Risarcimento per asfissia neonatale e rianimazione tardiva: perché le famiglie italiane scelgono Aiuto Malasanità

copertina-risarcimento-asfissia-neonatale

In sala parto la nascita di un bambino che non respira cambia il clima della stanza in pochi secondi. Il neonato viene portato sull'isola neonatale, il personale si dispone intorno a lui e ai genitori arrivano solo frammenti: la richiesta di chiamare il neonatologo, il conteggio dei minuti, una porta che si chiude.

Spesso la madre non vede il figlio prima del trasferimento in terapia intensiva. Nei giorni successivi le spiegazioni possono essere vaghe e le formule riferite dalle famiglie si ripetono: «il bambino era già sofferente», «abbiamo fatto tutto il possibile», «l'ipotermia non era indicata».

Per avere un valore clinico, queste valutazioni devono trovare riscontro nella documentazione: gli orari della rianimazione, il punteggio di Apgar, l'esito dell'emogasanalisi. Può capitare, però, che la cartella consegnata sia incompleta o che manchi l'orario esatto in cui è stato richiesto il trasferimento.

Nel frattempo, molte famiglie si ritrovano senza un vero punto di riferimento. Le richieste scritte restano senza risposta, i colloqui vengono rinviati e le informazioni arrivano in modo frammentario. Con il passare del tempo, però, i termini di prescrizione continuano a decorrere e anche il ricordo preciso degli orari tende a sfumare.

In una situazione del genere, capire da dove iniziare può essere difficile. Aiuto Malasanità affianca le famiglie in tutto il percorso di risarcimento: dalla lettura della documentazione clinica alla perizia medico-legale, fino alla richiesta nei confronti della struttura e della sua compagnia assicurativa.

La prima analisi è gratuita e nessuna fase del percorso comporta anticipi di spese. Lo studio si occupa da quindici anni esclusivamente di responsabilità sanitaria, con un tasso di successo superiore al 94%, e in questa guida spiega cosa annotare nelle prime ore e come si ricostruisce il danno.

Valutazione gratuita

Ti hanno detto che l'ipotermia non era indicata?

Il nostro team medico-legale valuta gratuitamente la documentazione della nascita e delle prime ore di vita e, se ci sono i presupposti, ti assiste nella richiesta di risarcimento fino alla liquidazione delle somme, senza anticipi di spese.

Richiedi la valutazione gratuita

Numero Verde 800 100 222 · Lun-Ven 9:00-19:30

🛡️ Nessun anticipo · ⚖️ Paghi solo a successo · 🔒 Riservatezza

Indice dell'articolo

Cosa fare nelle prime 48 ore

Le prime ore dopo una nascita difficile sono confuse e dolorose. Se il neonato viene ricoverato in terapia intensiva neonatale o trasferito in un altro ospedale, la priorità è naturalmente la sua salute, e l'attenzione dei genitori resta concentrata su di lui.

Non significa dover pensare subito a un'azione legale. Può essere utile, però, conservare quello che c'è già e annotare alcune informazioni finché sono precise, soprattutto gli orari: quando il bambino è nato, quando è arrivato il neonatologo, quando è stato deciso il trasferimento.

Checklist: cosa fare nelle prime 48 ore

0/5 completati

Queste azioni servono a preservare informazioni che potrebbero diventare importanti in seguito, senza imporre alla famiglia decisioni immediate in un momento già molto complesso. La cartella si può richiedere anche nelle settimane successive, ma è generalmente più semplice recuperarla quando il ricovero è ancora recente.

Cos'è l'asfissia neonatale e quando la rianimazione tardiva può essere un errore?

Si parla di asfissia neonatale quando, intorno al momento della nascita, il bambino riceve meno ossigeno di quanto gli serve e alla nascita non riesce a respirare da solo. In questi casi il personale di sala parto avvia la rianimazione: libera le vie aeree, sostiene il respiro e, se necessario, il battito del cuore.

Se la mancanza di ossigeno si prolunga, il cervello può subire un danno che i medici chiamano encefalopatia ipossico-ischemica. Le possibili conseguenze dell'asfissia neonatale vanno da forme lievi, che si risolvono nei primi giorni, fino a lesioni neurologiche permanenti.

La diagnosi, da sola, non significa che sia stato commesso un errore, né durante il parto né nelle ore successive. L'asfissia può avere origini diverse e anche una rianimazione complessa può essere stata condotta correttamente, con tutti gli interventi previsti.

