Parto Podalico: Rischi, Complicazioni e Supporto Legale

Parto Podalico: Rischi, Complicazioni e Supporto Legale

Nella mia quarantennale carriera da ginecologo all’Ospedale San Filippo Neri di Roma, ho affrontato diversi casi di parto podalico. Questa posizione del bambino, con i piedini diretti verso il canale del parto, richiede una valutazione attenta e una pianificazione strategica per la sicurezza di madre e figlio. Nonostante il desiderio naturale di un parto vaginale, in molti casi un cesareo è la scelta più sicura per prevenire danni, talvolta gravi, sia per te che per il tuo piccolo. Tuttavia, esistono alternative come la versione cefalica manuale, che può essere tentata nelle ultime settimane di gravidanza o durante il travaglio. È fondamentale essere pienamente informati sui rischi associati a questa procedura. Se stai aspettando un bambino in posizione podalica, assicurati che il tuo medico monitori attentamente la situazione durante il travaglio.

Argomenti Trattati:

  1. Cos’è il Parto Podalico
  2. Tipologie di Posizioni Podaliche
  3. Parto Podalico: Errori Comuni e Aspetti Legali
  4. Errori Comuni nella Gestione del Parto Podalico
  5. Rischi del Parto Podalico
  6. Versione Cefalica Esterna
  7. Danni da Parto Podalico
  8. Conclusioni

1. Cos’è il Parto Podalico

Man mano che la gravidanza si avvicina alla conclusione, le visite dal ginecologo diventano più frequenti, per monitorare ogni aspetto della gravidanza e verificare la salute e il benessere di madre e bambino. 

Uno scenario comune che può presentarsi durante questi controlli è la posizione podalica del bambino. In questa situazione, il bambino si posiziona con i piedi verso il basso, una condizione che può complicare il travaglio e il parto. Tali complicazioni richiedono un’attenta valutazione e pianificazione da parte del medico.

Le Linee Guida attuali in ostetricia, come quelle dell’American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG), offrono raccomandazioni chiare su come gestire un parto podalico. Viene enfatizzata l’importanza di considerare ogni caso individualmente, valutando le condizioni della madre e del bambino per decidere il percorso più sicuro. In assenza di controindicazioni, le opzioni includono il tentativo di una versione cefalica esterna, dove il medico cerca di ruotare manualmente il bambino in una posizione più favorevole, dato che il numero di professionisti con le competenze e l’esperienza necessarie per eseguire il parto podalico vaginale è diminuito. Inoltre in caso di parto podalico vaginale le linee guida chiariscono che il consenso informato della paziente dovrebbe essere ben dettagliato e documentato, includendo anche informazioni sul rischio di mortalità perinatale o neonatale. Nella maggior parte dei casi si cerca di optare per un parto cesareo programmato: numerosi studi, infatti, hanno dimostrato che in caso di presentazione podalica il rapporto rischi/banefici a breve termine per il neonato favorisce il taglio cesareo. Ad esempio lo studio di Hofmeyr et al. del 2003 ha concluso che in caso di presentazione podalica del feto è opportuno offrire un taglio cesareo programmato perché l’intervento diminuisce il tasso di mortalità perinatale e neonatale rispetto al parto vaginale.

Per esemplificare, ricordo un caso in cui la mia paziente Valentina desiderava partorire in modo naturale ma il suo bambino si presentava in posizione podalica. Dopo un’accurata valutazione dei rischi e benefici, abbiamo scelto insieme di procedere con un parto cesareo, garantendo così la massima sicurezza per lei e il suo bambino. Questa scelta non è mai semplice ma, come ginecologo, è mio dovere fornire tutte le informazioni necessarie per una decisione informata. 

