Manovra di Kristeller e Malasanità

Manovra di Kristeller e Malasanità

La manovra di Kristeller è una tecnica ostetrica che prevede l’applicazione di una pressione manuale e decisa sulla parte superiore dell’utero della partoriente, con lo scopo di spingere il feto verso il basso nel canale del parto. Come ginecologo esperto, voglio chiarire che questa pratica è molto controversa e può comportare conseguenze gravi sia per la mamma che per il neonato, inclusi danni cerebrali al bambino e, in casi estremi, può portare anche alla morte della madre ad esempio per emorragia postpartum.

Durante il travaglio, specie in momenti di tensione o di difficoltà, si potrebbe essere tentati di ricorrere alla manovra di Kristeller per accelerare il parto e, potenzialmente, evitare un taglio cesareo d’urgenza. Tuttavia, questa è un’idea errata e infondata, non supportata da alcuna letteratura scientifica rilevante. Al contrario, studi internazionali hanno evidenziato i rischi connessi a questa pratica, tra cui lacerazioni perineali nella madre e traumi nel neonato.

Per darti un esempio concreto, ricordo un caso clinico in cui la manovra di Kristeller è stata applicata durante il parto di una donna, portando a complicazioni significative: la madre ha subito una lacerazione perineale di terzo grado, mentre il neonato ha sofferto di distress respiratorio, entrambi direttamente correlati alla pressione eccessiva esercitata sull’utero. Questo caso dimostra chiaramente perché la manovra di Kristeller è fortemente sconsigliata nella pratica ostetrica moderna.

In Italia, purtroppo, la manovra di Kristeller viene ancora praticata, anche se sempre meno di frequente. È importante notare che spesso questa manovra non viene adeguatamente documentata nelle cartelle cliniche, il che rende difficile una corretta valutazione del loro impiego e delle conseguenze. Questo rafforza l’importanza di una comunicazione aperta e onesta tra medici e pazienti, assicurando che tutte le pratiche adottate durante il parto siano basate su evidenze scientifiche e siano praticate nel migliore interesse sia della madre che del bambino.

Argomenti trattati:

  1. Manovra di Kristeller: Cos’è 
  2. Manovra di Kristeller: Posizione dell’Italia
  3. Manovra di Kristeller e Malasanità
  4. Manovra di Kristeller: Funziona Veramente?
  5. Manovra di Kristeller: Quando non va praticata
  6. Alternative alla Manovra di Kristeller
  7. Manovra di Kristeller e Complicazioni
  8. FAQ sulla Manovra di Kristeller
  9. Conclusioni

1.Manovra di Kristeller: Cos’è

La manovra di Kristeller fu descritta per la prima volta nel 1867 da un medico tedesco, il dott. Samuel Kristeller. Col passare del tempo, la manovra da lui concepita come “misurata e controllata” è stata distorta e mal applicata, divenendo una pratica ostetrica controversa, ma a tutt’oggi ancora praticata in diversi Paesi. La manovra implica l’applicazione di una pressione manuale sulla parte superiore dell’utero per accelerare il parto vaginale e tentare di evitare il ricorso al taglio cesareo d’urgenza. Spesso tale manovra viene ripetuta più di una volta, in maniera non controllata, né misurata ed è causa di errori umani che producono eventi avversi e sentinella.

Il principio dietro la manovra di Kristeller sembra semplice: esercitare pressione sulla parte alta dell’utero della donna durante la seconda fase del travaglio, per facilitare la progressione del feto nel canale del parto. Questa pressione può essere esercitata usando le mani, i gomiti o perfino lenzuola per mantenere costante la spinta sull’addome materno. In molti casi è associata all’utilizzo della ventosa ostetrica.

Tuttavia, la pratica si basa su una convinzione errata: che una pressione sull’utero possa effettivamente accelerare il parto, aiutando così la donna a “sopportare” meglio le fasi finali del travaglio. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la “fundal pressure” rientra tra le modalità assistenziali per le quali non esistono sufficienti prove di efficacia per essere raccomandata e quindi dovrebbe essere impiegata con cautela fintantoché la ricerca non abbia chiarito l’argomento.

L’OMS al n.40 delle Raccomandazioni sulle cure intrapartum pubblicate nel 2018, infatti, sconsiglia chiaramente l’uso della manovra di Kristeller in sala parto, definita come un intervento inappropriato per i potenziali rischi che comporta per mamma e bambino: “Le manovre di compressione addominale sul fondo uterino per facilitare il parto nella seconda fase del travaglio NON SONO RACCOMANDATE”.