Il dubbio di una possibile responsabilità sanitaria nasce quando la documentazione mostra che, dopo la nascita, erano presenti segnali che avrebbero richiesto un intervento più rapido o diverso, oppure che un trattamento indicato non è stato avviato nei tempi utili.

Le prime sei ore assumono particolare rilievo. Secondo le raccomandazioni della Società Italiana di Neonatologia, il neonato di oltre 35 settimane con segni di encefalopatia moderata o grave può essere candidato al raffreddamento controllato, da avviare entro sei ore dalla nascita e da proseguire per 72 ore.

L'efficacia del trattamento è stata studiata a lungo. Una revisione Cochrane su 11 studi e 1.505 neonati ha rilevato che il raffreddamento avviato entro le sei ore riduce il rischio di morte o di disabilità grave a 18 mesi: in media, un esito sfavorevole viene evitato ogni sette neonati trattati.

Per capire se le prime ore siano state gestite correttamente, ci sono soprattutto quattro aspetti da verificare.

  • Chi era presente in sala parto e quando è iniziata la rianimazione. La Raccomandazione n. 16 del Ministero della Salute prevede che, alla nascita, almeno un operatore possa dedicarsi esclusivamente alla rianimazione primaria e che un neonatologo o un pediatra sia sempre disponibile per completarla.
  • Cosa indicano il punteggio di Apgar e l'emogasanalisi del cordone. Sono i primi dati oggettivi sulle condizioni del neonato. Il punteggio valuta, tra l'altro, il respiro e il colorito, come spiegato nella guida sulla cianosi neonatale.
  • Se il neonato è stato valutato come candidato all'ipotermia. In cartella dovrebbero comparire l'esame neurologico, con il relativo orario, e la decisione presa sul trattamento. Se mancano, potrebbe non essere chiaro perché il raffreddamento non sia stato avviato.
  • Quando e come è avvenuto il trasferimento in terapia intensiva neonatale. Il raffreddamento si esegue in un reparto attrezzato: se il parto avviene altrove, si verifica a che ora sia stato richiesto il trasporto e se durante il viaggio siano state adottate le misure previste.

Questi aspetti vanno letti insieme. Per capire se le prime ore abbiano avuto conseguenze sul bambino non basta guardare un singolo dato: serve ricostruire la sequenza completa, dal travaglio fino all'arrivo nel centro che ha preso in carico il neonato.

In alcuni casi il quadro si complica per un'aspirazione di meconio, che rende la rianimazione più difficile, oppure per una sofferenza iniziata già in travaglio, tema approfondito nella guida sul parto tardivo e la sofferenza fetale. Anche questi elementi entrano nella ricostruzione.

⚠️

Cosa viene verificato nella cartella clinica

Per capire se l'assistenza al neonato sia stata corretta, la documentazione viene confrontata con le raccomandazioni e le buone pratiche applicabili al momento dei fatti. Tra gli elementi da controllare ci sono:

  • la scheda di assistenza in sala parto, con l'orario di inizio di ogni manovra di rianimazione;
  • il punteggio di Apgar a 1, 5 e 10 minuti e l'esito dell'emogasanalisi del cordone;
  • la valutazione neurologica delle prime ore e la decisione annotata sull'ipotermia terapeutica;
  • gli orari di richiesta e di arrivo del trasporto neonatale, se il bambino è stato trasferito;
  • la temperatura del neonato durante il trasporto e all'ingresso in terapia intensiva.

Questi elementi, presi singolarmente, non dimostrano automaticamente un errore. Servono però a ricostruire se le condizioni del neonato siano state riconosciute e gestite nei tempi e nei modi previsti.

Isola neonatale per la rianimazione in sala parto

Cosa prevede la Legge Gelli-Bianco e come si ricostruisce il nesso di causalità?

Per ottenere un risarcimento bisogna ricostruire che cosa è accaduto, quale danno ha riportato il bambino e se esiste un collegamento tra i due. La Legge 24/2017, nota come Legge Gelli-Bianco, fornisce il quadro in cui questa ricostruzione si inserisce.

La struttura sanitaria risponde a titolo contrattuale, secondo l'art. 1218 del codice civile. Alla famiglia spetta dimostrare il danno e il suo collegamento con l'assistenza ricevuta, mentre la struttura, per andare esente da responsabilità, deve provare che l'esito dipenda da una causa a lei non imputabile.

Il singolo medico risponde invece a titolo extracontrattuale, e la struttura è tenuta ad avere una copertura assicurativa. Nelle cause di questo tipo, l'art. 15 della stessa legge prevede che il giudice affidi la consulenza a un collegio composto da un medico legale e da uno o più specialisti.

