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Danni Cerebrali nei Neonati. Encefalopatia Ipossico Ischemica (EII), Errori  e Conseguenze

Encefalopatia ipossico ischemica

L’encefalopatia ipossico ischemica (EII) è una grave lesione cerebrale causata dalla mancanza di ossigeno e/o sangue al cervello del neonato. Come ginecologo con 40 anni di esperienza al San Filippo Neri di Roma, posso affermare che questa condizione può portare a danni permanenti e, nei casi più gravi, alla morte del neonato. Se questa lesione è dovuta a errori medici durante il parto, tu e la tua famiglia avete il diritto di ottenere il giusto risarcimento danni. Spesso, infatti, la lesione è evitabile con una corretta gestione medica del parto. Inoltre, il tempestivo utilizzo del trattamento noto come ipotermia terapeutica, può limitare i danni cerebrali del neonato se iniziato entro poche ore dalla nascita; per fare ciò è fondamentale che i medici riconoscano rapidamente i segni di ipossia e/o ischemia e agiscano prontamente per prevenire gravi conseguenze.

Argomenti Trattati

  1. Cosa Significa Encefalopatia Ipossico Ischemica (EII)?
  2. Quali sono gli Effetti della EII nei Neonati?
  3. Cause di Encefalopatia Ipossico Ischemica
  4. Encefalopatia Ipossico Ischemica ed Errori Medici
  5. Sintomi dell’Encefalopatia Ipossico Ischemica nel Neonato
  6. Diagnosi di Encefalopatia Ipossico Ischemica
  7. Trattamenti per l’Encefalopatia Ipossico Ischemica
  8. Conclusioni

1.Cosa Significa Encefalopatia Ipossico Ischemica (EII)?

L’encefalopatia ipossico-ischemica (Hypoxic-Ischemic Encephalopathy, abbrev. HIE in inglese) è una delle complicazioni più gravi che possono colpire i neonati a termine. Nei Paesi sviluppati, si verifica in 1,5-2,5 casi su 1.000 nati vivi. Nonostante i progressi nell’assistenza ostetrica, come il monitoraggio fetale, la sua incidenza non è diminuita. Per questo motivo, la ricerca neonatale si concentra principalmente su come ridurre l’entità dei danni cerebrali successivi a questa condizione, come indicato in un articolo pubblicato su NIH (Allen et al., 2011).

L’encefalopatia ipossico-ischemica è una disfunzione cerebrale che si verifica quando il cervello non riceve un’adeguata quantità di ossigeno o di flusso sanguigno per un determinato periodo di tempo. “Ipossico” significa insufficiente ossigeno, “ischemico” indica un flusso sanguigno insufficiente, ed “encefalopatia” si riferisce a un disturbo cerebrale.

L’encefalopatia ipossico ischemica può svilupparsi durante la gravidanza (periodo prenatale), durante il travaglio e il parto (periodo intrapartum), oppure dopo la nascita (periodo postnatale) ed esistono diverse cause che possono determinarla. 

Per un approfondimento sulle cause che possono determinare Encefalopatia Ipossico Ischemica clicca qui.

Una percentuale altissima, fino al 60%, dei bambini affetti da encefalopatia ipossico ischemica morirà o svilupperà gravi e permanenti disabilità entro i primi due anni di vita, come convulsioni, ritardo dello sviluppo o nell’apprendimento, paralisi cerebrale (compromissione motoria), epilessia, disabilità intellettiva o deterioramento cognitivo. Alcuni bambini, invece, non manifesteranno problemi di salute, oppure avranno solo effetti lievi o moderati dovuti all’encefalopatia ipossico ischemica. 

Se l’apporto di sangue o di ossigeno al cervello viene interrotto, anche il resto del corpo potrebbe soffrire di ipossia. Questo può causare danni ad altri organi, inclusi cuore, fegato, reni e intestino. Generalmente, questi organi riescono a recuperare la loro normale funzionalità. Mentre se è il cervello a subire una lesione, potrebbe non riprendersi completamente, perché le cellule del cervello se non ricevono abbastanza ossigeno tendono a morire velocemente. La gravità del danno è solitamente correlata al periodo di tempo in cui il cervello del neonato è rimasto senza ossigeno.