Secondo il Presidente della Commissione Rischi ed Etica Sanitaria di Incer Institute, Pierfrancesco Belli, più volte audito come esperto in Commissione Sanità del Senato: “non esiste letteratura scientifica che possa avvalorare l’uso della manovra in qualsiasi tempistica e modalità essa venga praticata. Al contrario esiste innumerevole bibliografia internazionale che ne sottolinea i rischi anche mortali per madre, feto e neonato” ed aggiunge: “Il SSN non dovrebbe avere esperti nell’esecuzione di pratiche che possono condurre anche alla morte di madri e neonati. Il vuoto scientifico e clinico che permane non fa altro che aumentare il ricorso al contenzioso medico legale. La manovra di Kristeller è un fattore di rischio anche mortale e quindi come tale non deve essere mai usato”.

Per sottolineare ulteriormente i pericoli associati a questa pratica, ricordo un caso in cui la manovra di Kristeller ha provocato una rottura uterina, una complicazione rara ma estremamente grave. Questa situazione ha richiesto un intervento chirurgico d’urgenza per salvare sia la madre che il neonato.

2. La manovra di Kristeller in Italia

In Italia, il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità adottano una posizione cauta riguardo la manovra di Kristeller, sconsigliandone l’uso e limitandola a specifici protocolli di studio. Nelle Raccomandazioni della SIGO per il parto operativo vaginale pubblicate nel 2021 si legge: “non si dovrebbero effettuare manovre di Kristeller se non eccezionalmente a testa incoronata per facilitare la deflessione della testa ed accorciare i tempi del periodo espulsivo”. 

La manovra di Kristeller, sebbene sia sconsigliata, è ancora praticata in caso di sofferenza fetale in avanzato periodo espulsivo e in associazione all’estrazione con forcipe o ventosa. Allo stesso tempo, per abbassare il numero di tagli cesarei al 15% seguendo le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il Sistema Sanitario Nazionale “chiude un occhio” sull’uso della manovra di Kristeller come tecnica alternativa senza aumentare i costi legati al taglio cesareo e mantenendo un equilibrio tra la sicurezza del parto e l’efficienza. Tuttavia, questa diminuzione dei tagli cesarei d’urgenza non sembra portare a un miglioramento degli standard di sicurezza nei parti naturali e, inoltre, l’impiego della manovra di Kristeller in situazioni di parti complicati è spesso associato a danni cerebrali nei neonati, causati da un parto cesareo che non è stato eseguito o è stato ritardato. Questo sottolinea l’importanza di adottare pratiche basate su solide evidenze scientifiche e il rispetto dei protocolli clinici sicuri.

È interessante notare che, nonostante la sua rilevanza, la documentazione della manovra di Kristeller nelle cartelle cliniche italiane è scarsa. Spesso è stata definita come una manovra che non lascia traccia. In effetti, risulta molto difficoltoso fare un’analisi statistica del reale tasso di esecuzione della manovra dato che un errore nella trascrizione del codice non consente di indicare la manovra di Kristeller nella scheda di dimissioni (SDO) e di conseguenza non risulta come motivo dei “ricoveri secondari” in Terapia Intensiva Neonatale, per il neonato, e in Rianimazione per la madre. “Di conseguenza” – conclude Belli nella sua intervista – “non dobbiamo stupirci se le sentenze della Corte di Cassazione relative a ritardi o omissioni nel fare il taglio cesareo si ripetono, e la manovra di Kristeller è spesso citata come causa di questi problemi”.

3. Manovra di Kristeller e Malasanità

La manovra di Kristeller, se eseguita in modo inappropriato, può rappresentare un caso di Malasanità, specialmente quando conduce a danni gravi o permanenti sia nel neonato che nella madre. Un utilizzo scorretto di questa tecnica, come la sua applicazione in situazioni controindicate o senza la necessaria perizia, può causare lesioni quali lacerazioni uterine, emorragie, traumi al neonato, e altre gravi complicazioni. In tali circostanze, l’errore medico può essere oggetto di richiesta di risarcimento da parte dei pazienti danneggiati.

