Nodo vero del cordone ombelicale: quando spetta il risarcimento per danni neurologici o decesso del neonato

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Scoprire, dopo il parto, che il proprio bambino ha subito una sofferenza legata a un nodo vero del cordone ombelicale è un’esperienza che lascia i genitori disorientati, spesso divisi tra il sollievo per essere arrivati alla nascita e la paura per quello che potrebbe accadere nei mesi successivi.

In molti casi il primo pensiero è rivolto alla salute del bambino, prima ancora che alle responsabilità di chi ha seguito la gravidanza. È del tutto normale. Per questo capire cosa sia successo, con calma e con l’aiuto di chi conosce davvero la materia, diventa il passo più utile da compiere.

Dal punto di vista giuridico, la formazione di un nodo vero non è di per sé un evento imputabile a qualcuno: si tratta di un fenomeno che può verificarsi anche in gravidanze seguite in modo impeccabile.

Ciò che può configurare una responsabilità civile ben precisa è la mancata o tardiva individuazione dei segnali di sofferenza fetale che il nodo può provocare, oppure il ritardo nell’esecuzione di un parto cesareo d’urgenza quando il tracciato cardiotocografico segnalava un problema.

È in questo passaggio, tra ciò che accade e ciò che i sanitari avrebbero dovuto riconoscere e fare, che si gioca la valutazione della responsabilità medica.

Aiuto Malasanità segue da oltre 15 anni famiglie che si trovano ad affrontare le conseguenze di una gravidanza o di un parto gestiti in modo inadeguato, con un tasso di successo superiore al 94% dei casi trattati e un riconoscimento ricevuto dal CUIRIF, l’Encomio Solenne, per il metodo adottato.

Il nostro team, composto da avvocati e medici legali, offre una prima valutazione gratuita del caso, senza alcun impegno, con l’obiettivo di dare ai genitori una risposta chiara su cosa sia realmente accaduto.

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Analizziamo gratuitamente la cartella clinica del parto e i tracciati cardiotocografici per capire se ci sono i presupposti per agire.

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Indice dell'Articolo

Cos'è il nodo vero del cordone ombelicale?

Il cordone ombelicale è la struttura che collega il feto alla placenta, composta da due arterie e una vena avvolte in una sostanza gelatinosa, la gelatina di Wharton, che protegge i vasi sanguigni da compressioni accidentali.

Il nodo vero si forma quando il feto, muovendosi all’interno dell’utero, passa attraverso un’ansa del proprio cordone, che si annoda letteralmente su se stesso.

È importante distinguerlo dal cosiddetto nodo falso, una semplice ripiegatura del cordone che, salvo casi particolari, non comporta alcun rischio per il bambino.

Il nodo vero, al contrario, può in alcune circostanze stringersi durante la gravidanza o durante il travaglio, riducendo il flusso di sangue ossigenato diretto al feto.

Come si forma il nodo vero e quali conseguenze può avere sul feto?

Il nodo vero tende a formarsi nelle prime fasi della gravidanza, quando lo spazio uterino consente movimenti fetali più ampi, e può rimanere clinicamente silente fino al parto.

In molti casi non causa alcun problema: la compressione dei vasi diventa pericolosa solo quando il nodo si stringe in modo significativo, in genere durante il travaglio, quando le contrazioni e la discesa del feto nel canale del parto possono tendere ulteriormente il cordone.

Quando questo accade, il bambino può andare incontro a una riduzione dell’apporto di ossigeno, con il rischio di sviluppare ipossia e, nei casi più gravi, encefalopatia ipossico ischemica: una condizione che, se riconosciuta e trattata in ritardo, può lasciare danni neurologici permanenti oppure, nelle situazioni più estreme, condurre alla morte endouterina o neonatale.

I fattori che possono aumentare il rischio di formazione del nodo

I fattori che possono aumentare il rischio di formazione del nodo sono:

  • Gravidanza gemellare monoamniotica, per la maggiore vicinanza e mobilità dei cordoni
  • Cordone ombelicale insolitamente lungo
  • Polidramnios, ovvero un eccesso di liquido amniotico che favorisce i movimenti fetali
  • Movimenti fetali particolarmente intensi
  • Gravidanze pregresse con nodo vero già riscontrato
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Quando la struttura sanitaria è responsabile per un nodo vero non gestito correttamente?

La sola presenza di un nodo vero non è, di per sé, un evento che genera responsabilità: si tratta spesso di un fenomeno imprevedibile, che può verificarsi anche in gravidanze fisiologiche monitorate correttamente.

Quello che invece può configurare una responsabilità medica ai sensi della Legge Gelli-Bianco (L. 24/2017) è il comportamento del personale sanitario nel momento in cui il nodo inizia a compromettere il benessere fetale.