2.Quali sono gli Effetti della EII nei Neonati?

L’encefalopatia ipossico-ischemica (EII)L’encefalopatia ipossico-ischemica (HIE) può avere conseguenze variabili a seconda della gravità della mancanza di ossigeno. Le persone colpite possono sperimentare effetti che vanno da lievi a gravi, spesso coinvolgendo vari organi come cuore, polmoni, reni e fegato, con possibile disfunzione multiorgano (MOF). Il personale medico deve prendere tutte le precauzioni per prevenire eventi ipossico-ischemici e, in caso di EII, deve applicare tempestivamente il trattamento dell’ipotermia.

Le conseguenze dell’HIE includono:

  • Paralisi cerebrale infantile: Disturbo motorio permanente che causa rigidità muscolare e difficoltà di movimento.
  • Ritardi intellettuali e dello sviluppo: Problemi cognitivi che influenzano l’apprendimento e lo sviluppo sociale.
  • Disturbi motori: Difficoltà nel controllo dei movimenti volontari.
  • Disturbi convulsivi ed epilessia: Crisi epilettiche ricorrenti dovute a danni cerebrali.
  • Problemi di linguaggio, comunicazione e deglutizione: Difficoltà nel parlare, comprendere il linguaggio e deglutire, inclusi aprassia e disfagia.
  • Complicazioni renali: Problemi di funzionamento dei reni che possono portare a insufficienza renale.
  • Ritardi delle abilità motorie fini e grossolane: Difficoltà nello sviluppo di movimenti precisi e coordinati.
  • Problemi respiratori: Disturbi che compromettono la capacità di respirare adeguatamente.
  • Problemi endocrini: Squilibri ormonali che possono influenzare la crescita e lo sviluppo.
  • Problemi digestivi e urinari: Disfunzioni nel sistema digestivo e urinario che possono causare dolori e difficoltà.
  • Problemi muscolo-scheletrici: Anomalie e debolezza nel sistema muscolare e scheletrico.
  • Microcefalia: Condizione in cui la testa è significativamente più piccola rispetto alla norma.
  • Disautonomia: Disfunzioni nel sistema nervoso autonomo che regolano funzioni involontarie come il battito cardiaco.
  • Problemi visivi: Disturbi come nistagmo e strabismo che influenzano la capacità visiva.
  • Problemi uditivi: Difficoltà nell’udito che possono portare a sordità parziale o completa.
  • Gastroparesi: Rallentamento dello svuotamento gastrico che causa problemi digestivi.
  • Morte del feto.

Un recente studio condotto dal National Institutes of Health (NIH) ha avviato una competizione per lo sviluppo di tecnologie avanzate per il monitoraggio fetale, con l’obiettivo di ridurre l’incidenza di EII, migliorando la diagnosi e il trattamento tempestivo durante la gravidanza e il parto​ (NIBIB)​.

3.Cause di Encefalopatia Ipossico Ischemica

L’encefalopatia ipossico-ischemica (EII) è una grave condizione neurologica che può manifestarsi durante diverse fasi: sviluppo fetale, travaglio, parto, o nel periodo postnatale. Comprendere le cause di questa condizione è essenziale per prevenire danni neurologici permanenti.

 Ecco un’analisi dettagliata delle possibili cause di encefalopatia ipossico ischemica in ogni fase.