Le vittime di Malasanità dovrebbero seguire alcuni passaggi essenziali. Innanzitutto, è importante raccogliere tutta la documentazione medica relativa al parto e alle condizioni di salute post-parto sia della madre che del neonato. Questo include registrazioni ospedaliere, referti, diagnosi, e qualsiasi documentazione delle terapie e degli interventi subiti. Successivamente, è consigliabile consultare un avvocato specializzato in diritto sanitario, che possa valutare la fattibilità di un’azione legale per malasanità. L’avvocato può assistere nel percorso legale, dalla presentazione della denuncia fino all’eventuale processo. Il mio consiglio è quello di sottoporsi a una perizia medico-legale indipendente, al fine di ottenere una valutazione oggettiva del danno subito e della sua correlazione con l’errore medico. Il percorso legale può concludersi con un accordo extragiudiziale o con un processo che stabilisca le responsabilità e il conseguente risarcimento dei danni. Puoi affidarti ad uno studio legale specializzato che collabora con medici legali e che anticipa le spese in modo da non doverti preoccupare anche di spendere denaro dopo aver subito un trauma come può essere l’utilizzo inappropriato della Manovra di Kristeller. Solo personale sanitario qualificato e con esperienza specifica in ostetricia dovrebbe considerare l’utilizzo di questa manovra, e solo dopo aver valutato attentamente tutti i rischi e benefici.

4. Manovra di Kristeller: Funziona Veramente?

La manovra di Kristeller,  che consiste nell’applicazione di spinte sul fondo dell’utero per accelerare la seconda fase del travaglio, è stata oggetto di numerosi studi clinici e ricerche scientifiche, ma non abbiamo a tutt’oggi prove concrete che questa pratica acceleri effettivamente il parto.

Numerosi studi hanno cercato di verificare se le spinte sul fondo dell’utero portassero effettivamente a una riduzione del tempo necessario per il parto, ma nessuna di queste ricerche è stata in grado di dimostrare un vantaggio chiaro e definito nell’utilizzo della manovra di Kristeller. In alcuni casi, non sono state riscontrate differenze significative nella durata della seconda fase del travaglio tra i parti dove è stata applicata la manovra e quelli dove non è stata utilizzata.

Per esemplificare, possiamo prendere in considerazione uno studio condotto nel 2017 da Hofmeyr et al. su un ampio campione di donne, dove ad una metà è stata applicata la manovra di Kristeller, mentre l’altra metà ha avuto un travaglio senza questa pratica. I risultati hanno mostrato che non c’era una differenza significativa nella durata del travaglio tra i due gruppi, suggerendo che la manovra non ha un impatto sostanziale sulla velocità del parto. I ricercatori hanno concluso che non c’erano prove sufficienti per trarre conclusioni sui benefici e gli svantaggi della manovra di Kristeller e che dovrebbero essere condotte ulteriori ricerche per determinare i potenziali effetti avversi sui neonati.

La corretta e sicura esecuzione della manovra di Kristeller richiede il rispetto di alcune condizioni fondamentali e si raccomanda di effettuare al massimo 3 manovre di Kristeller in concomitanza con la contrazione uterina ed è consigliabile registrare la frequenza cardiaca del feto mediante cardiotocografia. Per garantire sia l’efficacia dell’intervento sia la sicurezza di madre e bambino, la manovra di Kresteller può essere presa in considerazione esclusivamente in alcuni casi:

  • Dilatazione Completa: Prima di procedere con la manovra è essenziale che il collo dell’utero sia completamente dilatato. Questo indica che il corpo della madre è pronto per il passaggio del bambino, riducendo il rischio di lesioni sia per la madre sia per il neonato.
  • Parte Presentata Ben Impegnata: La parte del corpo del neonato che per prima entra nel canale del parto (solitamente la testa) deve essere adeguatamente posizionata e impegnata nel bacino materno. Questo assicura che la manovra sia eseguita in un contesto favorevole, aumentando le possibilità di successo e minimizzando i rischi.
  • Assenza di Sproporzione Feto-Pelvica: È fondamentale assicurarsi che non ci sia una sproporzione tra le dimensioni del feto e il bacino materno. Se il bambino è troppo grande rispetto al bacino della madre, la manovra potrebbe non essere sicura o efficace.
  • Assenza di Sovradistensione del Segmento Uterino Inferiore: questo significa che prima di eseguire la manovra, i medici devono assicurarsi che la parte inferiore dell’utero della donna incinta non sia eccessivamente tesa o gonfia, poiché questo potrebbe aumentare il rischio di lesioni uterine o di complicazioni durante il parto.
  • Prescrizione Medica: La manovra di Kristeller non deve essere eseguita a meno che non sia stata esplicitamente prescritta da un medico dopo un’attenta valutazione del caso. La decisione di procedere con questa tecnica deve basarsi su una valutazione medica che consideri tutti gli aspetti clinici rilevanti. Si prende in considerazione questa tecnica per accelerare la fase espulsiva in presenza di bradicardia fetale persistente, in associazione all’applicazione di ventosa ostetrica,  nel caso di esaurimento delle forze da parte della donna o in presenza di condizioni mediche che controindichino le spinte attive della madre, per esempio malattie cardiache.

