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Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA) e Risarcimento Danni

Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA)

Le infezioni ospedaliere, note anche come Infezioni Correlate all’Assistenza sanitaria (ICA), sono infezioni che i pazienti contraggono durante il ricovero in ospedale o in altri contesti sanitari. Ogni anno, circa 4,3 milioni di pazienti ricoverati negli ospedali dell’Unione Europea sviluppano almeno un’infezione associata all’assistenza sanitaria. Questi preoccupanti numeri sono stati pubblicati il 6 maggio 2024 nel Rapporto del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) “Point prevalence survey of healthcare-associated infections and antimicrobial use in European acute care hospitals 2022–2023”.

Il documento rivela che, tra le 22.806 ICA segnalate, le infezioni più comuni sono state quelle del tratto respiratorio (29,3%), del tratto urinario (19,2%), del sito chirurgico (16,1%), del flusso sanguigno (11,9%) e gastrointestinali (9,5%). I microrganismi isolati con maggiore frequenza includono Escherichia coli (12,7%), Klebsiella spp. (11,7%), Enterococcus spp. (10,0%), SARS-CoV-2 (9,5%), Staphylococcus aureus (9,0%), Clostridium difficile (8,0%), Pseudomonas aeruginosa (7,9%), stafilococchi coagulasi-negativi (5,8%), Candida spp. (4,7%), Proteus spp. (3,2%), Acinetobacter spp. (3,2%) ed Enterobacter spp. (3.0%). Per ulteriori dettagli, leggi qui.

Argomenti Trattati

  1. Perché si Parla di “Infezioni Correlate all’Assistenza” ICA?
  2. L’impatto delle Infezioni Correlate all’Assistenza ICA
  3. Trasmissione e Fattori di Rischio delle Infezioni Correlate all’Assistenza ICA
  4. Prevenzione e Controllo delle ICA
  5. Risarcimento Danni per Infezioni Correlate all’Assistenza ICA
  6. Conclusioni

1.Perché si Parla di “Infezioni Correlate all’Assistenza” ICA?

In passato, il termine “infezioni ospedaliere” o “nosocomiali” era comunemente utilizzato per descrivere le infezioni che i pazienti contraevano durante la degenza in ospedale. Questa terminologia rifletteva una realtà sanitaria in cui le cure mediche più complesse e intensive avvenivano prevalentemente negli ospedali. Il termine “nosocomiale” ha radici greche, deriva da “nosokomeion” che significa “ospedale”. Pertanto, questo termine si riferiva esclusivamente alle infezioni acquisite all’interno dell’ambiente ospedaliero, includendo le sale operatorie, i reparti di degenza e altri settori ospedalieri.

Con il passare del tempo, il panorama dell’assistenza sanitaria è notevolmente cambiato. L’evoluzione delle strutture sanitarie ha portato ad un ampliamento delle cure fornite al di fuori degli ospedali tradizionali. Oggi, l’assistenza sanitaria non è più confinata agli ospedali ma si estende ad una varietà di contesti, come day-hospital, strutture di lungodegenza, ambulatori, assistenza domiciliare e strutture residenziali territoriali. Questa decentralizzazione delle cure ha reso evidente la necessità di un termine più inclusivo e rappresentativo della realtà attuale.

È in questo contesto che è emerso il termine “Infezioni correlate all’assistenza” (ICA). Le ICA comprendono tutte le infezioni acquisite in qualsiasi ambiente dove viene fornita assistenza sanitaria, non limitandosi quindi solo agli ospedali. Le infezioni possono verificarsi ovunque sia presente una interazione tra paziente e operatore sanitario, che sia in un ambulatorio, durante l’assistenza domiciliare o in una struttura residenziale.

L’adozione del termine ICA sottolinea l’importanza di considerare tutti gli ambienti di cura nel monitoraggio e nella prevenzione delle infezioni. Ad esempio, i pazienti che ricevono trattamenti complessi a casa o in ambulatorio sono esposti a rischi di infezione simili a quelli ospedalieri, specialmente quando si utilizzano dispositivi medici invasivi. 

In sintesi, il passaggio da “infezioni ospedaliere” a “infezioni correlate all’assistenza” rappresenta un adeguamento alla realtà contemporanea dell’assistenza sanitaria. 