2.Tipologie di Posizioni Podaliche

Le posizioni podaliche nel parto si riferiscono a varie configurazioni in cui il bambino si trova con i piedi o il sedere rivolti verso il canale del parto, piuttosto che con la testa, come nel parto cefalico più comune. Comprendere le diverse posizioni podaliche che un bambino può assumere prima del parto è fondamentale, poiché esse influenzano significativamente il piano di parto. Ecco le principali tipologie di posizioni podaliche:

  1. Posizione Podalica Frank (o Pura): Questa è la più comune delle posizioni podaliche. In questa posizione, il bambino si trova con i fianchi piegati, le gambe estese vicino alla testa e le natiche dirette verso il canale del parto. Secondo le linee guida dell’ACOG, questa posizione richiede una valutazione approfondita per decidere il metodo di parto più sicuro.
  1. Posizione Podalica Completa (o Seduta): In questa posizione, il bambino si trova con le ginocchia piegate e con i piedi e le natiche vicini al canale del parto. Questa posizione, in assenza di controindicazioni, può offrire maggiori opzioni per un parto vaginale rispetto alla posizione Frank, ma richiede un’attenta valutazione e monitoraggio.
Parto Podalico: Rischi, Complicazioni e Supporto Legale
  1. Posizione Podalica Incompleta: In questo caso, uno o entrambi i piedi del bambino sono posizionati sotto le natiche. Questa posizione è meno comune e può presentare sfide complesse durante il parto. La parte presentata, infatti, può passare più facilmente attraverso una cervice non completamente dilatata, per cui aumenta il rischio di intrappolamento della testa fetale oltre che il rischio di prolasso del funicolo. 
Parto Podalico: Rischi, Complicazioni e Supporto Legale
  1. Posizione Trasversale (o Obliqua): Raramente, il bambino può assumere una posizione orizzontale nel grembo. In questa situazione, il bambino giace trasversalmente rispetto al canale del parto, con una spalla rivolta verso l’uscita. Questa posizione, per la sua rarità e complessità, richiede spesso un parto cesareo.
Parto Podalico: Rischi, Complicazioni e Supporto Legale

Un esempio dalla mia pratica professionale illustra l’importanza della corretta identificazione e gestione di queste posizioni. Una mia paziente presentava un bambino in posizione podalica Frank, dopo un’accurata valutazione dei rischi e delle condizioni della madre, abbiamo optato per un parto cesareo programmato. Questa decisione è stata presa in accordo con la mia paziente che ha scelto l’intervento per garantire una maggiore sicurezza al suo bambino.

3.Parto Podalico: Errori Comuni e Aspetti Legali

Il parto di un bambino in presentazione podalica, cioè quando il feto si trova in una posizione con i piedi o il sedere verso il basso anziché con la testa, presenta delle sfide specifiche e richiede una gestione attenta da parte del team medico. Gli errori nella gestione di un parto podalico possono avere conseguenze gravi sia per la madre che per il neonato, e possono portare a reclami di malasanità e richieste di risarcimento.

3.1 Errori Comuni nella Gestione del Parto Podalico

Qui di seguito troverai un elenco di alcuni possibili errori che possono essere commessi comunemente in caso di presentazione podalica del nascituro:

  • -Mancata Diagnosi della Presentazione Podalica: La mancata identificazione della posizione podalica tramite esami ecografici o valutazioni fisiche può portare a un ritardo nell’adozione delle misure appropriate.
  • -Scelta Inappropriata del Metodo di Parto: In alcuni casi, il parto cesareo può essere la scelta più sicura per i nascituri podalici, specialmente in situazioni complicate. Optare per un parto vaginale senza valutare adeguatamente i rischi può essere problematico.
  • -Mancanza di Esperienza o Formazione: La gestione del parto podalico richiede competenze specifiche. La mancanza di esperienza o di formazione del personale medico può aumentare il rischio di complicanze.
  • -Scarsa Gestione delle Complicanze: Le complicanze durante il parto podalico, come il prolasso del cordone ombelicale o la distocia delle spalle, richiedono interventi rapidi e adeguati. Un ritardo o una gestione inappropriata possono avere conseguenze gravi.
  • -Comunicazione Inadeguata con la Paziente: Non informare adeguatamente la paziente sui rischi e sulle opzioni di parto può portare a decisioni non informate e aumentare il rischio di conseguenze legali.

3.2 Risarcimento e Aspetti Legali del Parto Podalico

Il parto podalico può portare a una serie di conseguenze risarcitorie e implicazioni legali, in particolare quando le pratiche mediche non vengono seguite correttamente o si verificano errori di gestione.

