Risarcimento per errata diagnosi: i danni da errore medico

Risarcimento per errata diagnosi

Risarcimento per errata diagnosi: il risarcimento per errore medico, diagnosi errata o ritardata

Richieste di risarcimento per errata diagnosi ce ne sono di continuo nel panorama sanitario, e l’errore medico è all’ordine del giorno, purtroppo. I danni possono essere più o meno seri, e si può giungere addirittura alla morte nel caso di errori gravi.

Gli errori medici possono essere di diversa natura, dall’imperizia (scarsa competenza), alla negligenza (distrazione o noncuranza) o imprudenza (quando non si attuano le cautele necessarie).

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La diagnosi errata si verifica anche quando il medico sceglie degli strumenti diagnostici non adatti, o quando vi è la mancanza di specializzazione o di informazione: infatti ogni paziente dev’essere adeguatamente informato anche sulle strumentazioni che la struttura ospedaliera ha a disposizione, utili agli accertamenti medici che il caso richiede, così che l’utente possa scegliere di recarsi altrove.

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Che casi riguarda l’errore diagnostico?

Gli errori diagnostici possono essere quelli per “mancata diagnosi di malattia” o “diagnosi di patologia inesistente”.

Ad esempio, una corioamnionite non diagnosticata in tempo potrebbe portare gravi conseguenze ad una donna in gravidanza e al suo bambino, come abbiamo visto in un altro nostro articolo. Dall’articolo:

La corioamnionite è un’infezione grave che riguarda la placenta, il corion (membrane fetali) e l’amnios (liquido amniotico). Solitamente questa patologia ha un’incidenza maggiore durante l’ultimo trimestre di gravidanza ed è un’evoluzione di una precedente infezione batterica o virale materna, ma può anche essere riscontrata durante il parto per via di un’infezione ascendente il tratto genitale femminile. […]

La corioamnionite è una patologia che se non diagnosticata in tempo e se non tempestivamente trattata, può causare danni permanenti a carico dei polmoni e del sistema nervoso centrale del neonato, nonché un gravissimo stato di sepsi generalizzata e la morte fetale e/o neonatale.

Ecco perché i medici, qualora non diagnostichino in tempo e non adottino terapie adeguate, saranno responsabili per negligenza e quindi punibili per legge.

 

La vittima in questione è Alba, una ragazza che nel 2000 aveva soltanto 25 anni: la giovane donna veniva sottoposta a partire da quell’anno ad una serie di interventi terapeutici e di accertamenti diagnostici presso un ospedale del centro-sud.

Purtroppo il suo percorso si è concluso con un esito tutt’altro che piacevole: la ragazza infatti ha perso completamente la vista all’occhio sinistro, oltre all’atrofia dello stesso bulbo oculare; ma ha anche riportato danni gravissimi all’occhio destro, con il risultato che la giovane vittima si è ritrovata, a soli 25 anni, quasi completamente cieca. Ovviamente la sua esistenza è stata completamente stravolta, e le sue prospettive di vita annullate, da riscrivere da capo, con la rabbia di sapere che si sarebbe potuto evitare quell’esito tragico se i medici non fossero stati così superficiali e negligenti.

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E si sono verificati anche casi di diagnosi sbagliate di tumori maligni, che buttano nella disperazione i destinatari della notizia e le loro famiglie. O quei casi di diagnosi errata di sieropositività, con conseguenti destabilizzazioni psicologiche ed esistenziali. Per non parlare dell’omissione invece di diagnosi, con conseguente decesso. Come i casi, frequenti, di infarti non diagnosticati e dimissioni affrettate, con successivo decesso, che si potrebbe evitare se si praticassero i giusti interventi e le cure appropriate.

Sebbene non tutti gli errori di diagnosi diano vita a conseguenze tragiche, ci sono casi che destabilizzano e stravolgono la vita seppure poi si risolvono. Per dimostrare la responsabilità dell’ospedale o di un medico a cui si possa imputare l’errore, dovete trovare un avvocato che ben sappia analizzare e valutare, e che possa consentirvi di ben partire nell’eventuale causa di richiesta di risarcimento dei danni.

Non è sempre facile individuare correttamente se ci siano responsabilità e se si configura la possibilità di una richiesta risarcitoria. Infatti accusare un medico o una struttura ospedaliera ingiustamente non solo vi espone a controdenunce, ma può compromettere irrimediabilmente o con pesanti conseguenze l’immagine del medico e il suo decoro professionale.

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La difficoltà potrebbe riscontrarsi anche nella quantificazione del danno, perché vanno prese in considerazione tutte le conseguenze negative del caso; non soltanto le complicanze biologiche ma anche i problemi psicologici che scaturiscono, nonché il peggiorare della qualità di vita che consegue da certe notizie.

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