2.L’impatto delle Infezioni Correlate all’Assistenza ICA

Le ICA possono colpire i pazienti in qualsiasi ambiente in cui ricevono cure e possono manifestarsi anche dopo la dimissione. Inoltre, queste infezioni possono colpire anche il personale sanitario. Le ICA rappresentano l’evento avverso più comune durante l’erogazione delle cure e nessun Paese o istituzione è ancora riuscito a eliminare completamente il problema. Quotidianamente, le ICA provocano ricoveri ospedalieri prolungati, disabilità a lungo termine, aumenti della resistenza agli antibiotici, comportano costi elevati per il sistema sanitario e per le famiglie dei pazienti, oltre a causare richieste di risarcimento danni e provocare numerosi decessi del tutto evitabili.

Secondo il Report globale sulla prevenzione e controllo delle infezioni pubblicato dall’OMS a maggio 2022, si stima che il 7% dei pazienti nei Paesi ad alto reddito e il 15% in quelli a basso reddito contrarranno una ICA durante il ricovero ospedaliero, con un’incidenza particolarmente elevata nei reparti di terapia intensiva. Una parte significativa del rapporto è dedicata all’importanza dei programmi di igiene delle mani nelle strutture sanitarie. Nonostante sia scientificamente provato che una corretta igiene delle mani è fondamentale per prevenire le infezioni e salvare vite, le ultime evidenze indicano che l’adesione a queste raccomandazioni è ancora insufficiente in tutto il mondo. Per maggiori dettagli, leggi il documento completo dell’OMS.

3.Trasmissione e Fattori di Rischio delle Infezioni Correlate all’Assistenza ICA

Le infezioni correlate all’assistenza (ICA) possono essere sia esogene, cioè trasmesse dall’esterno, sia endogene, originate dai batteri presenti all’interno del corpo. Le ICA possono diffondersi da persona a persona, tramite operatori sanitari, o attraverso l’ambiente circostante.

3.1 Cause delle ICA

Le cause delle ICA sono diverse e includono:

  • Nuove tecnologie sanitarie: L’uso prolungato di dispositivi medici invasivi e interventi chirurgici complessi, migliorano le possibilità terapeutiche e gli esiti delle malattie, ma possono favorire l’ingresso di microrganismi in aree corporee normalmente sterili.
  • Immunosoppressione: L’indebolimento del sistema immunitario o la presenza di gravi patologie concomitanti aumentano il rischio di infezioni.
  • Scarsa igiene ambientale: La mancata applicazione di misure di igiene e di prevenzione e controllo delle infezioni in ambito sanitario.
  • Resistenza agli antibiotici: L’uso improprio o eccessivo di antibiotici ha portato all’emergere di ceppi batterici resistenti, complicando ulteriormente il trattamento delle ICA.

3.2 Frequenza delle ICA

Le ICA, purtroppo, sono un problema comune. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, in media, circa 1 paziente su 10 è affetto da ICA; tuttavia, la frequenza può essere molto più elevata nei paesi a basso/medio reddito e nei pazienti ad alto rischio come quelli ricoverati in terapia intensiva.

Secondo una ricerca del 2023 pubblicata su PubMed da Balasubramanian et al., ogni anno in tutto il mondo si verificano 136 milioni di casi di infezioni associate all’assistenza sanitaria che mostrano resistenza agli antibiotici.

Nella sola Europa, circa 9 milioni di ICA si verificano ogni anno nelle strutture di assistenza per acuti e a lungo termine; questo comporta 25 milioni di giorni di degenza in più e un costo di 13-24 miliardi di euro.

Un’indagine nazionale di prevalenza, seguendo il protocollo dell’ECDC, ha riscontrato che 6,3 pazienti su 100 in ospedale contraggono un’infezione durante la degenza. Si stima che oltre il 50% delle ICA possa essere prevenuto.

Le infezioni più comuni riguardano il tratto urinario, l’apparato respiratorio, le ferite chirurgiche e le infezioni sistemiche come sepsi e batteriemie. Le infezioni urinarie rappresentano il 35-40% di tutte le infezioni ospedaliere.

3.3 Microrganismi Coinvolti

Nel corso del tempo, i microrganismi responsabili delle ICA sono cambiati. Fino agli anni ’80, le infezioni erano principalmente causate da batteri gram-negativi come E. coli e Klebsiella pneumoniae. Successivamente, l’uso di antibiotici e dispositivi sanitari in plastica ha portato a un aumento delle infezioni da gram-positivi (Enterococchi, Staphylococcus epidermidis) e da funghi come Candida. Recentemente, batteri gram-negativi come enterobatteri produttori di carbapenemasi (CPE) e Acinetobacter spp. sono diventati prevalenti nelle strutture sanitarie.