Gli obblighi che le strutture spesso non rispettano

Gli obblighi che le strutture spesso non rispettano solitamente sono:

  • Monitoraggio cardiotocografico continuo durante il travaglio, soprattutto in presenza di fattori di rischio noti
  • Riconoscimento tempestivo di un tracciato CTG patologico o non rassicurante
  • Esecuzione senza ritardo del parto cesareo d’urgenza quando i segnali di sofferenza fetale lo richiedono
  • Adeguata valutazione ecografica nelle gravidanze con fattori di rischio specifici
⚠️

Il punto critico: il ritardo nel riconoscere il tracciato patologico

Nella maggior parte dei casi che analizziamo, il problema non è la formazione del nodo in sé, ma il tempo trascorso tra la comparsa di un tracciato cardiotocografico non rassicurante e l'esecuzione del cesareo d'urgenza. Anche pochi minuti di ritardo possono incidere in modo determinante sull'entità del danno cerebrale.

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Cosa dicono i dati sul nodo vero del cordone ombelicale?

Secondo la letteratura scientifica internazionale disponibile su PubMed, il nodo vero interessa una quota compresa tra lo 0,3% e il 2% circa delle gravidanze, un dato che conferma quanto si tratti di un evento raro, ma tutt’altro che trascurabile su scala nazionale.

Nella maggior parte dei casi il nodo non provoca alcuna conseguenza clinica: il rischio concreto emerge quando la sofferenza fetale non viene riconosciuta o gestita nei tempi corretti.

0,3-2%

delle gravidanze presenta un nodo vero del cordone ombelicale

Fonte: letteratura scientifica, PubMed

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anni di esperienza esclusiva in responsabilità sanitaria

Aiuto Malasanità

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tasso di successo nei casi trattati

Aiuto Malasanità

Casi reali di danni da parto legati alla mancata tempestività dell'intervento

Al di là della causa specifica, molti dei casi di danni da parto che seguiamo condividono lo stesso nodo critico: il tempo che intercorre tra la comparsa dei segnali di sofferenza fetale e l’intervento dei sanitari.

I due casi che seguono, entrambi conclusi con un risarcimento importante, mostrano come una gestione tardiva del travaglio possa avere conseguenze permanenti sul bambino.

Durante un parto complesso, un errore nell'estrazione del neonato ha causato lesioni neurologiche permanenti. La consulenza tecnica ha confermato la responsabilità del personale sanitario e, dopo anni di battaglia legale, la famiglia ha ottenuto un risarcimento record.

Un ritardo nell'esecuzione del parto ha provocato danni neurologici permanenti al neonato. I consulenti tecnici nominati in Corte d'Appello hanno riconosciuto la piena responsabilità della struttura sanitaria per la mancata tempestività dell'intervento.

Quali danni puoi richiedere in caso di nodo vero mal gestito?

Quando la mancata gestione tempestiva della sofferenza fetale è all’origine di un danno neurologico permanente o del decesso del neonato, la famiglia può richiedere diverse voci di risarcimento, quantificate sulla base delle Tabelle di Milano, delle Tabelle di Roma e della Tabella Unica Nazionale.

Tipo di dannoChi può richiederloRiferimento
Danno biologico permanente del bambinoIl neonato, tramite i genitoriTabelle di Milano, Roma, Tabella Unica Nazionale
Danno da perdita del rapporto parentaleGenitori e familiari, in caso di decessoArt. 2043 c.c.
Danno patrimoniale futuroGenitori, per spese di assistenza e curaValutazione medico legale
Danno morale ed esistenziale dei genitoriGenitoriTabelle di Milano, Roma, Tabella Unica Nazionale
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Entro quanto tempo bisogna agire?

Il termine di prescrizione dipende dal tipo di azione. Per il danno da perdita del rapporto parentale, azione extracontrattuale spettante ai familiari in caso di decesso, il termine è di 5 anni dal fatto. Per il danno biologico subito direttamente dal bambino, azione contrattuale ex art. 1218 c.c., il termine è invece di 10 anni. È quindi essenziale far valutare il proprio caso da chi conosce con precisione questa distinzione.

Come funziona il percorso con Aiuto Malasanità?

  1. 1

    Consulenza gratuita e analisi del caso

    Analizziamo la documentazione del parto per capire se ci sono elementi di responsabilità.

    Gratuita e senza impegno
  2. 2

    Raccolta della documentazione clinica

    Cartella clinica completa, tracciati CTG e referti ecografici della gravidanza.

  3. 3

    Valutazione medico legale indipendente

    La perizia si basa sulle Tabelle di Milano, di Roma e sulla Tabella Unica Nazionale.

