sono i metodi fondamentali di monitoraggio della frequenza cardiaca fetale: il monitoraggio esterno e quello interno. Queste tecniche sono essenziali per garantire la sicurezza e il benessere del feto durante il travaglio e il parto.

3.1 Monitoraggio Esterno

Iniziamo con il monitoraggio esterno, comunemente utilizzato in gravidanze considerate a basso rischio. Questo metodo impiega dispositivi non invasivi, come il trasduttore a ultrasuoni, fissato all’addome della futura mamma con cinghie speciali. Questo dispositivo ha il compito di ascoltare e registrare non solo la frequenza cardiaca fetale, ma anche la frequenza delle contrazioni uterine e, con le tecnologie più avanzate, persino la frequenza cardiaca materna. I dati raccolti sono poi trasmessi a un computer che li mostra su uno schermo e li stampa su carta, in un processo noto come cardiotocografia (CTG). Il tracciato risultante, il tracciato cardiotocografico o tracciato CTG, è un elemento chiave per valutare la salute del feto durante il parto.

3.2 Monitoraggio Interno

D’altro canto, il monitoraggio interno è riservato a situazioni più complesse, come gravidanze ad alto rischio o in una situazione critica di travaglio prolungato, ma anche quando il monitoraggio esterno non fornisce dati affidabili. In questo caso, si utilizza un elettrodo sottile che viene attaccato direttamente al cuoio capelluto del feto attraverso la cervice materna. Questo tipo di monitoraggio fornisce letture più precise della frequenza cardiaca fetale e viene eseguito solo quando il feto si trova in una posizione adatta. 

Queste metodologie di monitoraggio, esterno e interno, sono fondamentali nel campo della ginecologia e ostetricia e rappresentano strumenti vitali per prendere decisioni informate durante il travaglio e il parto, riducendo così il rischio di malasanità e garantendo la salute sia della madre che del bambino.

3.3 Errori nel Monitoraggio

Gli errori nel monitoraggio cardiotocografico (CTG) in caso di bradicardia fetale possono avere conseguenze serie non solo durante il parto, ma anche nel delicato periodo post-parto.  Pensa, ad esempio, a una madre che subisce un intervento chirurgico non necessario, esponendosi al rischio di infezioni o complicazioni legate alla ferita. O immagina un neonato che soffre di danni cerebrali a causa di una decisione errata durante il parto. Queste non sono solo ipotesi: sono realtà concrete che abbiamo visto accadere. La bradicardia fetale, ossia un battito cardiaco fetale anormalmente basso, può essere un segno di sofferenza fetale e richiedere un intervento tempestivo. Ecco gli errori più comuni e le loro potenziali conseguenze:

  • Mancata Riconoscimento della Bradicardia: Se la bradicardia non viene riconosciuta tempestivamente a causa di un’errata interpretazione del CTG, si può perdere un tempo prezioso per intervenire in modo appropriato, aumentando il rischio di asfissia e danni cerebrali al neonato.
  • Errata Interpretazione della Causa della Bradicardia: La bradicardia può essere causata da vari fattori, come compressione del cordone ombelicale, ipossia fetale, o reazioni avverse a farmaci somministrati alla madre. Un’interpretazione errata della causa può portare a un trattamento inappropriato, aggravando la situazione anziché migliorarla.
  • Ritardo nell’Esecuzione del Parto Cesareo: Se la bradicardia indica una sofferenza fetale acuta, potrebbe essere necessario un parto cesareo d’urgenza. Un ritardo nell’esecuzione di questa procedura può mettere in serio pericolo la vita del bambino.
  • Scelta Inappropriata di Interventi: In alcuni casi, il trattamento della bradicardia potrebbe richiedere l’uso di farmaci per stimolare il battito cardiaco fetale o per rilassare l’utero e ridurre la compressione sul bambino. Un errore nella scelta del trattamento appropriato può peggiorare la situazione.
  • Inadeguata Risposta alle Variazioni del CTG: Anche se la bradicardia viene riconosciuta, una risposta lenta o inadeguata alle variazioni del CTG può avere conseguenze negative per il bambino.
  • Mancato Coinvolgimento di Esperti: In situazioni di bradicardia fetale, può essere fondamentale il coinvolgimento tempestivo di un neonatologo o di un ostetrico esperto. Non coinvolgere questi specialisti in tempo può ridurre le possibilità di un esito positivo.

Per evitare queste situazioni, l’aggiornamento continuo e una formazione approfondita dei professionisti sanitari sono assolutamente essenziali. Ma non è solo una questione di competenza tecnica: è anche fondamentale una comunicazione efficace e attenta tra tutti i membri del team di assistenza. Questo approccio multidisciplinare è la chiave per garantire il benessere di mamma e bambino.

Se ti trovi in una situazione in cui pensi che il monitoraggio CTG non sia stato gestito correttamente, o se hai dubbi sulle procedure seguite durante il tuo travaglio o parto, non esitare a contattarci. Il nostro team di esperti è qui per fornirti supporto, chiarimenti e assistenza. Contattaci gratuitamente telefonando al numero verde o compilando il modulo online per avere maggiori informazioni.