3.1 Cause di EII Durante la Gravidanza

Durante la gravidanza, diversi fattori possono compromettere il flusso sanguigno e l’apporto di ossigeno al feto, aumentando il rischio di encefalopatia ipossico ischemica:

  • Problemi con il flusso sanguigno alla placenta: Qualsiasi interruzione o riduzione del flusso sanguigno placentare può limitare l’apporto di ossigeno al feto.
  • Preeclampsia: Una condizione caratterizzata da pressione alta e danni agli organi che può ridurre il flusso sanguigno alla placenta.
  • Diabete materno con malattia vascolare: Il diabete non controllato può causare complicazioni vascolari che influenzano il flusso di sangue al feto.
  • Infezioni fetali congenite: Infezioni come il citomegalovirus o la toxoplasmosi possono danneggiare il sistema nervoso del feto.
  • Abuso di droghe o alcol: Queste sostanze possono interferire con lo sviluppo fetale e compromettere l’apporto di ossigeno.
  • Grave anemia fetale: Una carenza significativa di globuli rossi riduce la capacità del sangue di trasportare ossigeno.
  • Cardiopatia: Malattie cardiache congenite possono limitare l’efficienza della circolazione fetale.
  • Malformazioni polmonari: Problemi nello sviluppo dei polmoni possono compromettere l’ossigenazione.

3.2 Cause di EII Durante il Travaglio e il Parto

Il travaglio e il parto sono momenti critici in cui il feto è particolarmente vulnerabile a episodi di ipossia. Le cause di encefalopatia ipossico ischemica in questa fase possono includere:

  • Problemi al cordone ombelicale: Prolasso del cordone o cordone avvolto intorno al collo del feto possono ridurre l’apporto di ossigeno, ma anche compressione del cordone dovuta a contrazioni uterine troppo frequenti.
  • Distacco della placenta o rottura dell’utero: Queste emergenze ostetriche possono interrompere bruscamente l’apporto di ossigeno. Possono creare problemi anche il distacco intempestivo della placenta e l’insufficienza placentare.
  • Sanguinamento eccessivo dalla placenta: Un’emorragia grave può compromettere il flusso sanguigno al feto.
  • Posizione fetale anomala: Posizioni come quella podalica possono complicare il parto e ridurre l’ossigenazione.
  • Prolungate fasi finali del travaglio e altre Complicazioni: Un travaglio prolungato può esaurire le riserve di ossigeno del feto. Complicazioni che possono ritardare il completamento della fase espulsiva sono legate ad esempio alla dimensione del feto, oppure alla pressione troppo elevata
  • Pressione sanguigna molto bassa nella madre: Ipotensione materna può ridurre il flusso sanguigno utero-placentare.
  • Ritardo nell’esecuzione del cesareo: Se il taglio cesareo viene effettuato troppo tardi ed in situazione di emergenza, la sua esecuzione potrebbe non essere sufficiente ad evitare danni al neonato.

3.3 Cause di EII Dopo il Parto

Dopo la nascita, il neonato può ancora essere a rischio di encefalopatia ipossico ischemica a causa di vari problemi medici:

  • Grave prematurità: I neonati prematuri spesso hanno sistemi respiratori non completamente sviluppati, aumentando il rischio di ipossia.
  • Grave malattia polmonare o cardiaca: Condizioni come la sindrome da distress respiratorio o difetti cardiaci congeniti possono ridurre l’efficacia dell’ossigenazione.
  • Infezioni gravi: Sepsi o meningite possono causare infiammazioni e danni cerebrali.
  • Trauma al cervello o al cranio: Lesioni traumatiche possono interrompere il flusso sanguigno e l’ossigenazione al cervello.
  • Pressione sanguigna molto bassa nel bambino: Ipotensione può ridurre il flusso sanguigno cerebrale.
  • Insufficienza respiratoria o arresto cardiaco: Questi eventi critici possono causare una rapida diminuzione dell’apporto di ossigeno al cervello.

Consideriamo il caso di Paolo, un neonato prematuro nato a 28 settimane con sindrome da distress respiratorio. Nonostante l’assistenza intensiva, ha sviluppato ipossia a causa di insufficiente ventilazione. Questo esempio illustra come la grave prematurità e malattia polmonare possano interagire per causare EII.

Ma quando si può attribuire la lesione ad un errore medico?

Solo se ci sono specifiche condizioni, identificabili tramite un’accurata indagine medico-legale del caso. Continua a leggere per scoprire gli errori medici legati a EII.

Per maggiori dettagli su come possiamo aiutarti a comprendere se hai diritto ad un risarcimento per colpa medica, compila il modulo in fondo alla pagina o contattaci direttamente al numero verde 800.100.222.