  4. 4

    Azione giudiziale diretta in tribunale

    Se necessario si procede con un accertamento tecnico preventivo (ATP) e con il giudizio diretto in tribunale, senza passaggi di mediazione.

  5. 5

    Risarcimento ottenuto

    Il compenso per il nostro studio viene corrisposto solo al termine, in caso di esito positivo.

    Nessun anticipo di spese

Conclusione

Il nodo vero del cordone ombelicale resta, nella grande maggioranza dei casi, un evento privo di conseguenze per il bambino.

Quando, invece. qualcosa non ha funzionato come avrebbe dovuto, il punto da chiarire riguarda il modo in cui i segnali di sofferenza fetale sono stati letti e gestiti durante il travaglio: un ritardo nel riconoscimento del tracciato, o nell’esecuzione di un cesareo d’urgenza, può fare la differenza tra un parto senza conseguenze e un danno neurologico permanente.

Se hai il dubbio che la gravidanza o il parto di tuo figlio non siano stati seguiti con l’attenzione dovuta, rivolgerti a chi si occupa esclusivamente di risarcimento malasanità ti permette di avere una risposta chiara, senza dover affrontare da solo un percorso complesso come questo.

Aiuto Malasanità mette a disposizione delle famiglie:

  • Oltre 15 anni di esperienza esclusiva in responsabilità sanitaria, dal 2011
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  • Encomio Solenne CUIRIF
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Con oltre 15 anni di esperienza, un tasso di successo superiore al 94% e il riconoscimento dell’Encomio Solenne CUIRIF, il nostro team può analizzare la documentazione e aiutarti a capire cosa sia realmente accaduto.

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Domande frequenti

Come si dimostra che il danno al neonato è collegato a una gestione scorretta del nodo vero?+

Attraverso l'analisi della cartella clinica, del tracciato cardiotocografico e di una consulenza medico legale collegiale che verifichi se i segnali di sofferenza fetale siano stati riconosciuti e gestiti nei tempi corretti.

Entro quanto tempo devono agire i genitori o i familiari del neonato?+

Il termine è di 5 anni per il danno da perdita del rapporto parentale in caso di decesso, mentre è di 10 anni per il danno biologico subito direttamente dal bambino.

La struttura sanitaria può difendersi sostenendo che il nodo vero fosse imprevedibile?+

La formazione del nodo può essere imprevedibile, ma la responsabilità nasce spesso dalla mancata o tardiva individuazione dei segnali di sofferenza fetale durante il monitoraggio.

Quanto tempo richiede una causa per danni da parto legati al cordone ombelicale?+

I tempi variano in base alla complessità del caso e possono richiedere diversi anni, come mostrano i casi seguiti da Aiuto Malasanità.

Quali documenti servono per avviare la valutazione del caso?+

Cartella clinica completa del parto, tracciati cardiotocografici, referti ecografici, lettera di dimissione e ogni documento relativo al monitoraggio della gravidanza.

Aiuto Malasanità segue anche casi avvenuti in cliniche private?+

Sì, il team segue casi avvenuti sia in ospedali pubblici sia in cliniche private, ovunque in Italia.

Quanto costa affidarsi ad Aiuto Malasanità?+

La consulenza iniziale è gratuita e il modello è Zero Spese: nessun costo anticipato, il compenso viene corrisposto solo in caso di risarcimento ottenuto.

Author

  • Dott. Giovanni De Felice

    Il Prof. Giovanni De Felice è Specialista in Ostetricia e Ginecologia e ha diretto per anni il reparto di Ginecologia e Ostetricia dell'Ospedale San Filippo Neri di Roma.

    Ha contribuito alla formazione di generazioni di medici, unendo la pratica clinica, l'insegnamento e la ricerca scientifica.

    La sua esperienza pluriennale costituisce un solido contributo nei casi di responsabilità medica in ambito ostetrico-ginecologico, trattati con la massima competenza da parte del team di Aiuto Malasanità.

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Ogni settimana publichiamo articoli utili a capire come ottenere giustizia.

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  • Dott. Giovanni De Felice

    Il Prof. Giovanni De Felice è Specialista in Ostetricia e Ginecologia e ha diretto per anni il reparto di Ginecologia e Ostetricia dell'Ospedale San Filippo Neri di Roma.

    Ha contribuito alla formazione di generazioni di medici, unendo la pratica clinica, l'insegnamento e la ricerca scientifica.

    La sua esperienza pluriennale costituisce un solido contributo nei casi di responsabilità medica in ambito ostetrico-ginecologico, trattati con la massima competenza da parte del team di Aiuto Malasanità.