4.Conseguenze del Monitoraggio Errato 

La mancata osservazione di anomalie come la bradicardia fetale può portare a conseguenze gravemente dannose per il neonato. Tra queste, si annoverano danni cerebrali, lesioni ai nervi, vari tipi di paralisi, inclusa la paralisi cerebrale infantile, e nei casi più gravi, l’ipossia o anossia – cioè la privazione parziale o completa di ossigeno – che può addirittura portare alla morte del feto durante il parto:

  • Danni Cerebrali: I danni cerebrali in un neonato possono derivare da un prolungato periodo di bradicardia fetale, che porta a un ridotto apporto di ossigeno al cervello. Questi danni possono variare da lievi deficit cognitivi a condizioni più severe come il ritardo nello sviluppo.
  • Lesioni ai Nervi: La riduzione dell’ossigeno può causare lesioni ai nervi del neonato, che possono manifestarsi con debolezza muscolare, problemi di coordinazione, o, nei casi più gravi, con disturbi della sensibilità e del movimento. Ad esempio, ricordo il caso di C., un neonato che a seguito di una bradicardia fetale prolungata ha sviluppato una debolezza nel braccio destro, una condizione nota come paralisi di Erb. Con la fisioterapia mirata, il bambino ha recuperato gran parte della funzionalità del braccio.
  • Vari Tipi di Paralisi: La paralisi in neonati può variare da forme temporanee a condizioni permanenti, a seconda della gravità e della durata dell’evento che ha causato la bradicardia. Una prolungata mancanza di ossigeno durante il parto può comportare lo sviluppo di una paralisi severa agli arti inferiori.
  • Paralisi Cerebrale Infantile: La paralisi cerebrale infantile è una delle conseguenze più gravi della bradicardia fetale. È una condizione permanente che colpisce la capacità di movimento e la postura del bambino e può essere associata a disturbi cognitivi e sensoriali.
  • Ipossia o Anossia: L’ipossia (riduzione dell’ossigeno) e l’anossia (mancanza totale di ossigeno) sono tra le più gravi conseguenze della bradicardia fetale. Queste condizioni possono portare a danni irreversibili in vari organi, soprattutto nel cervello.
  • Morte del Feto: Nei casi più estremi, una bradicardia fetale grave e non trattata può portare alla morte intrauterina o durante il parto.

La gravità di queste lesioni è direttamente proporzionale alla durata e alla gravità della bradicardia non trattata. Un episodio prolungato di bradicardia può causare danni da lievi e reversibili a condizioni mediche permanenti o addirittura fatali. Ad esempio la patologia nota come encefalopatia ipossico ischemica, causata da una carenza di ossigeno al cervello, può evolvere in gravi forme di danni cerebrali e, portare alla tetraparesi spastica, una delle forme più severe di paralisi cerebrale infantile.

È fondamentale comprendere che queste complicanze non solo influenzano in modo significativo la salute e lo sviluppo del bambino, ma portano anche un pesante carico emotivo e finanziario per la famiglia. Questo sottolinea l’importanza di un monitoraggio attento e di un’azione rapida da parte dell’equipe medica durante il parto, per prevenire tali conseguenze devastanti.

5.Gestione e Trattamento della Bradicardia Fetale

Il trattamento della bradicardia fetale dipende dalla causa sottostante e dalla fase del travaglio.

  • Valutazione Iniziale: In caso di bradicardia fetale, il primo passo è verificare l’accuratezza della misurazione. A volte, l’apparecchiatura può registrare erroneamente la frequenza cardiaca materna o i movimenti come quelli del feto.
  • Esame del Contesto Clinico: È fondamentale considerare il contesto clinico completo, inclusi tutti i fattori che possono influenzare il benessere del feto, come la posizione della madre, l’uso di farmaci e la presenza di eventuali complicanze.
  • Interventi Conservativi: Se la madre è in una posizione supina, può essere utile farla rotolare sul lato sinistro per migliorare la circolazione. Se è stata somministrata l’analgesia epidurale, l’ipotensione materna può essere una causa di bradicardia fetale e può essere necessario somministrare farmaci per aumentare la pressione sanguigna.
  • Monitoraggio e Ulteriori Indagini: Il monitoraggio continuo con il CTG è fondamentale per valutare le condizioni del feto. Inoltre, come indicato nelle linee guida e raccomandazioni per il parto operativo vaginale, in particolare quelle relative al monitoraggio cardiotocografico durante il travaglio, pubblicate dalla Fondazione Confalonieri Ragonese in collaborazione con le società scientifiche SIGO, AOGOI e AGUI, si legge: “In situazioni dove è difficile rilevare il battito cardiaco fetale tramite cardiotocografia (CTG), è raccomandato l’uso dell’ecografia per assistere nel corretto posizionamento della sonda CTG e consentire una valutazione rapida e accurata della frequenza cardiaca fetale. Questa raccomandazione si basa sull’opinione del panel di esperti, dato che non ci sono evidenze scientifiche specifiche su questo aspetto. L’ecografia può essere particolarmente utile nei casi in cui vi siano dubbi sul rilevamento cardiotocografico del battito cardiaco fetale o quando ci sono dubbi di sovrapposizione col battito materno​​.”
  • Interventi Medici Specifici: Se la bradicardia fetale persiste nonostante gli interventi conservativi e si sospetta un distress fetale, possono essere necessarie azioni immediate, come la somministrazione di ossigeno alla madre, la cessazione di qualsiasi farmaco che potrebbe causare la bradicardia, e in situazioni critiche, può essere raccomandato un parto cesareo d’urgenza.
  • Gestione del Parto: La decisione di procedere con un parto vaginale o un parto cesareo d’urgenza dipenderà dalla valutazione complessiva della salute materna e fetale, dalla progressione del travaglio e dalle cause sottostanti della bradicardia.

