Distacco di placenta non trattato e risarcimento danni

Distacco di placenta

Il distacco di placenta, se non opportunamente trattato, può dare luogo a danni irreversibili, e condurre addirittura alla morte sia il bambino che la madre. Ma quali sono questi danni? Come è possibile evitarli? Come ci si dovrebbe approcciare a questo problema?

La placenta è quell’organo transitorio che produce l’utero materno in gravidanza, che trasmette nutrimento e ossigeno al bambino. Infatti il sangue materno, contenente nutrienti e ossigeno, si riversa sui capillari della placenta, e poi vengono trasferiti al feto attraverso il cordone ombelicale.

La placenta si inizia a formare sin dalle primissime settimane di gravidanza e rimane ben attaccata alle pareti dell’utero fino al parto. Solo dopo la nascita del bambino la placenta si stacca naturalmente dalle pareti uterine e viene espulsa, o almeno così accade in una gravidanza fisiologica.

Non è però così raro che la placenta si stacchi prematuramente, in un solo punto o completamente: si tratta del distacco prematuro di placenta, che si può verificare in qualsiasi momento della gravidanza, e addirittura durante il parto, in quanto le contrazioni possono causarne la lacerazione.

I distacchi di placenta importanti hanno un’incidenza dell’1% nelle gravidanze, e le forme più gravi, ovvero quelle che possono portare alla morte del feto, sono molto più rare e interessano un parto ogni 800-1600.

In questi casi più gravi e rari è indispensabile che il parto avvenga immediatamente attraverso taglio cesareo d’urgenza, così come se durante il parto, attraverso il monitoraggio, ci si accorge che il bambino va in sofferenza fetale. Questa impellenza dipende dal fatto che in presenza di un distacco di placenta si riduce o si arresta del tutto il rifornimento di ossigeno al bambino

Il personale sanitario può rendersi conto della sofferenza fetale attraverso il monitoraggio tococardiografico (che rivela contrazioni della madre e battito cardiaco del bambino): durante la contrazione materna il battito fetale cala leggermente, per poi ritornare stabile subito dopo la contrazione. Se questa ripresa non avviene e si verificano delle discrepanze, allora si è in presenza di sofferenza fetale.

Per evitare lesioni permanenti al cervello, dovute a encefalopatia ipossico ischemica, il parto deve avvenire entro i 18 minuti dal distacco della placenta.

Distacco di placenta: cause

Le complicazioni aumentano quanto più è importante il distacco: possono verificarsi emorragie, e quindi problemi sia per la madre che per il bambino. Ma quali sono le cause del distacco di placenta? Ci sono dei fattori di rischio che devono mantenere il personale medico in allerta:

  • Ipertensione materna (preeclampsia). Questa è una delle cause più comuni di distacco della placenta e si verifica nel 44% dei casi.
  • Improvvisa decompressione dell’utero dovuta a eventi come la nascita del primo bambino in gravidanze multiple o la rottura prematura delle membrane (rottura delle acque).
  • Gravidanza gemellare, che porta a una distensione eccessiva dell’utero. Per la stessa ragione, anche la presenza di quantità molto elevate di liquido amniotico è un fattore di rischio.
  • Trauma da contrazioni durante il travaglio.
  • Bambino maschio.

  • Foratura accidentale della placenta (per esempio durante un amniocentesi).
  • Vasi sanguigni uterini anormali.
  • Corioamnionite(infezione delle membrane della placenta) e altre infezioni uterine.
  • Precedente distacco della placenta.
  • Aumento dell’alfa feto proteina nella madre durante il secondo trimestre.

  • Madre al di sopra dei 35 anni o al di sotto dei 20.

  • Altre cause meno comuni, come la presenza di fibromi nell’utero, lesioni all’utero e abuso di droghe (soprattutto cocaina), alcol e fumo.

Distacco di placenta: sintomi

I sintomi più frequenti del distacco di placenta sono:

  • Perdite di sangue, più o meno abbondanti.
  • Contrazioni intense e persistenti.
  • Dolori addominali.
  • Utero indurito.
  • Riduzione dei movimenti fetali.

Di un distacco di placenta generalmente ci si accorge soprattutto dallo studio da parte del medico dell’anamnesi della mamma e dall’analisi clinica e, in alcuni casi, dall’ecografia. Attraverso l’esame ecografico il ginecologo si accorge di un distacco qualora questo sia importante (almeno di 5 mm), altrimenti si può andare per ipotesi attraverso l’analisi clinica e anamnestica.

Distacco di placenta e conseguenze sul bambino e sulla mamma

In genere, se il distacco e di piccola entità, non c’è alcuna conseguenza, ma la mamma dev’essere sottoposta a terapia progestinica e deve osservare il riposo finché il distacco non si riassorbe, per evitare che questo si espanda.

Se invece il distacco è importante al bambino vengono meno le sostanze nutritive e l’ossigeno, questo può causare un rallentamento di crescita, anche importante, e addirittura la morte uterina.

Per la mamma le complicazioni arrivano nel caso in cui si verifichi un’importante perdita di sangue, che potrebbe rendere opportuna una trasfusione. Se il sanguinamento non si arresta dopo il parto potrebbe essere necessaria addirittura l’asportazione dell’utero (isterectomia). In altri casi rari la mamma può andare incontro a insufficienza renale o problemi ad altri organi vitali.

Come intervenire sul distacco di placenta

Nei casi di lieve entità generalmente non si interviene se non con una terapia progestinica e la prescrizione di riposo, nonché controlli ecografici più frequenti finché non ci si accerta che il problema è rientrato. Alcuni medici decidono per il ricovero in modo da avere la situazione sotto controllo. Se la gravidanza è in stato avanzato il medico può prescrivere una terapia di profilassi per la maturazione polmonare (con farmaci corticosteroidi).

Se però la situazione è più grave e il distacco è importante, si dovrà necessariamente procedere con un parto cesareo d’emergenza.

Distacco di placenta e risarcimento danni

Se il medico non procede secondo queste modalità e il bambino subisce lesioni al cervello o altre complicazioni gravi, allora si potrebbe essere di fronte a un caso di malasanità per il quale si può richiedere un risarcimento danni.

Se credi che tuo figlio o quello di un familiare abbia subito dei danni a causa di una gestione non appropriata del distacco della placenta, dovresti rivolgerti ad un avvocato specializzato in malasanità.

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Leggi anche Avvocato malasanità: come scegliere quello giusto

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