Nelle sale parto, quando qualcosa cambia, i segnali sono spesso gli stessi. Le voci si abbassano, il monitor viene controllato più spesso, qualcuno esce dalla stanza per chiamare un collega.
Poi, all'improvviso, arriva la corsa verso la sala operatoria. Il neonato viene portato via prima ancora che la madre riesca a vederlo e per i familiari iniziano ore di attesa in corridoio, spesso senza spiegazioni chiare su ciò che sta accadendo.
Quando, nei giorni successivi, i genitori cercano di capire cosa sia successo, le risposte possono essere vaghe: «è stata una fatalità», «poteva succedere», «abbiamo fatto tutto il possibile», «il bambino era già sofferente». Frasi di questo tipo, però, non spiegano dal punto di vista clinico che cosa sia realmente accaduto e spesso non trovano riscontro nella documentazione sanitaria.
Ed è proprio dalla documentazione che bisogna partire. Può capitare che la cartella consegnata alla famiglia sia incompleta e che solo dopo qualche settimana ci si accorga della mancanza del tracciato cardiotocografico o del verbale di sala operatoria. In altri casi, gli orari riportati nei diversi documenti non coincidono.
Una richiesta di risarcimento si costruisce soprattutto sui documenti conservati dalla struttura. Per questo conviene verificarne presto la completezza: recuperare un atto mancante nelle settimane successive al parto è generalmente più semplice che cercare di ottenerlo a distanza di anni.
Nel frattempo, molte famiglie si ritrovano senza un vero punto di riferimento. Le richieste scritte restano senza risposta, i colloqui vengono rinviati e le informazioni arrivano in modo frammentario. Con il passare del tempo, però, i termini di prescrizione continuano a decorrere e anche il ricordo preciso degli orari tende a sfumare.
In una situazione del genere, capire da dove iniziare può essere difficile. Aiuto Malasanità si occupa di danni da parto affiancando le famiglie nella lettura della documentazione clinica e nella ricostruzione di quanto accaduto. Avvocati e medici legali esaminano insieme il fascicolo fin dalla prima valutazione, così da capire se ci sono elementi che meritano un approfondimento.
La prima analisi viene svolta senza richiedere anticipi. Lo studio si occupa esclusivamente di responsabilità sanitaria da quindici anni e, nei casi che decide di seguire, registra un tasso di successo superiore al 94%.
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Indice dell'articolo
Cosa fare nelle prime 48 ore
Le prime ore dopo un parto complicato sono spesso confuse e difficili da affrontare. Se il neonato ha bisogno di cure intensive o viene trasferito in un altro reparto, la priorità è naturalmente la sua salute. In questa fase, però, può essere utile iniziare a tenere traccia di alcune informazioni che in seguito potrebbero aiutare a ricostruire quanto accaduto.
Non significa dover pensare subito a un'azione legale. Si tratta semplicemente di conservare ciò che è già disponibile e annotare, quando possibile, gli elementi più importanti: gli orari, i nomi dei sanitari presenti, le spiegazioni ricevute e gli eventuali trasferimenti del neonato.
Nei giorni successivi sarà poi possibile richiedere la documentazione clinica completa. Tra i documenti più utili rientrano la cartella clinica della madre, il tracciato cardiotocografico, il partogramma, il verbale di sala operatoria, l'emogasanalisi del cordone e la cartella del neonato.
Se il bambino viene trasferito in un'altra struttura, è utile conservare anche la documentazione dell'ospedale che lo ha accolto e, quando disponibile, il verbale di trasporto. Questi documenti permettono di ricostruire le condizioni del neonato e i tempi del trasferimento.
Le azioni indicate nella checklist che segue servono quindi a preservare informazioni che potrebbero diventare importanti in seguito, senza imporre alla famiglia decisioni immediate in un momento già molto complesso.
Checklist: cosa fare nelle prime 48 ore
Cos'è la paralisi cerebrale infantile da parto e dove sta l'errore?
La paralisi cerebrale infantile comprende un gruppo di disturbi permanenti che interessano il movimento e la postura e dipendono da un danno al cervello avvenuto durante il suo sviluppo. Le conseguenze possono essere molto diverse: in alcuni bambini coinvolgono una sola parte del corpo, mentre nelle forme più gravi possono interessare tutti e quattro gli arti.
La diagnosi, da sola, non significa che durante il parto sia stato commesso un errore. Una paralisi cerebrale infantile può avere origini diverse e anche un travaglio complicato può essere stato gestito correttamente.