4.Encefalopatia Ipossico Ischemica ed Errori Medici

L’encefalopatia ipossico-ischemica (EII) può derivare da errori medici durante il travaglio, il parto e la gestione neonatale. Le linee guida mediche richiedono che il personale sanitario – medici, infermieri, ostetriche – identifichi e tratti prontamente ogni possibile causa e fattore di rischio di encefalopatia ipossico-ischemica. Tuttavia, la disorganizzazione ospedaliera, carichi di lavoro eccessivi e la negligenza o l’imperizia di alcuni professionisti possono portare a casi di malasanità responsabili di EII nei neonati.

Ecco alcuni esempi di errori medici che possono causare una carenza di ossigeno fetale e quindi encefalopatia ipossico-ischemica:

  • Errata interpretazione dei segni di sofferenza fetale: Un’erronea lettura del monitor della frequenza cardiaca fetale può portare a non riconoscere una mancanza di ossigeno.
  • Ritardo o mancata esecuzione del parto cesareo d’urgenza: Questo può evitare gravi lesioni al neonato durante il parto.
  • Mancata diagnosi e trattamento di complicazioni: Qualsiasi condizione non trattata che possa portare a encefalopatia ipossico-ischemica può avere conseguenze devastanti.
  • Mancata predisposizione del trattamento ipotermico: Questo trattamento è essenziale per i neonati con encefalopatia ipossico-ischemica e può ridurre i danni cerebrali.
  • Ventilazione neonatale errata: Una ventilazione inadeguata può aggravare la carenza di ossigeno.
  • Dosaggio errato di analgesia/anestesia: Dosaggi inappropriati durante il travaglio e il parto possono complicare ulteriormente la situazione.
  • Uso scorretto di forcipe o ventosa ostetrica: Questi strumenti, se usati in modo inappropriato, possono causare traumi al neonato.
  • Parto vaginale inappropriato: Alcuni neonati, per via di specifici fattori di rischio, dovrebbero nascere con un taglio cesareo.

4.1 Come Prevenire l’Insorgenza di EII?

L’intero team medico che assiste la gestante durante il travaglio e il parto è responsabile della prevenzione dei danni da parto al neonato, inclusa l’encefalopatia ipossico-ischemica. I professionisti sanitari hanno l’obbligo di:

  • Prevenire l’encefalopatia ipossico-ischemica: Agire al massimo delle loro capacità per evitare l’insorgenza di questa condizione e dei suoi fattori di rischio.
  • Gestire correttamente le cause e i fattori di rischio: Identificare e affrontare efficacemente tutte le possibili cause e i fattori di rischio associati all’encefalopatia ipossico-ischemica.
  • Trattare le cause e i fattori di rischio: Intervenire tempestivamente per trattare qualsiasi condizione che possa contribuire allo sviluppo dell’encefalopatia ipossico-ischemica.
  • Rilevare e diagnosticare la condizione: Effettuare una diagnosi accurata e tempestiva dell’encefalopatia ipossico-ischemica quando presente.
  • Eseguire il trattamento dell’ipotermia: Applicare la terapia ipotermica (raffreddamento controllato) nei neonati affetti da encefalopatia ipossico-ischemica, a meno che non vi siano controindicazioni.
  • Completare tutti i compiti medici necessari: Eseguire tutte le altre procedure e interventi medici necessari per prevenire e gestire l’encefalopatia ipossico-ischemica.

4.2 Nuove Prospettive

 Recenti studi suggeriscono che l’uso di tecnologie avanzate per il monitoraggio fetale e la formazione continua del personale sanitario possono ridurre significativamente i rischi di HIE. Inoltre, la ricerca è in corso per sviluppare trattamenti innovativi che possano ulteriormente minimizzare i danni cerebrali nei neonati affetti da questa condizione.

Le fasi della EII sono classificate come Fallimento Energetico Primario e Secondario e il Periodo di Latenza tra le due fasi rappresenta il momento ottimale per i vari trattamenti (Allen et al., 2011).

