Danni da ritardo parto cesareo: in che casi si può ottenere un risarcimento

Danni da ritardo parto cesareo

Danni da ritardo parto cesareoDi seguito vedremo quali posso essere i danni da ritardo parto cesareo e quando questi sono risarcibili in termini economici. Infatti, quando è necessario eseguire un parto cesareo ma questo avviene in ritardo, mamma e bambino possono subire dei danni di notevole gravità e, quindi, si può richiedere un risarcimento economico del danno. Vediamo in quali casi.

Danni da ritardo parto cesareo: quali sono e perché avvengono

Durante un parto naturale che non presenta condizioni rassicuranti, o in presenza di prodromi allarmanti, eseguire un cesareo programmato è indispensabile. Ma a volte il personale sanitario quasi si ostina a proseguire verso il parto vaginale, oppure avviene che il cesareo venga predisposto ma non eseguito perché la struttura ospedaliera non è equipaggiata, oppure avviene in ritardo.

Un cesareo avvenuto in ritardo può provocare gravi lesioni al bambino, come paralisi cerebrali, lesione del plesso branchiale, ritardi mentali, soprattutto se il bambino va in sofferenza fetale. Anche la mamma può subire gravi conseguenze: ad esempio una rottura dell’utero, lacerazioni, emorragie.

Inoltre, in presenza di campanelli d’allarme intercorsi nel periodo antecedente al travaglio, sarebbe preferibile procedere con un cesareo programmato, poiché un cesareo d’urgenza porta con sé anch’esso dei rischi.

Eppure i numeri relativi ai parti cesarei non sono rassicuranti: ben 1 parto su 159 è un cesareo d’urgenza. Ma in che casi il parto d’urgenza è indispensabile?

Complicazioni che rendono necessario un parto cesareo

Sofferenza fetale: è sicuramente il motivo principale per cui si eseguono i cesarei d’emergenza; la sofferenza fetale avviene quando la frequenza del battito cardiaco fetale diminuisce e rimane basso per un lasso di tempo. Una sofferenza fetale può dipendere dall’epidurale, da emorragie materne fuori controllo, da abbassamenti della pressione che riguardano la madre, da problemi alla placenta (come lesioni o distacchi). Può inoltre essere sintomo di mancanza di ossigeno nel bambino (encefalopatia ipossico ischemica)

Rottura dell’utero: in un parto su 1500 subentra questa complicanza, che si verifica soprattutto nei parti stimolati mediante l’ossitocina. Contrazioni troppo intense possono fare lacerare l’utero, e in questo caso è necessario un cesareo perché si può verificare la mancanza di ossigeno nel bambino.

Placenta previa: se la placenta è bassa e copre il collo dell’utero e il canale del parto, allora sarà necessario ordinare un cesareo programmato; infatti il parto vaginale non si deve neppure tentare, giacché si può incorrere in lesioni ed emorragie.

Prolasso del cordone ombelicale: quando, durante il parto vaginale, il cordone ombelicale esce prima del bambino, si può interrompere il flusso sanguigno del bambino per via del peso del feto e della pressione esercitata dalle contrazioni.

Infezioni materne: per evitare il contagio delle infezioni tra mamma e bambino, l’unica via possibile e il cesareo programmato.

Arresto del travaglio: può succedere che si interrompano o le contrazioni o la dilatazione del collo dell’utero, il che rende il parto naturale per via vaginale impossibile o comunque estremamente difficoltoso.

Parto cesareo d’emergenza: le tempistiche sono cruciali

Un ritardo nel procedere al taglio cesareo, in una situazione di emergenza, può rivelarsi pericoloso e causare danni irreversibili. Una risposta rapida e tempestiva da parte della struttura e del personale medico è quindi di importanza fondamentale: diciamo che i parti cesarei di emergenza vanno eseguiti entro un massimo di 30 minuti dalla decisione di operare, a meno che il bambino non sia in sofferenza fetale e non sia avvenuta una lacerazione o rottura dell’utero né un prolasso del cordone ombelicale; in questi casi infatti ogni 30 minuti sono troppi, e ogni istante è prezioso.

Il cesareo programmato: non eseguirlo può causare danni gravissimi al bambino

È il caso di una nostra assistita e del suo bambino che, per via di un parto cesareo programmato, necessario ma non eseguito, oggi riversa in una condizione di grave disabilità (diplegia spastica o morbo di Little), irreversibile.

Sulla perizia medica alla paziente si evince quanto sotto citato:

“La paziente in questione, attraverso l’esame cardiotocografico, evidenziava significativi elementi di allarme, evidentemente sottostimati dai sanitari curanti. La cardiotocografia costituisce un’indagine fondamentale e di primo impatto per lo studio del benessere fetale, nella sua accezione più ampia di unità feto-materno-placentare, e quindi per la prevenzione della mortalità/morbilità fetale durante il travaglio.

La lettura e l’analisi dei tracciati cardiotocografici costituiscono l’atto medico per eccellenza durante il travaglio, ai quali deve seguire una valutazione immediata dei risultati onde poter trarre le opportune conclusioni sullo stato del benessere fetale in atto e decidere, di conseguenza, i provvedimenti più opportuni da adottare nel minor tempo possibile.

La situazione ostetrica della paziente, ad elevato rischio, appariva pertanto meritevole di un espletamento del parto mediante taglio cesareo programmato. Inoltre l’ipotesi di un parto da espletare con taglio cesareo prendeva sempre più consistenza e tuttavia, ciononostante, i sanitari indugiavano su tale scelta.

I sanitari avrebbero dovuto attendere il travaglio spontaneo solo nel caso in cui i monitoraggi del benessere fetale non documentassero alcuna sofferenza ed in assenza di processi infiammatori in corso. Il processo infiammatorio e poi, come è risultato dai tamponi colturali, anche il processo infettivo intrauterino, si è esteso manifestandosi anche in alterazioni “patologiche” del battito cardiaco, evidenziando un quadro fetale già scompensato prima dell’inizio del travaglio e confermato dall’andamento sia del travaglio che dei monitoraggi a più riprese francamente patologici.”

I sanitari, con tutti gli elementi raccolti durante i primi tre giorni di ricovero, avrebbero dovuto pianificare un taglio cesareo elettivo non differibile, per evitare di incorrere pure nelle complicanze di un intervento fatto in urgenza o in emergenza.

Conclusioni

Se tuo figlio ha subito lesioni permanenti o disabilità, a causa di ritardo nel parto cesareo, puoi richiedere ed ottenere un risarcimento.

Potresti pensare di contattare degli avvocati specializzati in risarcimenti da danni medici e malasanità ginecologica.

Leggi anche: Avvocato malasanità: come scegliere quello giusto (risarcimento danni)

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