  • Danni Fisici e Psicologici: Le lesioni subite dal neonato durante un parto podalico mal gestito possono spaziare da danni neurologici a fratture fisiche e possono avere effetti a lungo termine sulla salute e sullo sviluppo del bambino. Inoltre, l’esperienza traumatica di un parto complicato può lasciare segni psicologici profondi sulla madre, influenzando il suo benessere emotivo e la sua capacità di creare un legame affettivo con il neonato. Queste conseguenze fisiche e psicologiche possono formare la base per richieste di risarcimento, riflettendo non solo le sofferenze immediate ma anche l’impatto a lungo termine sulla vita dei soggetti coinvolti.
  • Responsabilità Professionale: I medici e il personale ospedaliero possono essere ritenuti responsabili per negligenza se si dimostra che hanno deviato dalle linee guida standardizzate o non hanno fornito un livello adeguato di cure. Questa responsabilità sottolinea l’importanza di aderire rigorosamente alle migliori pratiche e protocolli nel gestire i parti podalici, nonché di mantenere un alto livello di competenza e aggiornamento professionale.
  • Risarcimenti Economici: Dal punto di vista del risarcimento, le famiglie colpite possono intraprendere azioni legali per ottenere compensazioni economiche. Questi risarcimenti possono includere il rimborso delle spese mediche sostenute per il trattamento delle lesioni subite, le cure future necessarie a seguito di danni permanenti, e compensazioni per il dolore e la sofferenza emotiva vissuti. In alcuni casi, possono essere richiesti anche danni punitivi, soprattutto se si ritiene che ci sia stata una grave negligenza o condotta inappropriata da parte dei professionisti sanitari.
  • Procedure Legali: Le azioni legali, specialmente in contesti complessi come il parto podalico, richiedono l’esperienza di avvocati specializzati. La  cronologia degli eventi, la raccolta e l’analisi della documentazione medica dettagliata, il parere di esperti neonatologi, sono elementi chiave nel costruire un caso. 

3.3 Strategie di Prevenzione del Parto Podalico

La gestione efficace del parto podalico richiede un approccio multidisciplinare basato sulla prevenzione, l’informazione adeguata e la preparazione professionale, essendo una delle situazioni più delicate nell’ambito dell’ostetricia. Implementando le seguenti strategie, è possibile ridurre significativamente i rischi associati a questa tipologia di parto.

Valutazione e Monitoraggio Attenti

Un aspetto fondamentale nella gestione del parto podalico è l’attenta valutazione e monitoraggio del feto durante la gravidanza, in particolare nelle fasi finali. L’uso regolare di ecografie permette di identificare precocemente la presentazione podalica, consentendo ai professionisti sanitari di pianificare in anticipo la strategia di parto più sicura. Inoltre, le valutazioni fisiche costanti forniscono informazioni aggiuntive sullo stato di salute della madre e del feto, permettendo di identificare tempestivamente eventuali complicazioni.

Discussione delle Opzioni di Parto

Un altro elemento chiave nella gestione del parto podalico è la comunicazione efficace con la paziente. Informare in modo completo e trasparente la futura madre sui potenziali rischi e benefici delle diverse opzioni di parto – parto vaginale o cesareo – consente di prendere decisioni consapevoli. Questa discussione dovrebbe includere non solo gli aspetti medici, ma anche considerazioni emotive e psicologiche, offrendo un supporto a tutto tondo alla donna in un momento così stressante.

Preparazione e Formazione del Personale

La gestione sicura e competente del parto podalico richiede personale sanitario altamente qualificato e specializzato. È essenziale che medici, ostetrici e infermieri ricevano una formazione specifica e aggiornata sulle migliori pratiche e tecniche per il parto podalico. Questo include la comprensione di quando optare per un parto cesareo e la capacità di gestire efficacemente un parto vaginale podalico, minimizzando i rischi per madre e bambino.

Adesione a Linee Guida e Protocolli

Infine, è fondamentale che i professionisti sanitari seguano linee guida e protocolli basati sull’evidenza scientifica. Queste linee guida, costantemente aggiornate in base alle ultime ricerche e pratiche migliori, forniscono un quadro chiaro per la gestione del parto podalico. L’adesione a queste linee guida aiuta a standardizzare le procedure, riducendo la variabilità nelle cure e migliorando gli esiti per le madri e i neonati.