In aggiunta a queste condizioni, è importante sottolineare la necessità di una formazione adeguata del personale sanitario che esegue la manovra. La manovra di Kristeller, infatti, deve essere eseguita solo da professionisti esperti e qualificati, che siano in grado di valutare accuratamente la situazione e di intervenire in modo sicuro ed efficace. Inoltre, il monitoraggio costante delle condizioni del neonato e della madre durante il parto è essenziale per intervenire tempestivamente in caso di eventuali complicazioni.

5. Manovra di Kristeller: Quando non praticarla

La manovra di Kristeller, che consiste nell’applicare una pressione sulla parte superiore dell’addome della donna per assistere l’espulsione del feto durante il parto, è controindicata in diverse situazioni specifiche per via dei rischi associati sia alla madre che al bambino.  In generale, la manovra di Kristeller dovrebbe essere utilizzata con cautela e solo quando strettamente necessario, sotto la supervisione di personale medico esperto e qualificato. Ecco le situazioni in cui è buona norma non praticarla:

  1. Distocia della Spalla: La distocia della spalla è una complicanza del parto che ogni ginecologo affronta con grande attenzione, data la sua potenziale gravità. Si verifica quando la spalla del neonato rimane bloccata nel canale del parto nonostante la testa sia già uscita, impedendo il proseguimento del parto naturale. Questa situazione richiede un intervento immediato e competente per evitare carenza di ossigeno al bambino. La pressione addizionale verso il basso esercitata con la manovra di Kristeller in questo contesto può aumentare la compressione della spalla del bambino contro il bacino materno, con possibili lesioni gravi, sia per la madre (come lacerazioni del tratto genitale) che per il bambino. Esempi di tali conseguenze includono la frattura dell’osso della clavicola o lesioni al plesso brachiale, una rete di nervi situata alla base del collo del neonato. Lesioni al plesso brachiale possono portare alla paralisi di Erb, una condizione permanente nota anche come paralisi ostetrica. Inoltre, la distocia della spalla può essere associata alla compressione del cordone ombelicale, che limita l’apporto di ossigeno al bambino. In questi casi, l’ipossia prolungata può causare encefalopatia ipossico-ischemica, un serio danno cerebrale che, nei casi più gravi, può portare a paralisi cerebrale infantile, inclusa la tetraparesi spastica. In tale emergenza sarebbe un grave errore confondere la manovra di Kristeller con la pressione sovrapubica che invece è una pratica consigliata in caso di distocia della spalla.
  2. Gestanti Precesarizzate: In donne che hanno già avuto un parto cesareo, l’applicazione della pressione addominale può incrementare il rischio di rottura uterina, una complicazione grave che può mettere in pericolo la vita sia della madre che del bambino.
  3. Presentazioni Podaliche: In caso di presentazione podalica, dove i piedi o il sedere del bambino sono orientati verso il canale del parto prima della testa, la manovra di Kristeller può complicare ulteriormente il parto e aumentare il rischio di lesioni al bambino, come il trauma alla colonna vertebrale o al collo.
  4. Gravidanze Gemellari Prima della Nascita del Secondo Gemello: Nelle gravidanze gemellari, l’applicazione della manovra prima del parto del secondo gemello può provocare una variazione improvvisa delle condizioni intrauterine, influenzando negativamente la posizione e il benessere del secondo gemello.
  5. Per Abbreviare Arbitrariamente il Secondo Stadio del Travaglio: La manovra non dovrebbe essere usata semplicemente per accelerare il parto senza una chiara indicazione medica. Utilizzarla per abbreviare il secondo stadio del travaglio senza necessità può esporre inutilmente sia la madre che il bambino a rischi eccessivi. Inoltre numerosi studi come quello di Api et al. del 2009 hanno dimostrato che l’applicazione della Manovra di Kristeller non riduce significativamente la durata della seconda fase del travaglio, mentre è associata ad una riduzione di ossigeno e aumento di CO2 per il feto