3.4 Fattori di Rischio e Trasmissione delle ICA

Le persone maggiormente a rischio di contrarre una ICA sono i pazienti assistiti, ma anche il personale sanitario e i visitatori possono essere esposti. Le ICA si trasmettono principalmente attraverso:

  • Contatto diretto: Da persona a persona, specialmente tramite le mani.
  • Via aerea: Attraverso goccioline emesse durante la conversazione, starnuti o tosse.
  • Contatto indiretto: Mediante oggetti contaminati come strumenti diagnostici o assistenziali.

Prevenire e controllare le ICA è essenziale per proteggere la salute dei pazienti e migliorare la sicurezza nelle strutture sanitarie.

Per approfondire l’argomento leggi anche: Infezioni ospedaliere da streptococco e risarcimento danni

4.Prevenzione e Controllo delle ICA

La prevenzione e il controllo delle infezioni correlate all’assistenza (ICA) in tutte le strutture sanitarie sono interventi essenziali per ridurre l’impatto di queste infezioni e limitare la diffusione dei microrganismi antibiotico-resistenti. Per contrastare efficacemente le ICA, è essenziale definire e applicare buone pratiche di assistenza, integrate in un programma adattato a ogni contesto sanitario. Tra le misure chiave rientrano:

  • Lavaggio corretto delle mani: Il lavaggio delle mani con acqua e sapone o con soluzioni a base di alcol è una delle pratiche più efficaci per prevenire la trasmissione di infezioni. Deve essere eseguito in modo rigoroso da tutto il personale sanitario prima e dopo il contatto con i pazienti.
  • Riduzione delle procedure diagnostiche e terapeutiche non necessarie: Evitare interventi non indispensabili riduce il rischio di esposizione a infezioni. È importante valutare attentamente la necessità di ogni procedura.
  • Uso appropriato di antibiotici e disinfettanti: L’uso prudente degli antibiotici è fondamentale per prevenire l’antibiotico-resistenza. Devono essere somministrati solo quando necessario e secondo le linee guida. I disinfettanti devono essere utilizzati correttamente per garantire la sterilizzazione delle superfici e degli strumenti.
  • Sterilizzazione degli strumenti: Tutti i dispositivi medici riutilizzabili devono essere adeguatamente sterilizzati per prevenire la trasmissione di infezioni.
  • Rispetto delle norme di asepsi nelle procedure invasive: Durante le procedure invasive, come inserimento di cateteri o interventi chirurgici, è essenziale mantenere la sterilità per evitare infezioni.
  • Controllo del rischio di infezioni ambientali: La pulizia regolare e la disinfezione delle superfici, nonché il controllo della qualità dell’aria e dell’acqua, sono di vitale importanza per prevenire infezioni ambientali.
  • Protezione dei pazienti con profilassi antibiotica e vaccinazioni adeguate: La somministrazione di antibiotici preventivi in situazioni ad alto rischio e la vaccinazione contro malattie specifiche aiutano a proteggere i pazienti dalle infezioni.
  • Vaccinazione degli operatori sanitari: Gli operatori sanitari devono essere vaccinati contro le malattie infettive comuni per prevenire la trasmissione ai pazienti vulnerabili.
  • Attività di sorveglianza delle infezioni: Monitorare costantemente l’incidenza delle infezioni consente di identificare tempestivamente focolai e adottare misure correttive.
  • Identificazione e controllo tempestivo delle epidemie: La pronta identificazione e l’isolamento dei casi sospetti sono fondamentali per contenere le epidemie e prevenire la loro diffusione.
  • Isolamento dei pazienti infetti: I pazienti con infezioni contagiose devono essere isolati dagli altri pazienti per prevenire la trasmissione delle infezioni.
  • Rafforzamento delle misure per evitare la trasmissione tra i pazienti: L’implementazione rigorosa di protocolli di isolamento, igiene e disinfezione è essenziale per evitare la diffusione delle infezioni tra i pazienti.

Queste misure, se applicate correttamente, possono ridurre significativamente l’incidenza delle ICA e contribuire a creare un ambiente sanitario più sicuro.