4.Cause e Fattori di Rischio della Posizione Podalica

La posizione podalica, in cui il bambino si posiziona con i piedi o il sedere verso il basso nel canale del parto invece della testa, può essere influenzata da vari fattori. È importante notare che, in molti casi, la causa esatta della posizione podalica non è chiara. Inoltre, non tutte le gravidanze con questi fattori di rischio risulteranno in un parto podalico. La posizione del bambino è spesso determinata da una combinazione di diversi fattori. Ecco alcune delle cause principali:

  • Anomalie Uterine: Una delle cause principali della posizione podalica è legata a malformazioni o condizioni anomale dell’utero, come un utero piriforme o con setti, che può interferire con il posizionamento naturale del feto, aumentando il rischio di una posizione podalica. La presenza di fibromi nell’utero può limitare lo spazio disponibile per il bambino e influenzarne la posizione.
  • Placenta Previa: La placenta previa, dove la placenta copre parzialmente o totalmente la cervice, è un altro fattore che può condizionare la posizione del bambino. Questa condizione richiede un monitoraggio attento e, in molti casi, può portare alla necessità di un parto cesareo.
  • Gravidanza Gemellare: La gravidanza multipla, come nel caso di gemelli o trigemini, aumenta la probabilità di posizioni podaliche a causa dello spazio limitato che hanno i feti all’interno dell’utero. 
  • Disabilità Congenite: Alcune disabilità congenite possono influenzare la posizione del bambino nell’utero.
  • E’ importante riuscire a distinguere tra le cause dirette della posizione podalica che ho appena elencato e i diversi fattori che possono aumentare il rischio della presentazione podalica, senza necessariamente causarla. Ecco alcuni dei principali fattori di rischio:
  • Quantità di Liquido Amniotico: Il volume di liquido amniotico gioca un ruolo significativo. Sia un’eccessiva che una scarsa quantità di liquido possono influenzare la posizione del bambino, portandolo a presentarsi in modo podalico.
  • Prematurità: I bambini nati prematuramente (prima della 37ª settimana di gravidanza) hanno maggiori probabilità di essere in posizione podalica perché hanno meno tempo per girarsi in posizione cefalica prima del parto.
  • Precedenti Parti Cesarei o Interventi Chirurgici sull’Utero: Le cicatrici o le alterazioni della forma dell’utero dovute a precedenti interventi possono influenzare la posizione del feto.
  • Età Materna Avanzata: Le donne incinte di età superiore hanno una probabilità leggermente maggiore di avere un bambino in posizione podalica.
  • Storia Familiare: Alcune ricerche suggeriscono che ci possa essere una componente genetica nella posizione podalica, sebbene questo aspetto non sia ancora completamente chiaro.

Ricordo una paziente con un utero fibromatoso che presentava un bambino in posizione podalica. Grazie a un monitoraggio attento e a una pianificazione del parto personalizzata, siamo riusciti a gestire la situazione con successo, assicurando la sicurezza di madre e bambino.

5.Rischi del Parto Podalico

Spesso, i feti in posizione podalica all’inizio della gravidanza si riposizionano spontaneamente. Tuttavia, se ciò non avviene, è essenziale valutare attentamente le opzioni di parto. Il parto vaginale di un bambino in posizione podalica comporta rischi significativi. Se il bambino non assume la posizione a testa in giù entro la 36ª settimana, diminuiscono notevolmente le possibilità di un parto vaginale sicuro. Se il bambino è posizionato a testa in giù ma con la faccia rivolta verso l’addome materno, può esserci un rischio di blocco a livello dell’osso pubico durante il parto, quindi anche questa situazione va monitorata attentamente.

Circa il 3-4% dei bambini nati pretermine si presenta in posizione podalica, un dato che sottolinea l’importanza di monitorare la posizione del bambino nelle fasi finali della gravidanza.