6. Alternative alla Manovra di Kristeller

Per evitare l’uso inappropriato della manovra di Kristeller e per garantire un parto sicuro sia per la madre che per il bambino, è essenziale aderire a linee guida basate sull’evidenza e considerare alternative più sicure. Ecco alcuni consigli pratici:

  • Identificazione e Valutazione dei Rischi
  • Formazione e Educazione: Assicurarsi che tutto il personale ostetrico sia adeguatamente formato e consapevole dei rischi associati alla manovra di Kristeller e delle situazioni in cui il suo uso è controindicato.
  • Valutazione Attenta del Travaglio: Monitorare attentamente il progresso del travaglio e intervenire tempestivamente in caso di complicazioni, senza ricorrere automaticamente alla manovra di Kristeller.
  • Uso del Cardiotocografo (CTG): Monitorare regolarmente la frequenza cardiaca fetale per identificare precocemente segni di sofferenza fetale, che potrebbero portare a un uso inappropriato della manovra.
  • Alternative alla Manovra di Kristeller
  • Cambiare la Posizione Materna: Incoraggiare la madre a cambiare posizione durante il travaglio, ad esempio adottando posizioni verticali o laterali, che possono facilitare il progresso naturale del parto.
  • Uso di Tecniche di Rilassamento: Tecniche come la respirazione profonda, il massaggio e l’acqua calda (ad esempio un bagno o una doccia) possono aiutare a gestire il dolore e favorire un travaglio naturale.
  • Supporto Emotivo: Fornire un supporto emotivo continuo durante il travaglio, che è stato dimostrato migliorare l’esperienza del parto e ridurre la necessità di interventi.
  • Interventi Farmacologici: L’uso mirato di farmaci, come l’ossitocina, può essere considerato per gestire specifici problemi di travaglio, sotto stretta supervisione medica.
  • Parto Assistito con Strumenti: In casi selezionati, l’uso di strumenti ostetrici come il forcipe o la ventosa ostetrica può essere una scelta più sicura rispetto alla manovra di Kristeller, purché eseguito da personale esperto e qualificato.
  • Comunicazione e Consenso Informato
  • Comunicazione Aperta: Avere una comunicazione aperta e onesta con la madre, spiegando chiaramente tutte le opzioni, i rischi e i benefici associati a ciascuna scelta.
  • Consenso Informato: Assicurarsi che la madre dia il proprio consenso informato prima di procedere con qualsiasi intervento, compresa la manovra di Kristeller, se ritenuta necessaria.
  • Documentazione Adeguata: Registrare accuratamente tutte le decisioni, le azioni intraprese e le risposte del paziente nella documentazione clinica per una  maggiore trasparenza.
  • Linee Guida e Protocolli
  • Adesione a Linee Guida Basate sull’Evidenza: Seguire le raccomandazioni di enti come l’OMS, SIGO e altre organizzazioni sanitarie autorevoli.
  • Revisione e Aggiornamento dei Protocolli: Aggiornare regolarmente i protocolli ospedalieri per riflettere le migliori pratiche basate sull’evidenza e ridurre la dipendenza da pratiche obsolete come la manovra di Kristeller.

Implementando queste strategie, il personale sanitario può migliorare la sicurezza e l’efficacia dell’assistenza ostetrica, riducendo il rischio di complicazioni associate alla manovra di Kristeller.

7. Manovra di Kristeller e Complicazioni

La manovra di Kristeller, un’antica pratica ostetrica, è sconsigliata a causa dell’aumento artificiale della pressione uterina che può provocare significative complicazioni durante il parto e gravi problemi al nascituro.

L’analisi degli studi mostra che la manovra di Kristeller è associata a tre gravi complicazioni durante il parto che possono riguardare la donna, il neonato, nonché l’operatore sanitario che la esegue.