In ogni caso, la gestione della bradicardia fetale richiede un approccio multidisciplinare che coinvolge ostetrici, neonatologi e anestesisti per assicurare la migliore cura possibile per la madre e il bambino. È importante notare che queste informazioni sono di carattere generale e ogni caso specifico dovrebbe essere gestito in base alle sue particolarità e sotto la supervisione di professionisti sanitari qualificati.

5.1 Prevenzione della Bradicardia Fetale

  • Controllo Regolare in Gravidanza:
    • Visite prenatali regolari per monitorare la salute della madre e del feto.
    • Screening per condizioni come diabete gestazionale e preeclampsia, che possono aumentare il rischio di bradicardia fetale.
  • Gestione delle Condizioni Materne:
    • Controllo attento di condizioni come infezioni, diabete gestazionale, ipertensione.
    • Trattamento tempestivo di qualsiasi infezione per prevenire la trasmissione al feto.
  • Stile di Vita Salutare:
    • Seguire una dieta equilibrata, mantenere un peso salutare, evitare alcol e fumo.
    • Attività fisica regolare, come consigliato dal medico.
    • Evitare l’esposizione a sostanze tossiche e medicinali non prescritti che potrebbero influenzare negativamente la salute fetale.
  • Monitoraggio Fetale:
    • Utilizzo di monitoraggio fetale come la cardiotocografia (CTG) durante il travaglio per rilevare precocemente eventuali segni di distress fetale.

5.2 Segnali di Allarme Precoci

  • Variazioni nel Movimento Fetale:
    • La riduzione o il cambiamento nei movimenti fetali può essere un segnale di distress.
    • Le donne incinte dovrebbero essere consapevoli della frequenza e della natura dei movimenti del loro bambino, specialmente nel terzo trimestre.
  • Sintomi Materni:
    • Mancanza di respiro, vertigini o sensazione di malessere possono indicare problemi nella circolazione sanguigna che potrebbero influenzare il feto.
    • Febbre o segni di infezione possono essere un campanello d’allarme.
  • Variazioni nella Frequenza Cardiaca Fetale:
    • Durante il monitoraggio con CTG, qualsiasi variazione anomala o costante della frequenza cardiaca fetale dovrebbe essere prontamente valutata.
  • Complicazioni durante il Travaglio:
    • Contrazioni prolungate o molto intense possono aumentare il rischio di stress fetale e bradicardia.
    • Il personale sanitario dovrebbe essere attento a eventuali segni di complicazioni, come rottura dell’utero o distacco della placenta.

6.Conclusioni

Se la tua famiglia sta affrontando le conseguenze di un parto complicato, dove la bradicardia fetale non è stata gestita correttamente, sappi che non sei solo. I danni subiti durante il parto, a causa di un errore medico o di una negligenza, possono essere importanti e possono riflettersi sia sulla sfera emotiva che in ambito finanziario. Le sfide che il tuo bambino potrebbe affrontare, dalla disabilità permanente alla necessità di cure a lungo termine, possono sembrare insormontabili.

In casi come questi, un avvocato specializzato in danni da parto può essere il tuo più grande alleato. Noi di Aiuto Malasanità collaboriamo con medici neonatologi e ginecologi e valuteremo gratuitamente il tuo caso per determinare se hai diritto a un risarcimento. Il nostro approccio è basato sulla comprensione e sul supporto personalizzato, per garantirti non solo un’assistenza legale di alto livello, ma anche un sostegno emotivo in questo momento difficile. Sarai chiamato a pagare solo in caso di successo nella causa. Contattaci per una consulenza legale gratuita in tutto il territorio nazionale.

Autore

  • Prof. Dott. Giovanni de Felice

    Prof. Dott. Giovanni de Felice Specialista in Ginecologia ed Ostetricia Specialista in Endocrinologia e Sterilità Coniugale, Già docente presso la Scuola Medica Ospedaliera per la specializzazione in Ostetricia e Ginecologia, Già primario e responsabile del modulo di ostetricia presso l’Ospedale San Filippo Neri di Roma.


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