5.1 Rischi Associati alla Posizione Podalica del Feto

La posizione podalica, in cui il bambino si trova con i piedi o il sedere verso il basso nel canale del parto, può portare a diversi rischi sia per la madre che per il neonato durante il parto. È importante sottolineare che non tutti i bambini nati in posizione podalica subiranno danni a lungo termine, ma i rischi sono maggiori rispetto a un parto cefalico. Alcuni dei principali rischi associati a questa posizione includono:

  • Lussazione delle Articolazioni: Durante un parto podalico, le articolazioni dell’anca, delle braccia e delle gambe del bambino sono più soggette a lussazioni. Questo accade perché queste parti del corpo possono subire una pressione inusuale o eccessiva durante il passaggio attraverso il canale del parto.
  • Fratture Ossee: Il rischio di fratture, in particolare del femore o delle clavicole, è più alto in un parto podalico. Questo può essere dovuto alla manipolazione diretta del bambino o alla pressione eccessiva esercitata sulle ossa durante il parto.
  • Problemi legati al Cordone Ombelicale: La posizione podalica aumenta il rischio di  complicazioni associate al cordone ombelicale, come il prolasso del funicolo (quando il cordone scivola nel canale del parto prima del bambino) o la compressione del cordone. Queste condizioni possono ridurre l’apporto di ossigeno e nutrienti al bambino, con possibili conseguenze gravi come danni al cervello o ai nervi.
  • Parto Operativo o Cesareo: La posizione podalica spesso richiede un parto cesareo o l’uso di tecniche operative, come il forcipe o la ventosa ostetrica, per ridurre il rischio di complicanze e garantire la sicurezza di madre e bambino.
  • Stress e Trauma per il Neonato: I bambini nati in posizione podalica possono subire maggiore stress e traumi importanti durante il parto, che possono portare a lesioni ai nervi o condizioni gravi come la Paralisi di Erb (o paralisi ostetrica del plesso brachiale). Si verifica a seguito di un danno ai nervi del plesso brachiale, un insieme di nervi che partono dal collo e si estendono attraverso le braccia.
  • Rischio di Interventi di Emergenza: In alcuni casi, le complicazioni associate alla posizione podalica possono richiedere interventi urgenti per garantire la sicurezza del bambino, come l’episiotomia o il parto cesareo d’emergenza, aumentando il rischio di complicanze sia per la madre che per il bambino.
  • Danni a Lungo Termine: In situazioni estreme, la mancanza di ossigenazione adeguata dovuta a problemi con il cordone ombelicale può causare danni a lungo termine al bambino, come disturbi neurologici e ritardo nello sviluppo.

Per minimizzare questi rischi, è fondamentale un monitoraggio attento e un’attenta pianificazione del parto da parte di un team medico esperto. 

5.2 Scelta del Metodo di Parto

La decisione tra tentare un riposizionamento manuale del feto, procedere con un parto cesareo o optare per un parto vaginale deve considerare vari fattori. La scelta del metodo di parto deve riflettere il percorso più sicuro per madre e neonato perché la sicurezza e il benessere di entrambi sono di primaria importanza. La comunicazione chiara tra il personale sanitario e la madre è essenziale per assicurare che la madre sia pienamente informata e coinvolta nelle decisioni riguardanti il suo parto.

In base alla mia esperienza ospedaliera i il parto vaginale è generalmente sconsigliato in caso di:

  • Placenta Previa: In presenza di placenta previa, in cui la placenta copre parzialmente o completamente l’orifizio cervicale, il rischio di sanguinamento grave è elevato. Il parto vaginale in queste condizioni può provocare emorragie pericolose per la vita sia della madre che del bambino. Di solito, in questi casi, si raccomanda un parto cesareo.
  • Gravidanze Multiple: Nelle gravidanze gemellari o multiple, il rischio di complicanze come la distocia di spalla, il parto pretermine e la sofferenza fetale aumenta. Se i gemelli sono posizionati in modo sfavorevole, come in posizione trasversa o podalica, o se ci sono altri problemi, il parto cesareo potrebbe essere la scelta più sicura.
  • Oligoidramnios: Bassi livelli di liquido amniotico possono indicare una ridotta funzione placentare o problemi renali nel feto. Il parto vaginale in questi casi può aumentare il rischio di compressione del cordone ombelicale e di sofferenza fetale.
  • Sofferenza Fetale: Se ci sono segni che il feto non sta tollerando bene il travaglio, come evidenziato da anomalie nel battito cardiaco fetale, il parto vaginale può rappresentare un rischio troppo elevato. In questi casi, un parto cesareo rapido è spesso necessario per prevenire danni gravi al feto.
  • Rottura Precoce delle Membrane (PROM): Se le membrane si rompono prematuramente, soprattutto se ciò avviene molto prima della data prevista del parto, il rischio di infezione e complicanze aumenta. La gestione dipende dall’età gestazionale e dalle condizioni della madre e del feto, ma il parto cesareo può essere considerato se vi sono segni di infezione o di sofferenza fetale.
  • Sanguinamento Vaginale: Un sanguinamento vaginale significativo in gravidanza può essere un segno di condizioni gravi come la placenta previa o  il distacco prematuro della placenta. Queste situazioni possono richiedere un intervento cesareo urgente per garantire la sicurezza di madre e bambino.