La maggior parte delle modalità di trattamento emergenti mirano a migliorare gli effetti del fallimento energetico secondario. Tuttavia, in molti casi i test sui neonati sono limitati e il modo in cui i trattamenti si tradurranno da modelli animali neonatali a modelli umani neonatali rimane sconosciuto.

5.Sintomi dell’Encefalopatia Ipossico Ischemica nel Neonato

I sintomi dell’encefalopatia ipossico-ischemica possono variare in base alla gravità della condizione. È fondamentale riconoscere precocemente questi segnali per un intervento tempestivo.

5.1 Sintomi Lievi

  • Assenza di pianto nel neonato subito dopo la nascita.
  • Necessità di rianimazione del neonato.
  • Apnea o respirazione difficoltosa: Il neonato può avere problemi respiratori immediatamente dopo il parto. Si parla di apnee quando i periodi di interruzione della respirazione sono pari o maggiori a 20 secondi.
  • Tono muscolare anomalo: Il bambino può apparire flaccido o, al contrario, eccessivamente rigido.
  • Riflessi anormali: Riflessi come il riflesso di Moro possono essere assenti o anomali. L’assenza di riflessi del tronco encefalico, può comportare ad esempio problemi di respirazione, con funzionamento dei soli riflessi della funzione cardiaca.
  • Convulsioni: Possono verificarsi spasmi muscolari involontari.

5.2 Sintomi Moderati

  • Indice di Apgar basso alla nascita
  • Problemi di alimentazione: Il neonato può avere difficoltà a succhiare o a deglutire.
  • Iperglicemia o ipoglicemia.
  • Irritabilità o letargia: Il bambino può essere insolitamente irritabile o, al contrario, eccessivamente sonnolento.
  • Movimenti oculari anomali: Possono essere presenti movimenti irregolari o problemi nel seguire gli oggetti con gli occhi.

5.3 Sintomi Gravi

  • Convulsioni frequenti: Le convulsioni possono diventare più frequenti e difficili da controllare.
  • Problemi Multiorgano: il neonato presenta problemi a reni, polmoni, cuore, ecc.
  • Coma: Nei casi più gravi, il neonato può entrare in stato di coma.
  • Danni cerebrali permanenti: A lungo termine, possono verificarsi ritardi nello sviluppo motorio e cognitivo.

6.Diagnosi di Encefalopatia Ipossico Ischemica

L’encefalopatia ipossico-ischemica viene diagnosticata attraverso una serie di esami strumentali e su test diagnostici come:

  • Risonanza magnetica (MRI): Per valutare i danni cerebrali.
  • Elettroencefalogramma (EEG): Per monitorare l’attività elettrica del cervello e rilevare convulsioni.
  • Analisi del sangue: Per verificare livelli anormali di gas nel sangue che indicano ipossia.
  • Ed altri esami tra cui la TAC, la PET, l’emogasanalisi arteriosa e gli ultrasuoni.

Per poter eseguire questi esami, i medici devono prima sospettare la presenza di questa condizione. Tale sospetto può sorgere se il parto è stato complesso o se il neonato manifesta alcuni dei sintomi precedentemente menzionati.

Tuttavia, in alcuni casi, i sintomi dell’encefalopatia ipossico-ischemica possono emergere solo più tardi, quando si osservano problemi nella funzione motoria, un ritardo nella crescita o nel raggiungimento delle tappe dello sviluppo del bambino.

7.Trattamenti per l’Encefalopatia Ipossico Ischemica

Il trattamento tempestivo è essenziale per migliorare l’esito nei neonati affetti da encefalopatia ipossico-ischemica. Le opzioni di trattamento disponibili mirano a limitare i danni cerebrali, controllare i sintomi e supportare le funzioni vitali del neonato. Di seguito vengono illustrati i principali approcci terapeutici:

Terapia Ipotermica

La terapia ipotermica, o raffreddamento terapeutico, è uno dei trattamenti più efficaci per ridurre il danno cerebrale nei neonati con encefalopatia ipossico-ischemica. La ricerca ha dimostrato che la terapia ipotermica è più efficace se iniziata entro sei ore dalla nascita e che, se il cervello viene raffreddato appena pochi gradi al di sotto della normale temperatura corporea subito dopo la nascita, potrebbero esserci meno lesioni cerebrali. Questo trattamento prevede il raffreddamento controllato del corpo del neonato a una temperatura di circa 33,5°C per un periodo di 72 ore. Il raffreddamento rallenta il metabolismo cellulare e riduce il rilascio di sostanze chimiche che possono danneggiare ulteriormente il cervello. Dopo il periodo di raffreddamento, il neonato verrà lentamente riscaldato fino al raggiungimento della normale temperatura corporea.

Farmaci Anticonvulsivanti

Le convulsioni sono un sintomo comune dell’encefalopatia ipossico-ischemica e possono aggravare il danno cerebrale se non controllate. I farmaci anticonvulsivanti, come la fenobarbital e la fenitoina, vengono utilizzati per gestire le crisi convulsive nel neonato. Questi farmaci aiutano a stabilizzare l’attività elettrica del cervello, riducendo il rischio di ulteriori danni neurologici.

Supporto Respiratorio

I neonati con encefalopatia ipossico-ischemica possono avere difficoltà respiratorie a causa del danno cerebrale che compromette il controllo della respirazione. In questi casi, è necessario fornire un supporto respiratorio adeguato, che può includere l’uso di ventilatori meccanici o di dispositivi di pressione positiva continua delle vie aeree (CPAP). Il supporto respiratorio garantisce che il neonato riceva ossigeno sufficiente e riduce il rischio di ulteriori complicazioni.

Gestione Multidisciplinare

Il trattamento dell’encefalopatia ipossico-ischemica richiede un approccio multidisciplinare che coinvolge neonatologi, neurologi pediatrici, terapisti respiratori e altri specialisti. Questo team collabora per monitorare attentamente il neonato, gestire i sintomi e pianificare interventi terapeutici a lungo termine. L’obiettivo è ottimizzare il recupero neurologico e migliorare la qualità della vita del bambino.

Nutrizione e Idratazione

Una gestione adeguata della nutrizione e dell’idratazione è cruciale per i neonati affetti da encefalopatia ipossico-ischemica. Alcuni neonati potrebbero necessitare di nutrizione parenterale (somministrazione di nutrienti per via endovenosa) o di alimentazione tramite sondino nasogastrico se non sono in grado di succhiare o deglutire correttamente. Garantire un apporto nutrizionale adeguato è essenziale per sostenere la crescita e il recupero del neonato.

Fisioterapia e Riabilitazione

Dopo la fase acuta del trattamento, molti neonati con encefalopatia ipossico-ischemica richiedono interventi di fisioterapia e riabilitazione. Questi interventi mirano a migliorare le capacità motorie, cognitive e comportamentali del bambino. La riabilitazione precoce può fare una grande differenza nella prognosi a lungo termine, aiutando il bambino a raggiungere il massimo potenziale di sviluppo.

8.Conclusione

L’encefalopatia ipossico-ischemica del neonato è una condizione critica che richiede un intervento tempestivo e specializzato per ridurre il rischio di danni cerebrali permanenti. In questo articolo, abbiamo esplorato l’importanza della diagnosi precoce e delle opzioni di trattamento, tra cui la terapia ipotermica, l’uso di farmaci anticonvulsivanti e il supporto respiratorio. Abbiamo anche sottolineato la responsabilità del team medico nella prevenzione, gestione e trattamento di questa condizione, nonché il ruolo essenziale di un approccio multidisciplinare e del supporto riabilitativo.

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Autore

  • Prof. Dott. Giovanni de Felice

    Prof. Dott. Giovanni de Felice Specialista in Ginecologia ed Ostetricia Specialista in Endocrinologia e Sterilità Coniugale, Già docente presso la Scuola Medica Ospedaliera per la specializzazione in Ostetricia e Ginecologia, Già primario e responsabile del modulo di ostetricia presso l’Ospedale San Filippo Neri di Roma.

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