Il dubbio di una possibile responsabilità sanitaria nasce quando la documentazione mostra che, durante il travaglio, erano presenti segnali di sofferenza fetale che avrebbero richiesto una valutazione o un intervento diverso.
In questi casi il medico legale ricostruisce ciò che è successo mettendo insieme il tracciato cardiotocografico, gli orari riportati in cartella, le condizioni del bambino alla nascita e gli esami eseguiti subito dopo. L'obiettivo è capire se il danno possa essere collegato a una riduzione dell'apporto di ossigeno avvenuta durante il travaglio e se la situazione sia stata riconosciuta e gestita in tempo.
Le diverse forme e le possibili conseguenze sono approfondite nella guida alla paralisi cerebrale infantile da danno da parto.
Quando viene analizzato un caso di questo tipo, ci sono soprattutto quattro aspetti del travaglio da verificare.
- Cosa mostrava il tracciato cardiotocografico. Il monitoraggio registra la frequenza cardiaca fetale durante il travaglio. Se compaiono alterazioni persistenti, come decelerazioni ripetute o una riduzione della variabilità, bisogna verificare come siano state interpretate e quali decisioni siano state prese. Il tema è approfondito nella pagina dedicata al monitoraggio della sofferenza fetale.
- Come è stata gestita un'eventuale bradicardia fetale. Una riduzione prolungata della frequenza cardiaca del bambino può richiedere una rivalutazione rapida della situazione. Se la bradicardia fetale compare nella cartella clinica, bisogna quindi verificare cosa sia stato fatto e in quali tempi.
- Quanto tempo è trascorso prima del cesareo. Quando viene deciso un taglio cesareo urgente, gli orari diventano particolarmente importanti. La cartella permette di confrontare il momento in cui è stata presa la decisione con quello della nascita e di verificare se l'intervallo fosse coerente con il grado di urgenza. Le possibili conseguenze sono approfondite nella guida al risarcimento per ritardo nel parto cesareo.
- Se il neonato ha ricevuto subito l'assistenza di cui aveva bisogno. Quando il parto avviene in una struttura priva di terapia intensiva neonatale, può rendersi necessario un trasferimento. In questi casi si ricostruiscono anche i tempi trascorsi prima dell'arrivo in un centro attrezzato.
Questi aspetti vengono valutati insieme, perché spesso fanno parte della stessa sequenza. Per esempio, un'alterazione del tracciato riconosciuta in ritardo può posticipare anche la decisione di procedere con il cesareo. Per capire se questo abbia avuto conseguenze sul bambino, però, non basta guardare un singolo dato: serve ricostruire l'intero andamento del travaglio.
Cosa viene verificato nella cartella clinica
Per capire se la gestione del parto sia stata corretta, la documentazione viene confrontata con le indicazioni e le linee guida applicabili al momento dei fatti. Tra gli elementi da controllare ci sono:
- il livello di urgenza assegnato al taglio cesareo e la sua registrazione in cartella clinica;
- le modalità con cui è stato controllato il battito cardiaco fetale durante le diverse fasi del travaglio;
- gli orari delle decisioni e degli interventi, per ricostruire quanto tempo sia trascorso tra la comparsa di un problema, la decisione clinica e la nascita;
- le procedure adottate dopo un grave danno al neonato, compresa l'eventuale segnalazione e analisi dell'evento da parte della struttura.
Questi elementi, presi singolarmente, non dimostrano automaticamente un errore. Servono però a ricostruire se i segnali presenti durante il travaglio siano stati riconosciuti e gestiti nei tempi e nei modi previsti.
Legge Gelli-Bianco e nesso di causalità
Quando si sospetta che una paralisi cerebrale infantile possa essere collegata a un errore durante il parto, individuare una condotta sbagliata non è sufficiente. Per ottenere un risarcimento bisogna ricostruire che cosa è accaduto, quale danno ha riportato il bambino e se esiste un collegamento tra i due.
La Legge 24/2017, conosciuta come Legge Gelli-Bianco, disciplina la responsabilità sanitaria e distingue la posizione della struttura da quella del singolo professionista. Nei casi di danno da parto, la richiesta viene generalmente rivolta alla struttura sanitaria in cui è avvenuto il parto, che risponde nei confronti del paziente secondo le regole della responsabilità contrattuale.
Il punto centrale resta però il nesso di causalità. Significa dimostrare che il danno neurologico riportato dal bambino sia riconducibile, con il grado di probabilità richiesto in sede civile, alla gestione del travaglio o del parto contestata.