Nei casi di asfissia neonatale tra gli specialisti compare, in genere, un neonatologo. Il ruolo dei consulenti tecnici d'ufficio è quindi centrale: i CTU nominati dal giudice esaminano gli stessi documenti su cui lavorano i consulenti della famiglia e quelli della struttura.

Accertare una condotta non corretta, da solo, non basta. Bisogna ricostruire il nesso di causalità, cioè verificare se il danno permanente sia collegato alla condotta contestata e non a una condizione già presente. Nel processo civile si applica il criterio del più probabile che non.

Per esempio, non basta rilevare che l'ipotermia non sia stata avviata. Bisogna verificare anche se il neonato rientrasse nei criteri previsti, se ci fosse ancora tempo per iniziare il trattamento e se il raffreddamento, avviato correttamente, avrebbe potuto ridurre le lesioni riscontrate alla risonanza.

La stessa domanda vale per la rianimazione: si confrontano gli orari annotati in sala parto con l'evoluzione dei parametri del neonato, per capire se un intervento più rapido avrebbe potuto limitare la mancanza di ossigeno. Il tema è approfondito nella guida sulla responsabilità medica della struttura.

⏱️

I tre elementi che la perizia deve ricostruire

  • La condotta nelle prime ore. Tempi della rianimazione, valutazione per l'ipotermia e trasferimento, confrontati con le raccomandazioni applicabili al momento dei fatti.
  • Il danno documentato. Risonanza magnetica, elettroencefalogramma e valutazioni neurologiche raccolte durante la crescita.
  • Il collegamento tra i due. Se la sede delle lesioni e la sequenza temporale siano compatibili con un danno sorto o aggravato dopo la nascita.

Se anche uno solo di questi elementi manca, la richiesta difficilmente può essere sostenuta sul piano medico-legale.

Come si difende la struttura

Le strutture e le compagnie assicurative possono sostenere che il danno non dipenda dalla gestione delle prime ore. Nei casi di asfissia neonatale le argomentazioni più frequenti riguardano il momento in cui la lesione si sarebbe prodotta e i criteri per il trattamento ipotermico.

Cosa sostiene la strutturaCosa mostra la documentazione
«Il danno era già avvenuto durante il travaglio»Punteggio di Apgar, emogasanalisi del cordone e orari della rianimazione permettono di ricostruire le condizioni del neonato minuto per minuto e di verificare se le prime ore abbiano aggravato una lesione già iniziata.
«Il neonato non rientrava nei criteri per l'ipotermia»I criteri si verificano sui dati annotati in cartella: età gestazionale, esito dell'emogasanalisi, punteggio di Apgar a 10 minuti ed esame neurologico, con l'orario in cui è stato eseguito.
«Il trasferimento è avvenuto appena possibile»Si confrontano l'orario della richiesta di trasporto, quello di arrivo in terapia intensiva e le misure adottate durante il viaggio con i protocolli che la struttura doveva avere con il centro di riferimento.
«Le lesioni dipendono da cause prenatali»Ecografie della gravidanza, andamento del travaglio e sede delle lesioni alla risonanza aiutano a distinguere un danno prenatale da uno avvenuto intorno alla nascita.

Valutare queste ricostruzioni richiede professionisti che sappiano leggere insieme la scheda di sala parto, gli esami del neonato e le immagini della risonanza. Per questo motivo, accanto al medico legale, lavorano in genere un neonatologo e un neurologo pediatrico, e il confronto con i consulenti della struttura avviene sugli stessi documenti.

La scelta tra agire verso l'ospedale o verso il singolo professionista è spiegata nella guida su chi denunciare tra ospedale e medico.

Ti è stato detto che il danno era già avvenuto prima della nascita? Verifichiamo gratuitamente la documentazione e, se ci sono i presupposti, ti assistiamo nella richiesta di risarcimento.

Richiedi una valutazione

Come si calcola il risarcimento?

Quando un neonato riporta lesioni neurologiche permanenti, il risarcimento deve tenere conto di un danno destinato a durare per tutta la vita. La valutazione tiene conto delle tabelle applicabili e delle caratteristiche specifiche del caso, a partire dall'età del bambino e dal grado di invalidità accertato.

I riferimenti sono le Tabelle di Milano, le Tabelle di Roma e la Tabella Unica Nazionale, con i criteri illustrati nella guida al calcolo del risarcimento con le tabelle. Quando la lesione evolve in paralisi cerebrale, valgono le indicazioni della guida al risarcimento per paralisi cerebrale infantile da parto.