  1. Complicazioni per la madre:
  • Dolore: si tratta di una manovra dolorosa che può comunque lasciare nella donna un vissuto del proprio parto negativo e che può quindi influire negativamente sul legame madre-bambino.
  • Frattura delle costole: la spinta dovuta alla forte pressione esercitata dell’operatore sanitario può causare la frattura di una o più costole della madre.
  • Lacerazioni Perineali: Questa complicazione si verifica quando la pelle e i tessuti molli tra la vagina e l’ano della madre si lacerano durante il parto. Le lacerazioni possono variare in gravità, dalle lesioni superficiali che guariscono senza intervento, alle lacerazioni di terzo e quarto grado, che sono più gravi e possono avere conseguenze permanenti. La pressione esercitata dalla manovra di Kristeller aumenta notevolmente il rischio di lacerazioni perineali più severe. Uno studio condotto da Youssef et al. nel  2019 e pubblicato sulla rivista PubMed ha dimostrato come le donne sottoposte alla manovra di Kristeller durante il loro primo parto vaginale avevano una prevalenza maggiore di avulsione della LAM (28,4%) rispetto al gruppo di controllo (14,1%). 
  • Rottura dell’Utero: Una delle emergenze più pericolose in ostetricia è la rottura uterina, che avviene quando la parete dell’utero si lacera durante il travaglio e il parto. In tale evenienza, è imperativo eseguire un taglio cesareo d’urgenza, poiché il feto è a rischio elevato di privazione di ossigeno. La manovra di Kristeller è stata collegata ad un incremento del rischio di rottura dell’utero, una situazione che può portare a rischi mortali per la madre, il feto e il neonato, inclusa la possibilità di encefalopatia ipossico-ischemica nel neonato.
  • Inversione Uterina: Si tratta di una rarissima complicanza in cui l’utero si capovolge (parzialmente o completamente) dopo l’espulsione del feto. Questa situazione può causare emorragia interna e shock, con potenziale esito fatale per la madre. Studi indicano che la manovra di Kristeller può aumentare il rischio di inversione uterina.
  • Distacco intempestivo di placenta: Il distacco prematuro di placenta è una condizione grave in cui la placenta si stacca dalla parete uterina prima del parto. La pressione esercitata durante la Manovra di Kristeller può aumentare il rischio di questo distacco, portando a complicazioni sia per la madre che per il neonato, come emorragie e riduzione dell’apporto di ossigeno al feto.
  • Maggior ricorso all’episiotomia e/o a parti operativi: L’uso della Manovra di Kristeller può comportare un aumento della necessità di interventi come l’episiotomia (un taglio chirurgico nel perineo per ampliare l’apertura vaginale) o parti operativi (come il parto con forcipe o il parto cesareo). Questo può essere dovuto a una discesa forzata del feto che non segue il naturale processo di adattamento del canale del parto.
  • Contusione delle pareti uterine ed emorragia postpartum: La pressione esercitata sull’addome può causare contusioni alle pareti uterine, che possono a loro volta predisporre a emorragie durante la fase del secondamento (espulsione della placenta). Queste emorragie possono essere gravi e richiedere un intervento immediato per evitare fatali conseguenze per la madre.
  • Problemi urinari nei primi giorni dopo il parto: La pressione sulla regione pelvica durante la manovra di Kristeller può causare traumi ai tessuti e agli organi circostanti, incluso il sistema urinario. Questo può portare a problemi come incontinenza, difficoltà nella minzione o infezioni urinarie nei giorni successivi al parto.
  1. Complicazioni per il neonato:
  • Bradicardia Fetale: Questa condizione si riferisce a un battito cardiaco insolitamente lento del feto. Durante la Manovra di Kristeller, la pressione esercitata può provocare stress sul feto, portando a una riduzione del ritmo cardiaco. La bradicardia fetale può essere un segno di sofferenza fetale e richiede un monitoraggio e un intervento immediato per garantire la sicurezza del bambino.
  • Lesioni del Plesso Brachiale: Il plesso brachiale è un insieme di nervi che controllano i movimenti e la sensibilità di braccia e mani. La pressione intensa e diretta esercitata durante la manovra può causare stiramento o strappo di questi nervi, portando a lesioni nel neonato. Tali lesioni possono risultare in debolezza, perdita di movimento o sensibilità nell’arto superiore del bambino.
  • Incremento della Pressione Intracranica: La pressione esercitata sull’addome può trasmettersi al feto, potenzialmente aumentando la pressione all’interno del cranio del neonato. Questo aumento di pressione può portare a danni cerebrali o ad altre gravi complicazioni neurologiche.
  • Riduzione del Flusso Ematico a Livello Cerebrale: La compressione esercitata durante la Manovra di Kristeller può influenzare negativamente la circolazione sanguigna nel cervello del feto. Una riduzione del flusso sanguigno cerebrale può portare a ipossia (carenza di ossigeno) e ischemia (carenza di flusso sanguigno), con possibili conseguenze sullo sviluppo neurologico del bambino.
  • Prolungata Asfissia: L’asfissia si verifica quando il feto non riceve abbastanza ossigeno. La pressione addominale esercitata durante la Manovra di Kristeller può interferire con l’apporto di ossigeno al feto, provocando una prolungata carenza di ossigeno. Questo può portare a danni cerebrali a lungo termine e ad altre gravi condizioni di salute.
  1. Complicazioni per l’operatore sanitario: 