In tutti questi scenari, la decisione sul metodo di parto deve essere presa da un team di assistenza sanitaria esperto, tenendo conto delle specifiche circostanze cliniche della madre e del feto. 

6.Versione Cefalica Esterna

Se ti trovi nella 36ª settimana di gravidanza o prima del travaglio, è necessario determinare la posizione del bambino e valutare la possibilità di un parto cesareo o di alternative appropriate. La posizione podalica del bambino può essere rilevata attraverso visite ginecologiche regolari o mediante ecografia. Questo controllo precoce è fondamentale per pianificare la gestione ottimale del parto.

Prima di procedere con un parto cesareo, il medico può tentare una versione cefalica esterna. Questa tecnica prevede l’applicazione di pressione sull’addome della madre per ruotare il bambino a testa in giù: è una manovra un po’ dolorosa per la madre, ma rappresenta un valido strumento per ridurre il ricorso al parto cesareo, che è bene ricordarlo, in Italia è molto superiore rispetto alle percentuali suggerite dall’OMS (35% contro 10-15%). Il tasso di successo di questa procedura si misura in base a tre variabili (dimensione della tasca anteriore di liquido amniotico, indice di massa corporea, multiparità) con un livello di accuratezza che supera il 90% (Isakov et al., 2019). I risultati di questa ricerca permettono di offrire alla madre una stima molto precisa del successo della manovra rendendo il processo decisionale più consapevole, con informazioni sui vantaggi e gli svantaggi più concrete e trasparenti.

Benché efficace, la versione cefalica esterna non è priva di rischi. Può causare dolore, ipotensione, distacco intempestivo di placenta, la rottura delle membrane, travaglio prematuro, emorragie nella madre e nel bambino, prolasso di funicolo, natimortalità e se non riesce può richiedere un taglio cesareo d’urgenza.

Dopo la versione cefalica esterna, il ginecologo valuta attentamente la risposta del bambino al procedimento. Fattori come il posizionamento della placenta e le condizioni del bambino sono essenziali per determinare se procedere con un parto cesareo o vaginale.

Ricordo un caso in cui una paziente aveva il bambino in posizione podalica e abbiamo eseguito con successo una versione cefalica esterna. Tuttavia, a causa di una lieve emorragia successiva, abbiamo optato per un cesareo programmato per assicurare la sicurezza di madre e bambino.

7.Danni da Parto Podalico

La scelta tra tentare una versione cefalica manuale e optare per un parto vaginale nel caso in cui il bambino si presenta in posizione podalica richiede un’attenta valutazione dei rischi. Questa decisione serve a prevenire il parto cesareo ma è fondamentale evitare potenziali danni al neonato.

I bambini nati in posizione podalica attraverso il parto vaginale, infatti, sono esposti a rischi significativi. Questi includono danni cerebrali e paralisi cerebrale infantile, condizioni gravi che possono causare convulsioni, deficit cognitivi e spasmi muscolari. Tali condizioni richiedono assistenza medica continua e possono avere un impatto profondo sulla qualità della vita. Un altro rischio di un parto vaginale mal gestito è il danneggiamento del plesso brachiale, che può verificarsi quando il collo e la spalla del bambino rimangono intrappolati nel canale del parto. Questo può portare a lesioni nervose che causano debolezza o paralisi temporanea o permanente nella spalla e nelle braccia, conosciuta come paralisi di Erb. Un’altra grave complicanza è il danno spinale, che può causare paralisi delle parti superiori o inferiori del corpo. Inoltre, la riduzione del flusso sanguigno e dell’ossigeno durante il parto può portare a encefalopatia ipossico-ischemica, risultando in ipotonia, paralisi e ritardi cognitivi. Nonostante i numerosi rischi alcune donne con bambini in posizione podalica vivono un’esperienza di parto vaginale positiva. Questo può avvenire quando la situazione viene attentamente monitorata e la madre riceve un supporto adeguato durante il travaglio. Un parto vaginale riuscito, anche in condizioni podaliche, può portare a un recupero più rapido e a una maggiore soddisfazione personale per la madre.