Accanto al danno del bambino, anche i genitori possono chiedere il risarcimento per lo stravolgimento della vita familiare. Il danno da lesione del rapporto parentale può essere riconosciuto anche quando il figlio sopravvive con disabilità gravi e permanenti.

Voce di dannoCosa comprende
Danno biologicoLa compromissione permanente della salute del bambino, espressa in punti percentuali e pesata sull'età e sull'aspettativa di vita.
Danno moraleLa sofferenza interiore legata alle lesioni e alle limitazioni che accompagneranno la crescita.
Danno da lesione del rapporto parentaleLo stravolgimento della vita dei genitori e degli altri familiari conviventi, chiamati a un'assistenza costante.
Danno patrimonialeSpese mediche già sostenute e future, riabilitazione, ausili, assistenza continuativa, adeguamento dell'abitazione e perdita della futura capacità di guadagno.

Le voci patrimoniali assumono particolare rilievo nei danni da parto. L'assistenza continuativa e la riabilitazione si proiettano su decenni, quindi vanno quantificate con una stima delle spese future, oltre che con le ricevute già raccolte.

⏱️

Entro quando si può agire

  • 5 anni per i genitori e i familiari che agiscono in nome proprio, per esempio per il danno da lesione del rapporto parentale (responsabilità extracontrattuale).
  • 10 anni per l'azione contrattuale verso la struttura (art. 1218 c.c.), esercitata per conto del bambino o, in caso di decesso, dagli eredi per i danni ereditati.
  • Fino a 28 anni per il figlio danneggiato alla nascita: i termini restano sospesi fino alla maggiore età, poi decorrono i dieci anni dell'azione in proprio.

I termini decorrono in genere da quando il danno e la sua possibile origine sanitaria diventano conoscibili. Per questo è utile raccogliere e verificare la documentazione il prima possibile.

Il momento da cui decorrono i termini e gli atti che li interrompono sono approfonditi nella guida sui tempi per agire in caso di malasanità. Per l'azione extracontrattuale il riferimento è l'art. 2947 del codice civile.

Chi ti affianca nella richiesta di risarcimento

Nei casi di asfissia neonatale la ricostruzione richiede competenze che vanno oltre quelle di un legale generalista. Occorre leggere una scheda di rianimazione, interpretare un'emogasanalisi e confrontare le immagini della risonanza con i tempi registrati in cartella.

Per questo in Aiuto Malasanità avvocati e medici legali seguono il caso dalla prima lettura della cartella clinica fino alla definizione del risarcimento. Nei danni da parto il riferimento clinico è il Prof. Dott. Giovanni De Felice, già direttore di ginecologia e ostetricia all'Ospedale San Filippo Neri di Roma.

Lo studio opera da quindici anni esclusivamente nella responsabilità sanitaria, con un tasso di successo superiore al 94% e il 96% di clienti soddisfatti, come attestano le recensioni delle famiglie assistite. Il metodo ha ricevuto l'Encomio Solenne CUIRIF, che certifica Aiuto Malasanità tra i migliori avvocati per malasanità in Italia.

Il metodo senza anticipi

Il metodo di lavoro dello studio prevede che la famiglia non sostenga costi durante il percorso. La valutazione iniziale è gratuita, le perizie medico-legali e le spese legali sono anticipate dallo studio e il compenso è dovuto solo a risarcimento ottenuto.

  1. 1

    Consulenza gratuita e analisi del caso

    Ci descrivi quanto accaduto alla nascita e nelle ore successive e ci invii la documentazione disponibile: valutiamo se il caso meriti un approfondimento tecnico.

    Gratuita e senza impegno
  2. 2

    Raccolta della documentazione clinica

    Richiediamo le cartelle della madre e del neonato, la scheda della rianimazione, la documentazione del trasporto e quella della terapia intensiva che ha accolto il bambino.

  3. 3

    Valutazione medico-legale indipendente

    Il medico legale e gli specialisti in neonatologia e neurologia pediatrica ricostruiscono il nesso causale e quantificano il danno secondo le Tabelle di Milano, le Tabelle di Roma e la Tabella Unica Nazionale.

  4. 4

    Strategia legale su misura

    Quando ci sono i presupposti per un accordo congruo e rapido con l'assicurazione o tramite Accertamento Tecnico Preventivo, perseguiamo la via stragiudiziale. Se l'offerta non è congrua o la responsabilità non viene riconosciuta, promuoviamo il giudizio ordinario.