I rischi per l’operatore sono essenzialmente da collegarsi alla errata tecnica di esecuzione e alla difficile capacità di regolare la forza da applicare durante la spinta e possono risultare in danni all’articolazione scapolo-omerale, danni alla colonna o fratture costali.

8. FAQ sulla Manovra di Kristeller

  1. Cos’è la Manovra di Kristeller?

La Manovra di Kristeller consiste nell’applicare pressione sulla parte superiore dell’addome della donna durante il parto per assistere l’espulsione del feto.

  1. In quali situazioni viene utilizzata?

Tradizionalmente, viene utilizzata per aiutare l’espulsione del bambino durante il secondo stadio del travaglio, specialmente se ci sono difficoltà nell’espulsione.

  1. Quali sono i rischi associati alla Manovra di Kristeller?

I rischi includono la possibilità di lesioni alla madre (come lacerazioni o emorragie) e al bambino (come traumi al cranio, alla spina dorsale, o lesioni del plesso brachiale). Può anche aumentare il rischio di rottura uterina nelle donne che hanno avuto un precedente parto cesareo.

  1. Quando è controindicata la Manovra di Kristeller?

È controindicata in casi di distocia delle spalle, nelle donne con precedenti cesarei, in presentazioni podaliche, nelle gravidanze gemellari prima della nascita del secondo gemello, e se usata solo per abbreviare il secondo stadio del travaglio senza una necessità medica.

  1. Ci sono alternative più sicure alla Manovra di Kristeller?

Sì, in alcune situazioni possono essere preferite altre tecniche, come il cambio di posizione della madre, l’uso di forza di gravità, o l’assistenza con strumenti ostetrici sotto il controllo di un professionista sanitario qualificato.

  1. Questa pratica è ampiamente accettata?

La Manovra di Kristeller è controversa. Alcune linee guida cliniche la sconsigliano a causa dei rischi associati, mentre altre accettano il suo uso in circostanze specifiche e sotto stretta supervisione medica

9. Conclusioni

Se durante il tuo parto è stata applicata la manovra di Kristeller e questo ha causato danni alla nascita al tuo bambino, potresti avere il diritto a un risarcimento da parte dell’ospedale per i danni subiti. Le pratiche ostetriche utilizzate durante il parto, come la manovra di Kristeller, possono talvolta portare a complicazioni gravi.

Gli avvocati specializzati possono aiutarti concretamente a dimostrare la correlazione tra il danno subito e le pratiche adottate durante il parto, evidenziando come la scelta di questa manovra ha causato il danno al tuo bambino.

Solo in questo modo la tua famiglia potrà ricevere un risarcimento a seguito di un parto in cui è stata applicata la manovra di Kristeller in modo errato o in una condizione in cui era controindicato praticarla. Se vuoi una consulenza gratuita per comprendere le cause specifiche dei danni subiti da tuo figlio e valutare se sia possibile ottenere un risarcimento chiamaci e potremo discutere del tuo caso e guidarti attraverso le possibili azioni legali.

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Autore

  • Prof. Dott. Giovanni de Felice

    Prof. Dott. Giovanni de Felice Specialista in Ginecologia ed Ostetricia Specialista in Endocrinologia e Sterilità Coniugale, Già docente presso la Scuola Medica Ospedaliera per la specializzazione in Ostetricia e Ginecologia, Già primario e responsabile del modulo di ostetricia presso l’Ospedale San Filippo Neri di Roma.


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