Per esempio, non basta rilevare che il cesareo sia stato eseguito in ritardo. Bisogna verificare anche se quel ritardo abbia prolungato una condizione di sofferenza fetale e se questa possa spiegare le lesioni riscontrate dopo la nascita.
La ricostruzione viene fatta confrontando più elementi della documentazione clinica. Il tracciato cardiotocografico mostra l'andamento della frequenza cardiaca fetale durante il travaglio; gli orari annotati in cartella permettono di capire quando sono comparsi i primi segnali di allarme e quando sono state prese le decisioni cliniche.
A questi dati si aggiungono l'emogasanalisi del cordone ombelicale, il punteggio di Apgar e gli esami eseguiti sul neonato. La risonanza magnetica, quando disponibile, può fornire ulteriori informazioni sulle caratteristiche delle lesioni e sul momento in cui potrebbero essersi verificate.
Tutti questi elementi devono essere letti insieme e confrontati con le linee guida e le buone pratiche clinico-assistenziali applicabili al momento del parto. Solo così è possibile capire se la gestione sia stata corretta oppure se una condotta diversa avrebbe potuto evitare il danno o ridurne la gravità.
Quando il caso arriva in giudizio, la valutazione tecnica viene affidata a professionisti con competenze specifiche. L'art. 15 della Legge Gelli-Bianco prevede infatti che, nei procedimenti di responsabilità sanitaria, la consulenza tecnica sia svolta da un medico legale affiancato da uno o più specialisti della disciplina coinvolta. Nei danni da parto possono quindi essere necessari, ad esempio, un ginecologo e un neonatologo.
Il giudice utilizza queste valutazioni per stabilire se, nel caso concreto, sia possibile collegare la condotta sanitaria al danno. Nel processo civile il riferimento è il criterio del «più probabile che non»: sulla base di tutti gli elementi disponibili, deve risultare più probabile che il danno sia conseguenza della condotta contestata rispetto a spiegazioni alternative.
I tre elementi che la perizia deve ricostruire
- Il danno. Un danno permanente accertato e misurabile in punti percentuali di invalidità, con la descrizione delle limitazioni funzionali e del fabbisogno assistenziale.
- La condotta. Uno scostamento dalle linee guida accreditate e dalle buone pratiche clinico-assistenziali, privo di una giustificazione clinica annotata in cartella.
- Il collegamento fra i due. La dimostrazione che, con una condotta conforme, il danno si sarebbe evitato o avrebbe avuto conseguenze meno gravi.
Se anche uno solo di questi elementi manca, la richiesta difficilmente può essere sostenuta sul piano medico-legale.
Come si difende la struttura
Nei contenziosi per danni da parto, le strutture sanitarie e le compagnie assicurative possono sostenere che il danno abbia avuto un'origine diversa dal travaglio oppure che l'assistenza sia stata prestata secondo gli standard previsti.
Sono ricostruzioni che vanno verificate attraverso la stessa documentazione clinica prodotta durante il ricovero. Il lavoro consiste nel confrontare ogni affermazione con ciò che emerge realmente da tracciati, cartelle, referti e orari.
| Cosa sostiene la struttura | Cosa mostra la documentazione |
|---|---|
| «Il tracciato era rassicurante» | La lettura della traccia originale consente di verificare variabilità, decelerazioni e durata dei rilievi. Quando la traccia è consegnata solo in parte, o interrotta proprio nelle ore critiche, la lacuna si valuta a carico di chi doveva conservarla. |
| «Il cesareo è stato eseguito nei tempi previsti» | Il grado di urgenza va annotato in cartella secondo la classificazione raccomandata. Il confronto fra l'ora della decisione, quella dell'ingresso in sala e quella di nascita mostra se l'intervallo era proporzionato al codice assegnato. |
| «La paralisi cerebrale ha nella maggior parte dei casi cause prenatali sconosciute» | L'affermazione statistica non descrive il singolo caso. Emogasanalisi del cordone, punteggio di Apgar, ecografie prenatali regolari e pattern lesionale alla risonanza permettono di distinguere un danno acuto perinatale da una condizione preesistente. |
| «Il trasferimento al centro di riferimento è avvenuto senza ritardi» | I verbali di trasporto e i registri di accettazione riportano gli orari effettivi. Va verificato anche se la struttura poteva accettare quel travaglio pur essendo priva di terapia intensiva neonatale. |
Valutare queste ricostruzioni richiede professionisti in grado di leggere un tracciato cardiotocografico, interpretare gli esami neonatali e conoscere le linee guida ostetriche applicabili alla data del parto. È un lavoro tecnico che dovrebbe essere svolto prima di impostare l'azione legale.