  5. 5

    Risarcimento ottenuto

    Assistiamo la famiglia fino alla liquidazione delle somme. Il compenso dello studio è dovuto solo a risarcimento ottenuto.

    Nessun anticipo di spese

Quando ci sono i presupposti, la valutazione tecnica può svolgersi anche con un accertamento tecnico preventivo, che consente di acquisire una perizia prima del giudizio. Le fasi successive sono descritte nella guida alla procedura legale in caso di malasanità.

Casi reali seguiti da Aiuto Malasanità

I due casi che seguono partono da momenti diversi del parto e mostrano il tipo di lavoro necessario quando un neonato riporta lesioni neurologiche permanenti: la ricostruzione degli eventi intorno alla nascita, l'analisi dei referti successivi e il confronto con i CTU. Altri esiti sono raccolti nella pagina dei casi studio.

I tempi possono cambiare molto da un procedimento all'altro. A Torino il risarcimento è stato ottenuto in 48 mesi, a Napoli in 58 mesi, con un secondo grado di giudizio davanti alla Corte d'Appello dopo una prima valutazione controversa.

Danno da parto

Torino, lesioni neurologiche dopo un parto complesso

La piccola Daiana nasce in un ospedale pubblico di Torino al termine di un parto particolarmente complesso. Durante l'estrazione una manovra eseguita in modo scorretto le provoca lesioni neurologiche permanenti, con una forma di paraplegia, e i genitori non ricevono risposte chiare dalla struttura.

L'ospedale sostiene che il danno fosse imprevedibile. Il team acquisisce la documentazione completa del parto e dei ricoveri successivi e, con specialisti in neurologia pediatrica, ginecologia e medicina legale, si confronta con i CTU nominati dal tribunale. La piena responsabilità dell'équipe viene riconosciuta e la famiglia ottiene l'intero importo, nonostante i tentativi di ritardare il pagamento.

«La piccola Daiana e i suoi genitori hanno finalmente visto riconosciute le responsabilità per la gestione errata del parto e ricevuto l'intero importo dovuto.»

Danno da parto

Napoli, danno ipossico-ischemico in clinica privata

La piccola Marianna nasce in una clinica privata di Napoli dopo un travaglio prolungato. Nonostante i segnali di sofferenza fetale, il parto viene espletato in ritardo e la bambina riporta un grave danno ipossico-ischemico, con paraplegia e disabilità permanenti.

La clinica attribuisce le lesioni a una complicanza imprevedibile. Con specialisti in neonatologia, ginecologia e neurologia pediatrica, il team analizza i referti post-natali e i tracciati del travaglio e partecipa alle operazioni peritali disposte in Corte d'Appello, che conferma la piena responsabilità della clinica e del personale sanitario.

«Marianna e i suoi genitori hanno finalmente visto riconosciute le responsabilità per la gestione errata del parto, ottenendo un risarcimento che restituisce dignità e giustizia.»

Incubatrice da trasporto neonatale in un corridoio di terapia intensiva

Conclusione

Nei casi di asfissia neonatale le prime ore di vita assumono particolare rilievo. I tempi della rianimazione, la valutazione per l'ipotermia e il trasferimento in terapia intensiva sono documentati in cartella e possono essere confrontati con le raccomandazioni applicabili al momento dei fatti, per capire se il danno potesse essere evitato o ridotto.

Aiuto Malasanità affianca le famiglie in ogni fase della richiesta di risarcimento, dalla valutazione iniziale alla liquidazione delle somme, con un team che unisce avvocati, medici legali e specialisti dell'area ostetrica e neonatale.

  • Quindici anni di attività esclusivamente nella responsabilità sanitaria.
  • Tasso di successo superiore al 94% nei casi seguiti.
  • 96% di clienti soddisfatti tra le famiglie assistite.
  • Encomio Solenne CUIRIF per il metodo di lavoro adottato.
  • Nessun anticipo di spese: perizie e spese legali a carico dello studio, compenso solo a risarcimento ottenuto.

Per un quadro più ampio sui danni da parto e sui diritti dei pazienti è possibile consultare anche la guida al risarcimento per errore medico.

Valutazione gratuita e senza impegno

Hai il diritto di sapere cosa è successo nelle prime ore di vita di tuo figlio

Da quindici anni assistiamo le famiglie nei casi di danno da parto, con un tasso di successo superiore al 94% e l'Encomio Solenne CUIRIF. Valutiamo gratuitamente la documentazione e, se ci sono i presupposti, ti assistiamo nella richiesta di risarcimento fino alla liquidazione delle somme.