Le strategie raccomandate per la prevenzione ed il controllo delle infezioni correlate all’assistenza (ICA) e l’antibiotico-resistenza includono:

  • Sorveglianza epidemiologica mirata: Questa pratica non solo quantifica il carico delle malattie infettive, ma identifica anche i determinanti e i rischi di infezione, valutando l’efficacia degli interventi preventivi.
  • Interventi di prevenzione efficaci: Implementare misure preventive basate sulla loro comprovata efficacia e offrire tali interventi in modo tempestivo e uniforme alla popolazione.
  • Stabilizzazione delle sorveglianze esistenti: Garantire che i sistemi di sorveglianza come SNICh, SITIN, SPIN-UTI e gli studi di prevalenza nazionale forniscano dati omogenei, rappresentativi e tempestivi.
  • Individuazione di un referente regionale: Nominare un responsabile per la sorveglianza delle ICA a livello regionale per migliorare il coordinamento e l’efficacia delle misure di controllo.
  • Implementazione del sistema nazionale di sorveglianza: Rafforzare il sistema nazionale per la sorveglianza delle ICA, migliorando la raccolta e l’analisi dei dati.
  • Sistema di segnalazione rapida: Creare un sistema per la segnalazione immediata di organismi di allerta e cluster epidemici per un intervento tempestivo.
  • Trasmissione annuale dei dati all’ECDC: Inviare regolarmente i dati all’ECDC e preparare un rapporto epidemiologico nazionale annuale che identifichi le necessarie azioni di miglioramento.
  • Protocolli operativi per emergenze infettive: Sviluppare protocolli operativi per affrontare le emergenze infettive, comprese misure preventive e interventi di preparazione.
  • Comunicazione e formazione: Informare la popolazione e formare gli operatori sanitari per mantenere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni sanitarie.
  • Coordinamento e integrazione funzionale: Assicurare il coordinamento tra i vari livelli istituzionali e le competenze territoriali nell’attuazione degli interventi di prevenzione, nella raccolta e nel ritorno periodico delle informazioni, e nel monitoraggio sistematico della qualità e dell’impatto delle azioni intraprese.

5.Risarcimento Danni per Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA)

Le infezioni correlate all’assistenza (ICA) possono avere gravi conseguenze per i pazienti, non solo in termini di salute, ma anche di costi e impatto psicologico. Quando una ICA è causata da negligenza o mancato rispetto delle norme igieniche e di prevenzione, il paziente ha diritto a richiedere un risarcimento danni. Questo risarcimento può coprire diverse voci, tra cui le spese mediche sostenute per curare l’infezione, eventuali costi aggiuntivi per trattamenti o prolungamenti della degenza, e il danno morale per il dolore e la sofferenza patiti. Per ottenere il risarcimento, è fondamentale dimostrare che l’infezione è stata causata da un comportamento negligente da parte della struttura sanitaria o del personale medico. 

Questo processo può essere complesso e richiede una serie di passaggi specifici:

  1. Raccolta della documentazione medica: È essenziale raccogliere tutte le cartelle cliniche, i referti medici e qualsiasi altra documentazione relativa al trattamento ricevuto. Questa documentazione serve a ricostruire il percorso clinico ed individuare eventuali errori o negligenze.
  2. Testimonianze: Le testimonianze di altri pazienti, familiari o personale sanitario possono essere utili per corroborare la propria versione dei fatti. Queste testimonianze possono fornire ulteriori dettagli su come si è verificata l’infezione e sulle condizioni igieniche della struttura.
  3. Perizie tecniche: In molti casi, è necessario ricorrere a esperti medici che possano esaminare la documentazione e fornire una valutazione professionale. Questi periti possono identificare le cause dell’infezione e stabilire se ci sono stati errori o omissioni da parte della struttura sanitaria.
  4. Dimostrazione del nesso causale: È fondamentale dimostrare il nesso causale tra l’azione o l’omissione della struttura sanitaria e l’infezione contratta. Questo significa provare che, se le procedure corrette fossero state seguite, l’infezione non si sarebbe verificata.
  5. Consulenza legale: Rivolgersi ad un avvocato specializzato in malasanità è spesso indispensabile per valutare la propria situazione, raccogliere le prove necessarie e presentare un reclamo formale. Un legale esperto può guidare il paziente attraverso le varie fasi del processo legale, dalla negoziazione con la struttura sanitaria alla presentazione di una causa in tribunale, se necessario.
  6. Valutazione del danno: La valutazione del danno subito comprende non solo le spese mediche e i costi aggiuntivi, ma anche il danno morale e l’eventuale perdita di reddito. È importante quantificare tutti questi aspetti per ottenere un risarcimento adeguato.

6.Conclusioni

Perché Rivolgersi a Noi di Aiuto Malasanità?

Affrontare le conseguenze di un’infezione correlata all’assistenza (ICA) può essere un percorso complesso e stressante. Rivolgersi ad un avvocato specializzato in malasanità è fondamentale per valutare il proprio caso e intraprendere le azioni legali necessarie per ottenere giustizia ed un risarcimento danni adeguato. Ecco perché scegliere Aiuto Malasanità:

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