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Fai analizzare la cartellaCome si calcola il risarcimento?
Nei danni da parto il risarcimento comprende diverse voci, che devono essere individuate, documentate e quantificate separatamente. La valutazione tiene conto delle tabelle applicabili e delle caratteristiche specifiche del caso.
L'età del danneggiato incide in modo rilevante sul calcolo. Una menomazione permanente presente fin dalla nascita è destinata, infatti, ad accompagnare la persona per tutta la vita.
| Voce di danno | Cosa comprende |
|---|---|
| Danno biologico | Compromissione psicofisica permanente espressa in punti percentuali, pesata su età e aspettativa di vita. Nelle forme gravi, come la tetraparesi spastica, le percentuali riconosciute sono molto elevate. |
| Danno morale e da stravolgimento della vita familiare | Sofferenza del bambino e riorganizzazione totale della vita dei genitori e dei fratelli, spesso con la rinuncia al lavoro di uno dei due genitori. |
| Danno patrimoniale | Spese mediche già sostenute e future, riabilitazione continuativa, ausili e carrozzine, assistenza personale, adeguamento dell'abitazione e del veicolo, mancato reddito futuro del danneggiato. |
Entro quanto tempo si può agire
- 5 anni per il danno da perdita del rapporto parentale, che i familiari fanno valere in nome proprio come azione extracontrattuale.
- 10 anni per i danni maturati in capo alla vittima e fatti valere come azione contrattuale verso la struttura, ai sensi dell'art. 1218 c.c.
- Per i minori i termini restano sospesi fino al compimento dei 18 anni: il bambino danneggiato alla nascita può quindi agire in proprio fino ai 28 anni.
La sospensione riguarda l'azione del danneggiato, mentre i termini delle azioni proprie dei genitori corrono dal momento in cui il danno e la sua possibile origine sanitaria diventano riconoscibili.
Alla valutazione tabellare può aggiungersi una personalizzazione del danno quando il caso presenta conseguenze particolarmente rilevanti sulla vita della persona. Nei danni da parto una delle voci economicamente più importanti è spesso l'assistenza continuativa, perché il relativo costo deve essere proiettato sull'intera aspettativa di vita.
Vanno quindi considerate le figure professionali necessarie, gli ausili e la loro sostituzione nel tempo, gli adattamenti dell'abitazione e del veicolo. Ogni voce deve essere supportata da preventivi, documenti e piani riabilitativi, così da fornire elementi concreti nella richiesta di risarcimento.
Chi analizza il tuo caso
Nei casi di danno da parto, una parte importante del lavoro è di natura tecnica. Per ricostruire ciò che è successo bisogna saper leggere ore di tracciato cardiotocografico, interpretare gli esami neonatali, valutare le immagini diagnostiche e confrontare la gestione del parto con le raccomandazioni applicabili in quel momento.
Per questo Aiuto Malasanità lavora con un team medico-legale interno, in cui avvocati e medici legali seguono lo stesso fascicolo fin dalla prima valutazione. Nei casi ostetrici lo studio si avvale inoltre di un ginecologo di riferimento, il Prof. Dott. Giovanni De Felice.
L'analisi parte sempre dalla documentazione clinica, perché è attraverso tracciati, referti, orari e cartelle che si può verificare se la gestione del travaglio sia stata corretta e se esista un collegamento con il danno riportato dal bambino.
Aiuto Malasanità si occupa esclusivamente di responsabilità sanitaria da quindici anni e ha ricevuto l'Encomio Solenne CUIRIF per l'attività svolta nel settore.
Il metodo senza anticipi
Affrontare un caso di responsabilità sanitaria può richiedere perizie, consulenze specialistiche e un percorso che dura nel tempo. Per evitare che questi costi si aggiungano subito alle spese che la famiglia sostiene già per cure e assistenza, Aiuto Malasanità prevede una prima analisi di fattibilità gratuita.
Le perizie medico-legali e le spese necessarie per il procedimento vengono anticipate dallo studio. Il compenso viene corrisposto solo quando il risarcimento viene ottenuto e liquidato.