Richiedi la valutazione gratuita

Numero Verde 800 100 222 · Lun-Ven 9:00-19:30

🛡️ Nessun anticipo · ⚖️ Paghi solo a successo · 🔒 Riservatezza

Domande frequenti

Dieci risposte alle domande che le famiglie ci pongono più spesso

Dipende da chi agisce e per quale danno. I genitori che chiedono il risarcimento di un danno proprio hanno in genere 5 anni, mentre l'azione contrattuale verso la struttura si prescrive in 10 anni. Per i danni subiti dal bambino i termini restano sospesi fino alla maggiore età, così il figlio può agire in proprio fino ai 28 anni.

È possibile far valutare il caso e, se ci sono i presupposti, chiedere il risarcimento. Si verifica innanzitutto se la rianimazione sia iniziata nei tempi previsti e se il neonato rientrasse nei criteri per l'ipotermia entro le sei ore. Poi, con un neonatologo e un medico legale, si accerta se un intervento diverso avrebbe potuto ridurre i danni neurologici riscontrati.

Sì, in alcuni casi. Le raccomandazioni della Società Italiana di Neonatologia indicano le sei ore come finestra di riferimento e prevedono che il trattamento avviato fra le 6 e le 24 ore duri 96 ore anziché 72. Nella perizia si valuta quanto il ritardo possa aver inciso sull'efficacia del raffreddamento e sulle lesioni riscontrate.

Si parte dal confronto fra i dati raccolti alla nascita e quelli successivi. Punteggio di Apgar, emogasanalisi del cordone, esame neurologico e risonanza magnetica aiutano a collocare nel tempo la lesione. Spesso le due fasi si sommano: in quel caso la perizia valuta quanto la gestione delle prime ore abbia aggravato un danno già iniziato.

No, la responsabilità della struttura vale in entrambi i casi. Se il parto è avvenuto in una clinica senza terapia intensiva neonatale, si verifica anche come fosse organizzato il collegamento con il centro di riferimento e in quali tempi sia stato disposto il trasferimento del neonato.

Si può chiedere di nuovo, per iscritto, la documentazione mancante. Una cartella lacunosa non impedisce di agire: le carenze nella sua compilazione vengono valutate anche sul piano medico-legale e, in genere, non possono essere fatte ricadere sulla famiglia.

In genere si agisce verso la struttura e la sua compagnia assicurativa. La Legge 24/2017 prevede che la struttura risponda a titolo contrattuale anche per l'operato dei suoi medici, con un termine di prescrizione più lungo. L'azione verso il singolo professionista si valuta caso per caso.

No, valutiamo la strategia migliore caso per caso. Quando ci sono i presupposti per un accordo congruo e rapido con l'assicurazione o tramite Accertamento Tecnico Preventivo (ATP), perseguiamo la via stragiudiziale; se la struttura non riconosce le proprie responsabilità o propone offerte al ribasso, promuoviamo il giudizio ordinario con i nostri consulenti di vertice per pretendere il risarcimento integrale. In ogni caso, l'intero rischio economico e processuale rimane al 100% a nostro carico.

Non è richiesto alcun anticipo. La prima valutazione è gratuita, i costi delle perizie medico-legali e le spese legali sono a carico dello studio e il compenso è dovuto solo a risarcimento ottenuto. Se il caso non presenta i presupposti, la famiglia non sostiene alcuna spesa.

Si parte dai documenti che hai già. In genere servono la cartella clinica della madre e del neonato, la scheda di assistenza in sala parto, la lettera di dimissione dalla terapia intensiva e gli esami successivi, come risonanze ed elettroencefalogrammi. Se hai solo una parte dei documenti, è comunque possibile iniziare la valutazione.

Author

  • Dott. Prof. De Luca

    Il Prof. Paolo De Luca è Specialista in Medicina Legale delle Assicurazioni e ha maturato una lunga esperienza accademica e consulenziale nel campo della responsabilità professionale medica.

    Già docente presso l'Università "La Sapienza" di Roma, è oggi un punto di riferimento autorevole per l'analisi medico-legale dei casi di malasanità.

    La sua competenza scientifica e il suo approccio rigoroso rappresentano una garanzia di affidabilità nella valutazione tecnica dei casi seguiti da Aiuto Malasanità.

dal nostro blog
Articoli Utili

Ogni settimana publichiamo articoli utili a capire come ottenere giustizia.