In alcuni casi, il parto podalico viene gestito con successo attraverso tecniche appropriate, come la versione cefalica esterna, che può ridurre la necessità di un intervento cesareo. Quando eseguita da un team medico esperto e in condizioni appropriate, questa manovra può avere un alto tasso di successo, permettendo un parto vaginale sicuro. La scelta di tentare una versione cefalica manuale o di procedere con un cesareo dipende da diversi fattori, tra cui la posizione del bambino, le condizioni della madre, e la presenza di eventuali complicazioni.

8.Conclusioni

Se hai vissuto un’esperienza travagliata durante il parto a causa di possibili errori medici, prova a rivolgerti ad avvocati specializzati. Aiuto Malasanità assiste le famiglie in tutta Italia e rappresenta un punto di riferimento affidabile e competente nel campo del risarcimento danni. 

La tua vicenda verrà analizzata con l’ausilio di consulenti esperti in ginecologia e neonatologia. Ti guideremo attraverso il processo legale, valutando ogni aspetto del tuo caso per determinare la possibilità di ottenere un equo risarcimento. Inoltre Aiuto Malasanità si impegna a gestire i dati personali dei clienti con la massima riservatezza e sicurezza, conformandosi rigorosamente alle normative sulla privacy e protezione dei dati, per assicurare che le informazioni confidenziali siano trattate con la più alta discrezione e integrità. Non dovrai anticipare alcuna spesa e non ci sarà alcun onorario da versare nel caso in cui il risarcimento non venga ottenuto. La nostra remunerazione è basata esclusivamente sul successo del tuo caso.

Tutto inizia con una consultazione iniziale, dove il paziente o i suoi familiari incontrano un avvocato specializzato in casi di malasanità. L’avvocato raccoglie tutte le informazioni rilevanti, esaminando i dettagli del trattamento ricevuto e valutando la fattibilità di un reclamo legale basato sulle circostanze specifiche e sulle normative vigenti.

Una volta stabilito che vi siano basi sufficienti per procedere, l’avvocato procede con la raccolta approfondita di tutta la documentazione medica pertinente per stabilire se ci sono stati errori da parte dei professionisti sanitari e se questi abbiano violato gli standard di cura. In alcuni casi, può essere necessario consultare esperti medici per fornire un’opinione qualificata sull’assistenza ricevuta.

Successivamente, viene effettuata una notifica formale del reclamo ai professionisti sanitari o alle strutture coinvolte. Questo passaggio segna l’inizio formale del processo legale, sebbene in molti casi ci sia la possibilità di una risoluzione amichevole. Prima di avviare un’azione legale, infatti, si tenta una risoluzione tramite negoziazione o mediazione, cercando di raggiungere un accordo che possa evitare il procedimento giudiziario.

Se le negoziazioni non portano a una soluzione, il caso può procedere in tribunale. Se il paziente ottiene un giudizio favorevole, viene stabilito un risarcimento che può includere spese mediche, perdita di guadagno, dolore e sofferenza e, in alcuni casi, anche danni punitivi. La consulenza di un avvocato esperto in malasanità è essenziale per guidare il paziente attraverso questo processo, spesso complesso e emotivamente impegnativo, e per garantire che i suoi diritti siano pienamente rispettati.

Per avviare il tuo percorso di risarcimento contatta oggi stesso Aiuto Malasanità, la consulenza è gratuita. 

Autore

  • Prof. Dott. Giovanni de Felice

    Prof. Dott. Giovanni de Felice Specialista in Ginecologia ed Ostetricia Specialista in Endocrinologia e Sterilità Coniugale, Già docente presso la Scuola Medica Ospedaliera per la specializzazione in Ostetricia e Ginecologia, Già primario e responsabile del modulo di ostetricia presso l’Ospedale San Filippo Neri di Roma.


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