Se il caso non porta a un risultato, la famiglia non deve sostenere il compenso dello studio. Le diverse fasi del percorso sono spiegate nella pagina dedicata al metodo di lavoro.
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Consulenza gratuita e analisi del caso
Racconti cosa è successo durante il travaglio e ci consegni i documenti che hai già. Ti diciamo subito se il caso merita un approfondimento tecnico.
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Raccolta della documentazione clinica
Recuperiamo cartella clinica integrale, tracciati cardiotocografici, partogramma, emogasanalisi, verbali di sala e referti neonatali, anche quando la struttura li consegna con difficoltà.
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Valutazione medico-legale indipendente
Il medico legale e gli specialisti quantificano l'invalidità permanente e le voci di danno secondo le Tabelle di Milano, le Tabelle di Roma e la Tabella Unica Nazionale.
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Strategia legale su misura
Quando ci sono i presupposti per un accordo congruo e rapido con l'assicurazione o tramite Accertamento Tecnico Preventivo, perseguiamo la via stragiudiziale. Se la struttura fa muro, promuoviamo il giudizio ordinario.
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Seguiamo l'incasso e la destinazione delle somme, che nei danni da parto coprono cure, riabilitazione e assistenza per l'intera vita del danneggiato.
Nessun anticipo di spese
Casi reali seguiti da Aiuto Malasanità
I due casi che seguono riguardano bambine con lesioni neurologiche permanenti collegate alla gestione del parto. In entrambi i procedimenti, la struttura aveva inizialmente ricondotto quanto accaduto a un evento imprevedibile. L'analisi medico-legale ha invece ricostruito la sequenza degli eventi partendo dalla documentazione clinica.
Il contesto era diverso, con una clinica privata in un caso e un ospedale pubblico nell'altro, così come sono stati differenti i tempi necessari per concludere il procedimento. Altri casi sono raccolti nella pagina dedicata ai casi studio seguiti dallo studio.
Napoli, travaglio prolungato e ritardo nell'espletamento del parto
Il travaglio della piccola Marianna, in una clinica privata di Napoli, viene gestito in modo errato e si prolunga nonostante i segnali di sofferenza fetale siano già chiari. Il personale ritarda l'espletamento del parto: ne deriva un grave danno ipossico-ischemico, con paraplegia e disabilità permanenti.
La clinica attribuisce le lesioni a una complicanza imprevedibile. Il team acquisisce e confronta i tracciati cardiotocografici dell'intero travaglio, le cartelle cliniche e i referti post-natali, con specialisti in ginecologia, neonatologia e neurologia pediatrica, e partecipa alle operazioni peritali disposte in Corte d'Appello. La Corte conferma la piena responsabilità della clinica e del personale sanitario per la gestione ritardata del parto.
«Marianna e i suoi genitori hanno finalmente visto riconosciute le responsabilità per la gestione errata del parto, ottenendo un risarcimento che restituisce dignità e giustizia.»
Torino, parto complesso e lesioni neurologiche permanenti
La piccola Daiana nasce in un ospedale pubblico di Torino al termine di un parto particolarmente complesso e riporta gravi lesioni neurologiche permanenti, con una forma di paraplegia. I genitori non ricevono risposte chiare dalla struttura, che qualifica il danno come imprevedibile.
Il lavoro parte dall'acquisizione della documentazione clinica completa del parto e dei ricoveri successivi, con specialisti in ginecologia, neurologia pediatrica e medicina legale e con il confronto tecnico con i CTU nominati dal tribunale. La perizia dimostra il mancato rispetto delle linee guida per la gestione del parto distocico. Riconosciuta la piena responsabilità dell'équipe, e nonostante i tentativi dell'azienda sanitaria di ritardare il pagamento, la famiglia ottiene l'intero importo.
«La piccola Daiana e i suoi genitori hanno finalmente visto riconosciute le responsabilità per la gestione errata del parto e ricevuto l'intero importo dovuto.»
Conclusione
Nei casi di paralisi cerebrale infantile potenzialmente collegata al parto, capire che cosa sia realmente successo richiede prima di tutto una ricostruzione accurata. Tracciato cardiotocografico, orari riportati in cartella ed emogasanalisi permettono di ricostruire passaggi che, a distanza di tempo, possono essere difficili da ricordare con precisione.
Per le famiglie che convivono già con un danno permanente, la valutazione tecnica serve anche a comprendere quali saranno le necessità assistenziali del bambino nel lungo periodo e a quantificare i costi legati a cure, riabilitazione e assistenza.
Per questo è utile raccogliere e verificare la documentazione il prima possibile. Nei primi mesi è generalmente più semplice recuperare eventuali integrazioni e, inoltre, le azioni dei genitori seguono termini propri, diversi da quelli del bambino.
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Domande frequenti sul risarcimento per paralisi cerebrale infantile
Dieci risposte alle domande che le famiglie ci pongono più spesso
Entro quanto tempo si può agire?
Dipende dal tipo di azione. I danni maturati in capo al bambino e fatti valere verso la struttura seguono il termine di 10 anni, mentre le azioni proprie dei familiari per il danno da perdita del rapporto parentale si prescrivono in 5 anni. Per i minori i termini restano sospesi fino ai 18 anni, quindi il danneggiato può agire in proprio fino ai 28 anni.
Quanto conta il tempo trascorso fra la decisione del cesareo e la nascita?
Molto, perché il danno ipossico si aggrava con il passare dei minuti. La linea guida del Sistema nazionale linee guida dell'Istituto Superiore di Sanità chiede di annotare in cartella il grado di urgenza del cesareo secondo la classificazione di Lucas modificata. Il confronto fra il codice assegnato e gli orari registrati mostra se l'intervallo era proporzionato.
La diagnosi è arrivata quando mio figlio aveva due anni: cambia qualcosa?
No, ed è una situazione frequente: la paralisi cerebrale infantile viene spesso formalizzata quando i ritardi dello sviluppo diventano evidenti. Quello che conta è la documentazione del parto, che resta acquisibile anche a distanza di anni. La diagnosi tardiva incide semmai sulla decorrenza dei termini, che va valutata caso per caso.
Cambia qualcosa fra ospedale pubblico e clinica privata?
No. La responsabilità della struttura vale allo stesso modo per ospedali pubblici, cliniche private e strutture convenzionate. Nelle cliniche private si aggiunge semmai una verifica ulteriore: se la struttura fosse attrezzata per gestire quel travaglio e, in caso contrario, quanto tempo sia passato prima del trasferimento.
Cosa succede se la cartella clinica arriva incompleta?
La struttura ha l'obbligo di tenere e conservare una cartella completa, leggibile e compilata contestualmente agli eventi. Quando mancano il tracciato cardiotocografico o il verbale di sala, la lacuna viene valutata a sfavore di chi doveva custodirli. Sollecitiamo formalmente le integrazioni e, se necessario, le chiediamo in sede giudiziale.
Come si dimostra che il danno dipende dall'errore e non da altro?
Si parte dalla documentazione clinica. Tracciato cardiotocografico, emogasanalisi del cordone, punteggio di Apgar, orari registrati e risonanza magnetica neonatale vengono confrontati fra loro e con le linee guida vigenti alla data del parto. In sede civile si applica il criterio del più probabile che non.
Quanto dura un procedimento di questo tipo?
I tempi cambiano molto in base al tribunale e alla complessità del caso. Nei due casi seguiti dallo studio per lesioni neurologiche da parto il percorso è durato 48 e 58 mesi, e in un caso è stato necessario arrivare alla Corte d'Appello. Si tratta delle durate effettive di quei due procedimenti.
Si va sempre in tribunale?
No, valutiamo la strategia migliore caso per caso. Quando ci sono i presupposti per un accordo congruo e rapido con l'assicurazione o tramite Accertamento Tecnico Preventivo (ATP), perseguiamo la via stragiudiziale; se la struttura fa muro o propone offerte al ribasso, promuoviamo il giudizio ordinario con i nostri consulenti di vertice per pretendere il risarcimento integrale. In ogni caso, l'intero rischio economico e processuale rimane al 100% a nostro carico.
Quanto costa affidarsi ad Aiuto Malasanità?
La prima valutazione è gratuita e senza impegno. Non chiediamo anticipi: le perizie medico-legali e le spese di giudizio restano a nostro carico fino al risultato, e il compenso è proporzionale al risarcimento ottenuto e liquidato. Per informazioni puoi chiamare il Numero Verde 800 100 222 dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 19:30.
Quali documenti servono per la prima valutazione?
Cartella clinica del ricovero per il parto, tracciati cardiotocografici, partogramma, emogasanalisi del cordone, verbale di sala operatoria, cartella del neonato, referti di ecografia cerebrale e risonanza, certificazioni successive e ricevute delle spese. Se hai solo una parte dei documenti, è comunque possibile iniziare la valutazione.


